Sud Africa-Italia: -4 Matfield guadagna i gradi di capitano, Moreno in azzurro per la moglie

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Anche se in Italia è sovrastato mediaticamente da Euro 2008, si avvicina l'esordio degli azzurri nel tour 2008 che li porterà prima in Sud Africa e poi in Argentina, per due incontri che li vedranno affrontare i campioni del mondo e la formazione che si è classificata terza all'ultima competizione iridata. Due sfide difficili, con molti giovani in campo, ma oggi sono due "vecchietti" a tenere banco: il sudafricano Victor Matfield e l'italoargentino Alejandro Moreno.

Sarà, infatti, Victor Matfield, una delle seconde linee più celebri della scena internazionale, il capitano del Sudafrica che sabato 21 giugno affronterà l'Italia al Newlands di Cape Town (ore 15.00, diretta su Sky Sport 3 e live blogging su Rugby 1823). Lo ha annunciato oggi il ct degli Springboks, Peter de Villiers, costretto a rinunciare al capitano John Smit, impegnato nelle semifinali del Top14 con il Clermont, dove milita insieme all'azzurro Gonzalo Canale, a sua volta assente. "Victor è un grandissimo giocatore – ha detto De Villiers – ma è anche bravissimo a capire le persone. E' un leader naturale, i gradi di capitano per il test di sabato sono la logica evoluzione del suo modo di essere. Sarà vice-capitano per tutta la stagione, sostituendo Smit nel ruolo quando John non sarà disponibile". "Poter essere il capitano del mio Paese è un grandissimo onore – ha commentato Matfield, già capitano l'anno scorso in una sfida contro gli All Blacks – e non posso che ringraziare Peter per l'opportunità. Non me lo aspettavo, ma sono felicissimo di poter essere il capitano in assenza di John".
Ad affrontare Matfield, tra gli altri, ci sarà Alejandro Moreno, pilone di 36 anni, che veste la maglia azzurra dopo sei anni d'assenza. Una convocazione a sorpresa e che ha messo Alejandro di fronte a un bel dubbio. "Mi chiama Carlo Checchinato e io per prima cosa penso a un saluto tra vecchi compagni di Nazionale. Poi lui comincia a parlare, e penso che mi stia prendendo in giro. Alla fine, capisco che parla sul serio e gli chiedo due giorni di tempo per pensarci. Mica perché non voglia tornare con la Nazionale, fossi matto. Ma il 25 giugno scade il termine, deve nascere mio figlio…". Cuore di padre o cuore di atleta? Scelta difficile, che è meglio demandare ad altri... "Per fortuna che mia moglie non si è limitata a capire che, per me, era un’occasione importante per vestire l’azzurro ancora una volta. E’ lei che mi ha praticamente obbligato ad accettare…". Ora, la parte più difficile: convincere Nick Mallett che, a trentacinque anni suonati, può ancora dire la sua in questo tour. "Non lo pensassi, non sarei nemmeno qui. Sto bene, sono in forma, quest’anno ho giocato meno che in passato in Premiership, sono anche riposato. E’ chiaro, spero di giocare. Magari proprio nel test con l’Argentina. E se va male, magari ci riprovo tra sei anni…".
Infine, ha parlato anche Nick Mallett, ribadendo concetti ormai chiari a tutti. "Non penso ci sia molto di nuovo da dire – esordisce Mallett - rispetto a quanto già è stato scritto, in Italia e qui in Sudafrica. Gli Springboks vengono da due vittorie molto convincenti contro il Galles, noi non facciamo mistero di affrontare questo tour con una squadra giovane, con molte assenze, pronti a sperimentare nuovi giocatori, a trovare nuove soluzioni soprattutto per la linea dei trequarti, il reparto dove dobbiamo migliorare maggiormente". "Nel Sei Nazioni siamo stati competitivi in tutte le partite – prosegue Mallett – adesso dovremo provare ad esserlo ancora contro Sudafrica e Argentina, e la speranza che nutro è di tornare a casa con almeno cinque o sei giocatori in grado ai unirsi al gruppo che già ha ben figurato in inverno".

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