Cina, Tibet e diritti civili. Per fortuna il rugby non partecipa a questa vergogna olimpica!

E il mondo scoprì che i cinesi non sono buoni. E' servito il massacro di Lhasa ad aprire gli occhi ai potenti dell'Occidente. Gli scontri, le violenze, i massacri di incolpevoli tibetani da parte dell'esercito cinese ha posto il problema Olimpiadi. E' giusto disputarle in un Paese ancorato a vecchie ideologie sanguinarie, è giusto disputarle in un Paese in cui i diritti degli individui vengono calpestati quotidianamente? E tutto per il Dio Denaro? Per noi no, e siamo felici che il rugby quest'estate non si sporcherà le mani del sangue tibetano!

Qui si può firmare la petizione online per il boicottaggio di Pechino 2008

Il rugby non è sport olimpico. Spesso questo ha creato dispiacere negli appassionati e nei vertici della palla ovale. Ogni anno se ne parla, magari inserendo il rugby a sette, e ogni anno si rimanda. Ebbene, oggi io sono felice che il rugby non sia sport olimpico!
Oggi, la palla ovale non deve prendere una decisione sofferta, oggi il rugby non si fa complice di interessi economici vigliacchi che accettano lo sterminio di un popolo e l'annullamento dell'individuo.
Sarebbe bello se anche gli altri sport, le altre Federazioni, il Coni e il Cio si allineassero alla palla ovale e, quest'estate, boicottassero Pechino, la Cina e i suoi governanti.
Perché lo sport, olimpico od ovale che sia, dev'essere sinonimo di amicizia, di unione, dei valori di civiltà e di sportività. E in Cina, questo, non è possibile!

Spero di non aver urtato sensibilità che la pensano diversamente, e mi spiace se qualcuno non apprezzerà questo post. Ma voglio che sia chiaro a tutti, visto che delle Olimpiadi non avrò molte occasioni di parlarne.

Rugby 1823 boicotta Pechino 2008!

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