Paralimpiadi - Wheelchair rugby, si parte! Ed ecco a voi Josie Pearson, campionessa inglese!

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Prendono il via oggi le partite di rugby in carrozzina alle Paralimpiadi di Pechino. Otto squadre, due gironi e tre turni per decidere quali saranno le quattro nazioni a giocarsi la medaglia d'oro. Oggi si disputano gli incontri tra Stati Uniti-Cina (ore 7 italiane), Canada-Giappone (ore 9 italiane), Australia-Germania (ore 12 italiane) e Gran Bretagna-Nuova Zelanda (ore 14 italiane). Alcuni incontri dovrebbero venir trasmessi da Rai Sport Più, ma Rugby 1823 aggiornerà costantemente le notizie provenienti dalla Cina con tutti i risultati. Intanto conosciamo un po' meglio questo sport e i suoi campioni.

AGGIORNAMENTO ORE 15.15: LA GRAN BRETAGNA VINCE LA SFIDA CON I WHEEL BLACKS E RAGGIUNGE USA, CANADA E AUSTRALIA IN TESTA AI DUE GIRONI ALLA FINE DELLA PRIMA GIORNATA! 

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Il Wheelchair rugby è uno sport misto, dove giocano insieme uomini e donne. Proprio per questo, dopo una lunga lotta tra la federazione internazionale e il comitato paralimpico (che aveva iscritto il rugby in carrozzina come sport maschile), alle Paralimpiadi partecipano anche tre ragazze, in rappresentanza di Gran Bretagna, Cina e Canada.
Una di queste è Josie Pearson (nelle foto), atleta inglese. 22 anni, è nata il 3 gennaio 1986 a Bristol, Josie ha subito un grave incidente automobilistico cinque anni fa, che l'ha bloccata su una sedia a rotelle. Un incidente tragico, in cui Josie ha perso anche il suo fidanzato, ma al quale ha saputo reagire con forza. Da sempre sportiva, era una cavallerizza di qualità, ha deciso di non fermarsi e ha scoperto uno sport che le dà la giusta carica di adrenalina, il rugby.
"Me lo ha fatto conoscere un ragazzo che era in ospedale con me. Mi ha subito colpito. E mi serviva qualcosa per farmi uscire da quel brutto periodo. Volevo sentirmi di nuovo viva, avere un futuro, qualcosa per cui lottare. Mi sono diplomata e poi ho dedicato tutta me stessa al rugby".

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Ora è alle Olimpiadi, un sogno incredibile per lei, ma non vuole fermarsi. Ha già dichiarato che la Gran Bretagna è fortissima e che vuole tornare a casa con una medaglia. Determinazione e grinta, insomma, dopo un primo periodo dove, come lei stessa dice "Ero silenziosa e riservata, all'inizio, ma poi mi sono accorta che mi avevano accettato tutti. Ora non ci sono più differenze tra noi, sono una di loro". Non a caso i suoi compagni l'hanno soprannominata "la nostra Dallaglio". Una garanzia!

Le partite
Usa-Cina 65-30
Vittoria senza patemi per una delle favorite del torneo. Gli Stati Uniti dominano tutti i quarti dell'incontro con Will Groulx gran mattatore con 16 mete. Per i cinesi una partita tutta in salita, con il solo Han in grado di rispondere allo strapotere americano. Sicuramente una prova che darà fiducia alla formazione di Gumpert, che però deve aspettare i prossimi turni, contro squadre più forti, per capire se gli Usa possono veramente puntare alla medaglia d'oro.

Canada-Giappone 48-40
Decisamente più sofferta la vittoria canadese, che riesce solo nell'ultimo quarto a prendere un vantaggio di sicurezza e a gestire gli ultimi minuti dell'incontro. Partita dai due volti, con momenti altamente agonistici e altri dove hanno prevalso il tatticismo e la "melina", ma che alla fine ha prevalso la maggiore esperienza del team nordamericano. Miglior realizzatore del match è stato il giapponese Shinichi Shimakawa con 17 mete.

Australia-Germania 47-36
Nessun problema neanche per l'Australia ad avere la meglio su una volenterosa Germania, che però non può contrastare gli attacchi dei Wallabies. Già dal primo quarto il gap è netto e solo nella seconda ripresa i tedeschi chiudono con un parziale a loro favore. La seconda parte della gara, però, spegne le speranze tedesche anche a un inarrestabile Ryley Batt autore di ben 24 punti per gli australiani.

Gran Bretagna-Nuova Zelanda 39-38
Non ha deluso le attese il match clou della giornata. Gran Bretagna e Nuova Zelanda si sono sfidate punto a punto in un match tiratissimo e giocato a livelli altissimi. Dopo i primi due quarti terminati in parità, infatti, è stata la formazione europea a prendere un minimo vantaggio di una meta, con la quale si è arrivati ai minuti finali dell'incontro. Qui, anche a causa della stanchezza (solo 6 i giocatori britannici scesi in campo, sette quelli neozelandesi), si sono succedute una serie infinite di mete da una parte e dall'altra, inframezzate da scontri terribili a centrocampo. Alla fine, però, un errore inglese a 30 secondi dalla fine ha riaperto il match e solo la meta a quattro secondi dal termina ha dato la vittoria alla Gran Bretagna.

ECCO LE PRIME IMMAGINI "RUBATE" ALLO STREAMING RAI!

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