Irb Nations Cup - L'Italia sfiora l'impresa

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Un secondo tempo da incorniciare ma, nel complesso, una delle migliori prestazioni mai offerte dall’Italia “A” che, guidata da Marzio Zanato e Alessandro Ghini, sfiora il grande colpo all’Arcul de Triumf di Bucarest, nella seconda giornata della Nations Cup, tenendo sino all’ultimo minuto in scacco il Sudafrica Emergenti.

Finisce 20-19 per la rappresentativa verdeoro, che può tirare un sospiro di sollievo dopo il secondo tempo d’assalto di cui Ferraro e compagni si sono resi protagonisti: sotto per 10-0 a fine primo tempo, l’Italia “A” ha inflitto agli emergenti sudafricani un passivo di 19-10 nella ripresa, sfruttando il piede della propria apertura Paolo Buso per mantenersi sempre in partita. Decisivo ha finito con essere il piazzato messo a segno nella ripresa dal numero dieci dei sudafricani Dollie, che ha riportato a +8 i giovani Boks prima della meta finale di Giulio Toniolatti, trasformata da Davide Duca, che ha portato nuovamente l’Italia a ridosso degli avversari.
Un risultato, quello di Bucarest, che da un lato conforta – dopo la già positiva prova del primo turno contro la Russia, battuta 38-15 – per la prestazione degli azzurri, dall’altro lascia un poco di amaro in bocca per l’essere arrivati a un solo punto da quella che avrebbe potuto essere una storica vittoria su una selezione nazionale sudafricana.
Ma nessun auspicio avrebbe potuto essere migliore e Marzio Zanato non può nascondere la soddisfazione sua e di tutto il movimento rugbistico nazionale: “Penso che il risultato parli da solo, è senza dubbio la migliore partita che ho visto disputare all’Italia “A”. L’avversario era di altissimo livello, l’anno scorso il Sudafrica emergenti ha dominato questa competizione e oggi siamo riusciti a creare loro più di un interrogativo per tutta la durata del match. Inutile dirlo, siamo tutti orgogliosi di questa squadra. Peccato solo per esserci arrivati così vicino, mettendoli in difficoltà in mischia, e dover uscire dal campo con una sconfitta che, con qualche errore in meno e un paio di calci di punizione non fischiati in più, avremmo potuto trasformare in una giornata storica”.

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