Rugby & spettacolo. Le nuove regole del Super 14 regalano mete e velocità

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Dopo sette turni il Super 14 inizia a dare qualche indicazione chiara sul futuro della palla ovale. Non parliamo dei risultati in campo, ma delle nuove regole (le famose ELV) applicate da quest'anno nell'Emisfero Sud e di cui avevamo già accennato in passato. Cosa è cambiato e cosa può cambiare con queste nuove leggi?

Dai pochi incontri che abbiamo potuto seguire in tv e dai molti, invece, commenti più o meno autorevoli che si trovano in rete il quadro che esce è chiaro. Più mete, gioco meno spezzettato, più importanza alle mischie rispetto alle touche e alle punizioni, e, in generale, più spettacolo per gli spettatori sugli spalti.
Le nuove regole sulla mischia, che obbligano i difensori a essere più lontani dal pallone, ha permesso di alzare la qualità del gioco, dando la possibilità ai mediani di curare meglio l'impostazione dell'azione. Ciò, poi, ha portato a un aumento delle mete nate dai raggruppamenti, diminuendo, di conseguenza, la percentuale di realizzazioni nate dalle touche.
Molti osservatori, prima dell'inizio del campionato, temevano che la "depenalizzazione" di molti falli ne avrebbe aumentato il numero. Il mancato rischio di un piazzato avrebbe fatto crescere i falli, soprattutto nella propria metà campo. Le statistiche parlano chiaro, invece: le punizioni sono scese da 19 a 12 a partita, con un aumento abissale (da 2 a 16) dei calci liberi. Questo significa più gioco e più velocità, con un maggior valore del gioco alla mano e delle mete nel computo del risultato.
Insomma, per lo spettacolo le nuove regole sembrano come la manna dal cielo. Più azioni, meno interruzioni, più mete e meno tatticismi. Questo il risultato dei primi sette turni di Super 14.

Risvolti negativi? Io, personalmente, ne vedo due. Il primo riguarda gli arbitraggi. La "depenalizzazione" dei falli, infatti, anche se non ha portato a un aumento degli stessi, ha portato a compiere alcuni falli "tattici" che vengono puniti solo con un calcio diretto. Per evitare questo spezzettamento serve un pugno più duro arbitrale nei confronti dei giocatori. Più cartellini se i falli tattici sono ripetuti sarebbe forse la soluzione migliore.
Già con l'arrivo del professionismo c'è stata un'esplosione fisica dei giocatori. Ora, con la velocizzazione del gioco sarà ancora più fondamentale la prestanza fisica. Il rischio, ovvio, è che, a fronte di una crescita fisica necessaria, vi sia anche una crescita (perché esiste già, a tutti i livelli e ovunque) degli "aiuti" chimici.

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