Super 10 - Sì, Viaggiare... e la folle idea delle finali a Roma

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"Quel gran genio del mio amico lui saprebbe cosa fare, lui saprebbe come aggiustare con un cacciavite in mano fa miracoli". Ecco, quello che serve per aggiustare la nostra Federazione è proprio un miracolo. Nel marasma di problemi che negli ultimi mesi ha colpito il movimento italiano rugbistico, partendo dalla base, salendo piano fino alla nazionale, ci mancava solo il Rugby Day. La due giorni a fine mese, nella quale al Flaminio si disputeranno le quattro finali dei campionati nazionali di rugby. Due giorni voluta dal presidente Dondi e dalla Fir. Due giorni che, però, lasciano molti, troppi dubbi. Ecco quali.

1. Disputare le finali dei campionati italiani di rugby in uno stadio da 25-30.000 posti rischia di trasformarsi in un flop mediatico clamoroso. Negli ultimi anni abbiamo avuto medie di 10-15.000 persone massimo per le finali di Super 10, perché dovrebbe cambiare qualcosa quest'anno? Immagino già le telecamere Rai che vagano negli spazi vuoti delle tribune. Da geni del marketing!

2. Fin da inizio campionato (Super 10) si sapeva che a contendersi il titolo sarebbero state Calvisano, Treviso, Viadana, Overmach con le incognite Rovigo e Padova. La più vicina a Roma, Parma, dista quasi 500 km. Fin da inizio stagione, quindi, si prevedevano trasferte di almeno 1000 km per i tifosi delle due squadre finaliste. Comodo, economico e perfetto per le famiglie.

3. Il venerdì si disputano al Flaminio due incontri. Finale femminile e finale under 19. In una giornata lavorativa. Immaginiamo che oltre a mamme, papà, mogli, fidanzate e amici del cuore lo stadio da 25000 posti risulterà alquanto deserto. Disputare gli incontri sabato e domenica? Troppo elementare, Watson.

4. Postilla al punto 3. Quattro incontri di rugby in 24 ore. Immagino come sarà la condizione del terreno di gioco in occasione del match clou, la finale del Super 10. Semplicemente geniale!

5. I fautori di questo evento si rifanno alla tradizione inglese e francese, dove le finali si giocano nella capitale e dove, soprattutto in Inghilterra, è normale riunire tutte le finali in due giorni. Ok, allora facciamo il Rugby Day, ma alla inglese. Cioé? Sabato e domenica, in primis. E poi, dividendo finale di Serie A e quella di Super 10 su due giorni. La gente riempie lo stadio per queste partite. Allora si sfruttino la finale femminile e quella juniores come contorno dei due eventi clou. Sabato: ore 14, finale femminile; ore 17, finale Serie A. Domenica: ore 14, finale under 19; ore 17 finale Super 10. Troppo intelligente?

6. Infine, la chicca delle chicche, il colpo di genio assoluto. Siamo in un periodo di crisi economica? Sì. Abbiamo visto che i tifosi delle squadre finaliste arriveranno da città distanti almeno 500 km dalla capitale? Sì. Possiamo immaginare, secondo logica, che la maggior parte dei tifosi si muoverà in treno, qualcuno in pullman e pochissimi in macchina? Sì. Allora qualche mente illuminata della Fir mi può spiegare perché cavolo la finalissima di Super 10 si disputa sabato sera alle ore 20???? Gli Eurostar (o Freccia Rossa) non ci sono a mezzanotte. I treni locali sono simil trenimerci e non ci sono di certo le coincidenze in piena notte. Conclusione? I tifosi dovranno spendere, oltre al prezzo del biglietto e del viaggio, pure per l'alloggio. E, se si tratta di una famiglia, questo significa tanti soldi buttati.

Ma, cara Federazione, il rugby non dovrebbe essere uno sport per famiglie? Non è nella politica federale l'idea di avvicinare la gente al rugby, piuttosto che farla fuggire?

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