6 NAZIONI 2009 - Doccia scozzese sull'Italia: facciamo il punto della situazione

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Dopo averci dormito su una notte (si fa per dire...) e dopo qualche Guinness che chiarisce le idee, eccomi a tirare con un po' più di calma le somme dopo la sconfitta subita qui a Edimburgo. Una sconfitta, la sesta consecutiva della gestione Mallett, che fa male per tanti, troppi, motivi. La peggior sconfitta di sempre nel 6 Nazioni contro la Scozia, la terza partita dove l'Italia neanche fa finta di restare in corsa per la vittoria e la terza partita con gli stessi errori. E, questa volta, si salvano veramente in pochi.

Come sempre analizziamo reparto per reparto. La nostra prima linea ha subito un'involuzione imbarazzante negli ultimi mesi. Sicuramente l'infortunio di Castrogiovanni non ha aiutato, ma insieme a lui si vede un calo generale. Perugini è confuso e, ieri, molto più falloso di Martin. Nieto non dà molto alla causa e il solo Ghiraldini si salva, soprattutto per aver aggiustato le touche. Ma in mischia chiusa paghiamo moltissimo, ed era la nostra arma fino a un anno fa. I motivi? Sicuramente fisici, ma anche e soprattutto mentali. Lo ha detto anche Parisse in conferenza stampa (che vedrete domani), i giocatori sono gli stessi degli anni scorsi, ma qualcosa è cambiato. Nota a margine: Abbiamo perso tre touche nel momento in cui sono entrati in campo Sbaraglini e Sole. Cioé un giocatore esordiente che non aveva mai studiato le giocate azzurre e una terza linea fuoriruolo. E' vero, a sbagliare sono i giocatori in campo...
Seconda linea. Non pervenuta. Dellapé cammina per il campo e non è mai decisivo. Bortolami ci prova, almeno, ma ormai è la controfigura del capitano coraggioso che eravamo abituati a vedere. Del Fava fa il suo, mentre su Sole ho già detto tutto. Anche qui, i problemi sembrano più mentali che fisici e, forse, sarebbe ora di cercare seriamente dei ricambi per giocatori che sembrano logori.
Terza linea. Monumentale. Se non guardiamo ai problemi di Zanni palla in mano (sigh), per il resto i due flanker placcano anche gli steward a bordo campo, sono sempre presenti e difendono per quindici. Parisse, poi, è il nostro portatore di palla principe e il pericolo maggiore per gli avversari. Se poi si inventa anche dropper e calciatore, beh, siamo a posto. O forse siamo alla frutta?
Mediana promossa con riserva. Griffen fa quel che può, ma i 34 anni e l'esperienza Super 10 pesano sulla sua tenuta. Finché ha benzina fa il compito ordinatamente, senza eccellere ma senza problemi. Canavosio, invece, ingiudicabile. McLean è una delle note positive della giornata. Gioca con autorità e sicurezza, usa un po' troppo poco il piede ma gestisce bene i palloni. Certo, non è un'apertura e questa scelta ci limita all'estremo, ma la prestazione è più che positiva.
Chiari e scuri, invece, nei trequarti. Come sempre la nostra arma spuntata, centri e ali hanno una capacità di handling imbarazzante e perdiamo palloni su palloni, soprattutto con Canale. Ma Gonzo almeno fa tanta quantità, come anche Mirco, sempre presente anche se particolarmente nervoso. Male Pratichetti, impalpabile, bene Bacchetti, sempre più sicuro nel ruolo. Garcia ingiudicabile e probabilmente fuori per il resto del torneo, mentre fa piacere vedere la sicurezza con cui esordisce Rubini. Qualche sbavatura, ma che gli si può perdonare, per il resto una prestazione ottima per uno di quei giovani che, secondo lo staff tecnico, non dovrebbero essere in grado di giocare in nazionale.
Concludiamo con Marcato. Mi spiace sparare sulla croce rossa, ma qui siamo ormai allo psicodramma. Andrea è la dimostrazione (insieme a Toniolatti) di come si possa distruggere un giocatore. Non sente la fiducia di Mallett, viene messo fuoriruolo, ha ancora i postumi della botta presa con gli inglesi e fa un disastro dopo l'altro. Non è un estremo e non ha il piede da estremo. Inoltre non placca e non sa penetrare palla in mano nelle maglie difensive avversarie. Mi spiace, ma mi sa che per lui il 6 Nazioni finisce qui, almeno da titolare.

Dai ruoli passiamo alle situazioni di gioco. Mischia chiusa: bocciata. Mallett si attacca all'arbitraggio, ma la verità è che gli azzurri si sono involuti e subiscono continuamente la spinta avversaria. Touche: promossa con riserva. Se è vero che con Ghiraldini abbiamo smesso di perdere le rimesse laterali, è anche vero che fino a un anno fa sapevamo anche rubarle. Anche ieri nessuna touche rubata e pochissime contrastate decentemente. Gioco al piede: pessimo. Tranne un calcetto delizioso (credo di McLean) un'infinità di palloni calciati in campo, permettendo i contrattacchi scozzesi e nessun uso tattico del piede. Poi, in occasione del drop, l'imbarazzo totale. McLean e Marcato che, nonostate il drop non fosse telefonato, di più!, pascolano in zone del campo assolutamente inutili e Griffen si ritrova Parisse in posizione di calcio. Griffen ha dovuto sbattere le palpebre per convincersi di non aver ricevuto una botta troppo forte in precedenza. Cerca disperato i suoi calciatori e poi, suo malgrado, serve il capitano che piazza. Bene, ottimo. Ma non era lui a dover essere lì! Breaks: non pervenuti. Non sappiamo attaccare, ormai è lampante e palese. Non facciamo un break decente e quando, per sbaglio, guadagnamo spazi finiamo per perdere il pallone in avanti. Urge mandare i trequarti ad allenarsi con gli under 13. Ripartire dalle basi è fondamentale!

Ecco, questi sono i primi pensieri a meno di 24 ore dalla fine dell'ennesima sofferenza azzurra. Questo pomeriggio posterò il video della conferenza stampa, con le domande incriminate poste da me e da Francesco Costantino. Domani, infine, un'altra illuminante risposta di Mallett e Parisse riguardo ai nostri problemi in mischia. Per il resto, sarebbero ancora tante le cose da dire, sicuramente mi verranno in mente altri problemi, ma ora abbiamo due settimane di tempo e troveremo lo spazio per capire cosa sta succedendo a questa Italia. Che è troppo brutta per poter essere vera.

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