E se un giorno i rugbisti italiani entrassero in sciopero e il giocattolo si rompesse?

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Sta creando scalpore e innescando polemiche e minacce la decisione del Giba (il sindacato dei giocatori italiani di basket) di interrompere i rapporti tra i giocatori e la Nazionale italiana. In poche parole (come potete leggere nel comunicato qui sotto) i giocatori italiani hanno deciso di boicottare la Federazione e la Nazionale visto il numero troppo elevato di stranieri che si possono mettere a referto nel campionato.
Uhm, perché questo mi ricorda qualcosa?

Questo è il comunicato pubblicato sul sito del Giba:
"Con le nuove regole volute da CONI e FIP, i giocatori italiani sono destinati a rimanere nei prossimi anni, nel campionato di Serie A, una sparuta minoranza.
Il clamoroso voltafaccia di CONI e FIP ha causato una profondissima lacerazione tra le istituzioni sportive e la componente dei giocatori, da cui si invoca solo coerenza e rispetto degli impegni.
I giocatori italiani riuniti in assemblea, pur considerando un onore ed un privilegio far parte della Squadra Nazionale, hanno deciso di interrompere ogni attività della stessa, a partire dal prossimo raduno del 18 luglio.
Tale forma di protesta, sofferta ma inevitabile, è indice del livello di frustrazione
dei giocatori italiani, ormai costretti al ruolo di stranieri nel loro Paese da scelte federali assurde, mirate a soddisfare i mutevoli interessi dei club, e non ispirate da alcuna strategia di sviluppo del movimento.
I giocatori di Serie A, di Legadue e di B condividono le ragioni della protesta e sostengono con convinzione la superiore iniziativa. In caso di ritorsioni federali ai danni degli atleti della Nazionale, già minacciate a sproposito, essi sono pronti in segno di solidarietà ad interrompere a loro volta ogni attività federale".

Insomma, o i giocatori italiani aumentano il Serie A, o le nazionali italiane non avranno più atleti da schierare in campo.
Quello del Giba è un messaggio forte, duro. Ed è un messaggio che dovrebbero ascoltare e recepire anche la Federazione Italiana Rugby e la Lega d'Eccellenza.
Promuovere i giovani italiani
, rendere lo sport più legato al territorio, far crescere il rugby in Italia dev'essere la priorità degli organi federali e di quelli che governano i club. Lamentarsi dei troppi oriundi ed equiparati in nazionale è stupido e inutile se non si mettono prima dei paletti. Ben precisi. La Fir, quindi, deve muoversi fin da subito e recepire il messaggio che arriva dalla pallacanestro.
Con le buone
(il dialogo) o con le cattive (le selezioni imposte) bisogna limitare drasticamente il numero di stranieri a referto nel Super 10, aumentare il numero dei giocatori italiani (di formazione) e promuovere la crescita dei giocatori italiani.
Altrimenti, un giorno, potrebbero essere loro a incrociare le braccia
. E allora sì che avremmo una nazionale esclusivamente formata da stranieri!

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