Guinness Premiership - Leicester Tigers-London Irish: l'ultima finale del capitano

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Parte la stagione delle grandi finali nella palla ovale. Si parte dall'Inghilterra, dove Leicester Tigers e London Irish si sfideranno sabato (calcio d'inizio alle ore 18.30, diretta tv su Sky, streaming su Myp2p.eu e live blogging su Rugby 1823) per aggiudicarsi la Guinness Premiership 2009. Favoriti d'obbligo le tigri di Martin Castrogiovanni, finalisti anche in Europa, ma con l'incognita Exiles, capaci di sorprendere a ogni occasione. Un match che avrà un sapore dolce-amaro per Martin Corry, giunto alla sua ultima battaglia. Una battaglia che, da buon veterano, non potrà combattere in campo.

Il trentaseienne capitano delle Tigri, infatti, ha annunciato il ritiro dal rugby professionistico alla fine di questa stagione. Le due finali di Leicester, quindi, saranno le ultime sfide che il seconda/terza linea di Birmingham vivrà da protagonista. Un protagonista, però, solo virtuale.
Il coach dei Tigers, Richard ­Cockerill, ha infatti già dichiarato che Martin non sarà convocato tra i 22 giocatori a sua disposizione nella finale di sabato e sarà vicino ai compagni solo dalla tribuna. Una scelta che il giocatore, a lungo infortunato in questa stagione, ha compreso e accettato, essendo cosciente del fatto di non poter dare quel contributo necessario per puntare al titolo.
Una carriera, quella di Corry, lunga e ricca di soddisfazioni. Una vita legata ai colori verdebianchi dei Tigers, con cui ha giocato fin dal lontano 1997. 279 volte è sceso in campo per Leicester, cui vanno aggiunte le 64 presenze con la nazionale inglese e i 7 caps con i British & Irish Lions. Quasi 350 partite ufficiali di altissimo livello, che significano anche 145 punti realizzati in carriera. Con la maglia della Rosa Rossa, Corry ha conquistato il mondiale del 2003 ed è arrivato in finale nel 2007. Proprio quella contro il Sud Africa a Parigi è stata l'ultima partita di Martin in nazionale.
Sabato, quindi, Corry dirà addio al campionato inglese, nella speranza (sua e dei suoi compagni) di farlo alzando al cielo il trofeo più ambito. Una giornata di festa, ma anche di tristezza, perché perdere un giocatore e un uomo come Martin Corry è sempre un lutto per lo sport.

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