Top 14 - In Francia passa lo straniero... è la morte del Rugby Champagne?

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Lo ha sottolineato in un articolo ieri Planetrugby.com ed è un dato che spaventa. Nel primo turno del campionato francese, il Top 14, sono scesi in campo ben 207 stranieri, con una media di circa 15 giocatori per squadra! Uno smacco per un popolo così fiero delle proprie origini da sfiorare (sono buono) l'antipatia universale, e un campanello d'allarme per tutto il rugby continentale, quello italiano in primis.

Erano 185 l'anno scorso, ma il trend ormai continua da qualche anno. Le squadre, da quelle più titolate e ricche alle compagini minori, puntano sui nomi esotici, pescando a mani basse dai campionati esteri, in particolare quelli neozelandesi, australiani, sudafricani, italiani, georgiani e, questa è una novità, anche britannici e celtici. Una legione straniera che sicuramente innalzerà il livello del torneo, soprattutto grazie ad alcuni nomi veramente eccelsi, ma che rischia di distruggere la tipicità del rugby transalpino e le sue peculiarità che l'hanno reso uno dei più bei rugby al mondo.
I casi più estremi sono Brive, con 24 stranieri a busta paga, e Tolone, la multinazionale di Tana Umaga che vuole stupire tutti senza guardare tanto ai passaporti di chi scende in campo. Tanto spettacolo, tanti nomi altisonanti, ma sempre meno spazio a disposizione per i giovani francesi che escono dai vivai delle squadre. Anche perché la situazione non è molto migliore in Pro D2, la seconda serie francese, dove gli stranieri sono ben 165.
Una situazione che ricorda, purtroppo, molto quella del campionato italiano, dove i giovani azzurri faticano a trovare spazio in formazioni zeppe di giocatori provenienti da mezzo mondo. Con un distinguo, però, fondamentale. In Francia nel rugby i soldi girano, quindi gli stranieri acquistati sono il meglio che vi sia nel panorama mondiale. In Italia, invece, i "dané" sono pochi e lo spazio "rubato" ai giovani italiani non sempre è occupato da un Dan Carter o da un Sonny Bill Williams, tutt'altro!

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