6 Nazioni - Nick Mallett trae le conclusioni a fine torneo (Video). E anche Rugby 1823 dice la sua...

E' finito il 6 Nazioni. Quattro sconfitte (tre onorevoli) e una vittoria (forse nella peggiore partita degli azzurri). Un bilancio se non positivo, almeno non negativo come molti volevano e vogliono far credere. Nel video della conferenza stampa sentirete cosa pensa Nick Mallett di questa Italia e di questo torneo. Parla dell'esperimento Masi fallito, della crescita della squadra partita dopo partita. Ma, oltre a ciò che dice, è interessante anche ciò che non dice...

Cosa non dice Nick? Non dice una verità semplice, quasi lapalissiana. E cioé che questa non è l'Italia di Nick Mallett. E' un'Italia che lui ha disegnato, ha plasmato come ha potuto e cui ha dato la sua impronta. Ma non è la sua Italia.
Arrivato da noi i primi di novembre, Mallett ha potuto solo farsi un'idea del panorama rugbistico italiano, ha potuto girare qualche campo, analizzare qualche video, ma, alla fine, ha dovuto fidarsi di altri. La nazionale di Nick Mallett altro non è che la nazionale di Pierre Berbizier, adattata e modificata. Ma tra i due coach c'è una grande differenza, una differenza che, speriamo, si noterà nei prossimi mesi.

Berbizier era un professionista distaccato, serio ma "francese". Lui viveva oltre le Alpi e faceva il ct quasi per corrispondenza. Questo ha significato che per anni all'interno della Federazione siano cresciuti alcuni personaggi che hanno preso sempre più potere. Dirigenti o simili, i quali hanno poco alla volta preso in mano le redini della nazionale, hanno promosso e proposto giocatori, e bocciato e oscurato altri. In alcuni casi in buona fede, per incompetenza, in altri per amicizia, per simpatia, per amicizia verso procuratori loro ex compagni, per interessi. Insomma, negli ultimi anni le convocazioni le facevano loro, non il ct. E lo stesso, purtroppo, è successo questa volta.

Ma Mallett è giustificato. Appena arrivato si è dovuto fidare. Ma ora le cose cambiano. Nick, da quel poco che ho potuto capire, non è uno che delega, né che si fa mettere i piedi in testa facilmente. E, soprattutto, se ci mette la faccia vuole farlo coscientemente. Quindi le cose dovrebbero cambiare. Mallett ha un anno di tempo per conoscere il rugby italiano, per conoscere veramente tutti i giocatori papabili d'azzurro e per trarre le sue conclusioni. Dondi, con Mallett, ha deciso di rivoluzionare il rugby italiano. Basta ct per corrispondenza, Nick girerà l'Italia, frequenterà l'Accademia, parlerà con medici e coach. E sceglierà.

E, finalmente, metterà nell'angolo chi in questi anni ha troppo alzato la testa. Chi si è ostinato a scegliere dei trequarti scarsi (tanto poi la colpa ricade sul ct), chi ha spinto giocatori perché facevano parte della sua cricca di amicizie (tanto poi si pavoneggia senza problemi), chi, insomma, ha fatto il bello e il cattivo tempo senza mai metterci la faccia

P.S. avevo detto che avrei parlato dei clan e molti mi chiederanno i nomi di cui accenno qui sopra.
Per i clan, rinvio ogni commento e giudizio al tempo, perché credo che Mallett stia lavorando seriamente anche su quello e in campo le divisioni non si vedono come si sono viste ai mondiali.
Sui nomi, beh, chi un po' conosce l'ambiente può immaginarli, ma preferisco non farli perché quello che ho scritto riguarda voci insistenti da dentro la Federazione e non solo, ma non ho mai visto liste scritte di pugno da nessuno dei personaggi cui faccio riferimento. Diciamo solo che, secondo me, lo staff tecnico e dirigenziale della nazionale andrebbe rifondato in todo. 

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