L'Italia celtica è quasi realtà. Dal 2009 due franchige azzurre parteciperanno alla Celtic League

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Dopo tanti anni di parole, di promesse, di contatti, di dietrofront sembra che il momento sia arrivato. Secondo indiscrezioni che arrivano da ambienti vicini alla dirigenza della Celtic League, infatti, sarebbe stato raggiunto un accordo tra la Fir e le federazioni celtiche affinché due franchigie italiane entrino nella Magners League a partire dal 2009. Ma ecco in dettaglio cosa David Jordan, capo della Celtic League, e Giancarlo Dondi avrebbero deciso in queste settimane.

Dalla stagione 2009/2010, infatti, la Celtic League verrà rivoluzionata, creando una regular season cui seguiranno dei playoff per decidere il vincitore del trofeo. Da quell'anno l'Italia dovrebbe presentare due franchigie che giocheranno a Roma e a Venezia. Le due squadre, composte da giocatori del Super 10, avranno un sostegno economico da parte della Fir e della Celtic League e schiereranno giocatori eleggibili a giocare nella nazionale italiana. Nei primi anni, però, sarà possibile avere una percentuale più alta di stranieri (si parla di 10 sui 22 a referto), mentre dopo il numero di stranieri sarà lo stesso permesso nelle altre squadre partecipanti.
La Federazione, a oggi, non conferma l'assoluta veridicità di queste voci, o meglio, va con i piedi di piombo. E' confermato, infatti, l'interesse sia italiano sia di David Jordan di ampliare la Celtic League a due formazioni italiane nel 2009, ma, come mi è stato detto dalla Fir: "Se la strada va da 0 a 10, noi siamo ancora a 1. L'interesse c'è, la volontà pure, ora vediamo che succede. Di sicuro sarebbe un traguardo importante per la crescita del movimento". Ancora nessun proclama, ma rispetto ai no comment del passato sicuramente un importante passo avanti.
Il grosso ostacolo saranno, però, i club italiani, da sempre contrari alla creazione di franchige federali. Un ostacolo che potrebbe venir superato in due modi: il primo, dare dei contributi economici ai club che danno gli atleti alle franchige; il secondo, più netto e forte, imponendo questa scelta dall'alto. In ogni modo, se l'Italia vuole crescere rugbisticamente deve forzatamente avvicinarsi all'Europa, e la Celtic League è l'occasione migliore. Sia per far crescere i possibili azzurri, sia per dare maggiore visibilità mediatica al rugby anche al di fuori della sola Nazionale maggiore.

Insomma, come dico da anni, la Celtic League è il futuro del rugby italiano. Chi si metterà di traverso, che sia all'interno della Federazione sia che sia all'interno dei club, deve venir messo in minoranza e allontanato. A costo di rivoluzionare anche la dirigenza azzurra. Unico dubbio, la scelta delle città, ma si tratta di quisquiglie... quindi festeggiamo questa novità azzurra, per le polemiche ci sarà tempo più avanti. 

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