Vergogna Inghilterra - Quattro giocatori accusati di stupro

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Niente sesso, siamo inglesi. Purtroppo questo motto viene troppo spesso dimenticato dagli sportivi di Sua Altezza la Regina e dopo i vari casi che hanno coinvolto i calciatori di svariati club, ecco che anche la nazionale inglese di rugby scopre la vergogna di un'accusa di stupro. Durante il tour in Nuova Zelanda, infatti, quattro giocatori avrebbero abusato di una diciottenne nell'albergo che li ospitava.

Il tutto è successo due sabati fa, dopo la cocente sconfitta subita dall'Inghilterra a opera degli All Blacks. Nonostante la batosta, infatti, i giocatori avevano deciso di organizzarsi un terzo tempo molto alcolico in albergo, condito di ragazze compiacenti e litri di birra.
Secondo la polizia neozelandese, però, quattro rugbisti inglesi sarebbero andati un po' oltre ai festeggiamenti e, in una stanza di albergo, avrebbero abusato ripetutamente di una giovane diciottenne. La Federazione inglese respinge le accuse, ma l'imbarazzo è notevole.
In particolare, a dieci giorni dall'accaduto, l'RFU sta valutando se rendere o meno pubblici i nomi dei quattro sospettati. Questa scelta sarebbe dettata dalla volontà di tenere "puliti" i nomi degli altri componenti della squadra, oggi tutti visti come possibili stupratori.
Tutti tranne David Strettle, l'ala inglese ha infatti un alibi di ferro. Quella notte, lui, non ha avuto bisogno di usare la forza per divertirsi. A scagionarlo è stata Sophie Lewis, conosciuta anche come Angel Barbie, una ventiduenne neozelandese che ha dichiarato alla stampa che mentre avveniva il presunto stupro lei era ben avvinghiata a Strettle. Anzi, secondo Angel, Strettle era come il pupazzo Duracell del sesso... non si fermava mai...
Ma se lui è salvo, lo stesso non vale per i suoi compagni. I nomi usciranno, a breve, e speriamo che anche le indagini della polizia siano veloci e precise. Perché, innocenti o colpevoli, servono certezze e non pettegolezzi e sospetti. Ma, soprattutto, sarebbe ora che lo sport britannico facesse un po' di autocritica. I casi di ubriachezza molesta, di violenze e stupri sono ormai all'ordine del giorno tra gli atleti della Regina. Ricchi, viziati e senza limiti, né alcolici né morali. Non sono questi gli sportivi di cui il rugby, e non solo, ha bisogno.

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