Argentina-Italia: Le pagelle degli azzurri

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Di solito quando si vince i giornalisti iniziano a distribuire sufficienze e voti alti a destra e a manca, mentre se si perde le insufficienze volano ovunque. Dopo la vittoria fantastica contro l'Argentina, invece, bisogna stare attenti a non farsi prendere dall'entusiasmo. Certo, il voto generale è almeno un 6, ma presi singolarmente non tutti i XV titolari superano la prova.

Marcato 6.5: Fa bene il suo compito, è sicuro come estremo e un paio di volte si propone ad apertura. Bene al piede, la sua trasformazione ci regala la vittoria allo scadere. Ma era lui, Parisse o Mallett a non voler calciare tra i pali le punizioni nel primo tempo? Abbiamo rischiato di perdere per questa scelta.

Robertson 5: Apatico, non si fa praticamente mai vedere nel gioco azzurro. Certo, non che arrivino molti palloni all'ala, ma forse potrebbe anche andare a cercarsele.

Bergamasco Mi. 4.5: Fa male vederlo in campo, ricordando quello che ha saputo fare in passato. Ma ormai è almeno un anno che Mirco non è più un giocatore da Italia. Mallett lo accantoni per un anno sabbatico, vediamo se può servire. Perché agli azzurri non serve.

Garcia 6: Non è devastante come contro gli Springboks, ma conferma la sua potenza in difesa ed è l'unico trequarti che prova a sfondare. Visto la concorrenza, dubito che non troverà un posto da titolare nel prossimo 6 Nazioni.

Pratichetti M. 5.5: Qualcosa in più di Robertson lo fa, ma comunque troppo poco. Scompare insieme a tutta la trequarti azzurra. Così il posto non lo conquista.

McLean 5.5: Non è un'apertura e si vede. Spesso confuso usa bene il piede da estremo, molto molto meno quando si tratta di colpire l'ovale con delicatezza. Purtroppo è quello che offre oggi l'Italia, quindi speriamo migliori in fretta.

Picone 5: Un passo indietro rispetto a Città del Capo. Troppo agitato, nervoso e supponente non riesce a essere il metronomo azzurro. Se i trequarti sprofondano la colpa è anche sua, che non crea nulla per farli uscire dal loro letargo.

Canavosio 6: Entra nel momento topico del match e ci guida in meta. Merito suo o meno, era comunque lì al momento giusto.

Parisse 7: Sempre presente, tira la carretta come ormai sta facendo da un anno. Un voto per le meritate ferie, anche se un paio di dubbi restano. Non riesce a tenere calmi un paio di azzurri quando l'Argentina cerca di metterla in rissa e ha sulla coscienza (con Marcato e Mallett) i punti buttati nel primo tempo.

Bergamasco Ma. 6.5: Torna dalla lunga squalifica e ha voglia. Anche di menare le mani. Si fa coinvolgere nel gioco sporco argentino, ma questa volta non cade nella loro rete e fa il bravo. Per il resto ordinaria amministrazione, e un paio di ottimi buchi presi in attacco.

Sole5.5: Non convince in pieno, la terza linea soffre e la colpa è soprattutto sua.

Zanni 6: Migliora la situazione con il suo ingresso e dimostra di essere sempre in crescita. E' il flanker del futuro.

Del Fava 6: Bene in mischia e durante il gioco, meno in touche.

Dellapè 6: Vedi Del Fava, è il suo degno gemello. Entrambi fanno rimpiangere Bortolami.

Nieto 7.5: Distrugge la prima linea argentina, fa sbroccare letteralmente Roncero e umilia la mischia dei Pumas. Passano gli anni ma Carlos c'è sempre. Titolare anche quando è in panchina.

Ongaro 6: Problemi in touche, ma nelle mischie collabora benissimo con Nieto a far passare gli argentini per una squadretta di periferia.

Ghiraldini 6.5: Non si vede, ma poi il suo testone appare nel replay della meta della vittoria. Basta per giudicarlo?

Rouyet 5: L'unico del pacchetto di mischia che va in crisi. Dimostra che l'esperienza internazionale è importante, e a lui manca. Fortuna che in futuro torneranno i titolari.

Moreno 8: Voto alla carriera. Quando il Troll azzurro entra in campo fa tenerezza. Si mette giù e spinge con cattiveria. Collabora alla meta della vittoria e la dedica va sicuramente alla figlia nata proprio due giorni fa. Monumentale.

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