6 Nazioni - Bergamasco, squalifica giusta. Ma Byrne ed Evans sono dei santi?

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Mauro Bergamasco è stato squalificato per 13 settimane. Reo confesso di aver colpito un avversario, l'estremo gallese Byrne, con un dito nell'occhio negli ultimi secondi dell'incontro di sabato Galles-Italia del 6 Nazioni 2008 di rugby. Punizione giusta, meritata. Perché si tratta di un gesto antisportivo, violento e pericoloso. Ma il "quarto uomo", scozzese, dove guardava durante il resto della partita?

Ricapitoliamo cosa è successo sabato pomeriggio a Cardiff, tralasciando il pessimo risultato ottenuto dagli azzurri. Partiamo subito dalla ripresa.
Palla in mano all'Italia, ovale a Mirco Bergamasco che cerca di superare la difesa gallese con un calcetto. Il gallese Evans, seconda linea dalla stazza abbondante, si piazza davanti al più piccolo dei Bergamasco e lo placca violentemente con la spalla. Placcaggio senza palla. Placcaggio di spalla. Antisportivo e pericolosissimo. Non sanzionato né da Pearson in campo, né dal commissioner successivamente.
Qualche minuto dopo. Palla a Masi, il quale decide di calciare. Calcetto e corsa della nostra apertura alla ricerca della palla. Gli si para davanti nuovamente Evans. Nuovo placcaggio senza palla. Nuova spallata, cui Masi risponde con un entrata decisa, che gli costa l'infortunio al ginocchio. Pearson e il "quarto uomo"? Non vedono nulla neanche stavolta.
E arriviamo al momento del fattaccio. Byrne, che già aveva dato sfoggio di atteggiamenti poco rugbistici irridendo gli azzurri in campo, si avventa su un pallone calciato da un suo compagno. Mauro Bergamasco lo anticipa, lui arriva in notevole ritardo e compie un placcaggio alto. Pericoloso, antisportivo, violento. E inutile, visto che la partita era ormai finita e decisa. E Pearson? Fischia. La fine della partita. Nessuna sanzione neanche qui, né in campo né in commissione disciplinare.
Mauro Bergamasco ha sbagliato ed è giusto che paghi. Da un campione come lui, che voleva anche essere capitano, non è accettabile. Ma la Federazione non può più stare zitta! Se si punisce, giustamente, Bergamasco, perché non si fa altrettanto con Byrne (nella foto) e Evans? Il rugby è bello perché non si protesta. In campo. Sugli spalti. Ma nelle sedi giuste non si può più stare zitti. Dondi e la Federazione alzino la voce, perché l'Italia è una delle sei sorelle. Al pari delle britanniche, dell'Irlanda e della Francia. E un simile atteggiamento non è più accettabile!

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