Tri Nations 2008 - Peter De Villiers senza vergogna: "Roma non venne costruita in un giorno"

devil02.jpg

Negare tutto, negare sempre. Anche, anzi soprattutto, l'evidenza. E' una delle raccomandazioni classiche degli avvocati ai propri assistiti, soprattutto quando questi sono colpevoli, ed è la filosofia di vita di Peter De Villiers . Colpevole di allenare il Sud Africa. Dopo una serie imbarazzante di sconfitte, infatti, il coach degli Springboks non riesce a fare autocritica e, anzi, rilancia. La colpa è di tutti, tranne che sua!

Le dichiarazioni rilasciate dopo la sconfitta casalinga contro l'Australia di ieri (clicca qui per rivivere la diretta testuale del match) hanno lasciato senza parola i giornalisti presenti, gli esperti sudafricani e tutti i tifosi, ormai esasperati dalle prestazioni della loro nazionale.

"I tifosi sono insoddisfatti del match, hanno ragione a esserlo. Hanno tutte le ragioni del mondo per essere insoddisfatti" ha dichiarato De Villiers, e, fino a qui, nessuno poteva dargli torto. Fino a qui... "Loro vogliono tifare per una squadra vincente, ma noi non scendiamo mai in campo con la volontà di perdere, ed è un nuovo stile di gioco che io sto provando". Quale stile? Quale volontà? Questo non lo spiega De Villiers, il quale in ogni match del Tri Nations ha cambiato formazione, tattica e quant'altro si potesse modificare per confondere giocatori e tifosi. Ma non si ferma qui il coach sudafricano.
"Roma non è stata costruita in un giorno, quindi chiedo ai nostri tifosi di essere pazienti e di darci più tempo. Perché quando si vince non ci si psicanalizza come si fa quando si perde". Forse la psicoanalisi serve a lui, visto l'affondo finale...
"Forse i ragazzi sono arrivati un po' cotti visto il tanto rugby giocato. Tra Super 14 e Test Match estivi, molti hanno ora problemi a recuperare e a essere in piena forma. Questo porta a prestazioni scarse e a scelte errate, come è successo oggi. E quando fai così tanti errori, beh, non puoi sperare di vincere". Tutto vero e tutto bello, signor De Villiers. Ma ci spiega come mai neozelandesi e australiani, che giocano il Super 14 e i Test Match, non sono cotti come i suoi giocatori, o i loro allenatori non si arrampicano sugli specchi per trovare scuse al proprio fallimento.

Perché il fallimento è quello di Peter De Villiers. E' il fallimento di chi prima si attacca gli arbitri, alle nuove regole, poi ai giocatori che non si impegnano, poi ai cosiddetti senatori che remano contro. E non si rende conto che nel giro di pochi mesi ha portato i campioni del mondo all'ultimo posto del Tri Nations, perdendo la leadership mondiale e offrendo figure barbine sui campi dell'Emisfero Sud. Sempre senza autocritica. Perché Roma non è nata in un giorno.

  • shares
  • Mail
7 commenti Aggiorna
Ordina: