Affari italiani: sei domande per i candidati alla presidenza Fir

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Entra nel vivo la campagna elettorale per mettersi a capo del movimento italiano ovale. Ecco cosa vorrei sapere dai candidati.

sei_domande_elezioni.jpg Gianni Amore è stato il primo, Alfredo Gavazzi è sceso in campo pochi giorni fa, presto arriverà il candidato veneto, presumibilmente Amerino Zatta. Nomi, per ora, mentre solo il candidato siciliano ha pubblicato al momento un programma elettorale. Negli ultimi anni, però, Rugby 1823 ha sottolineato alcuni problemi che - personalmente - reputo importanti da risolvere. Ecco quali sono. Sperando che i tre candidati vorranno dire la loro.

1. Dal 2004 a oggi il bilancio federale non è mai stato pubblicato. Non si conosce il reale “tesorino” federale né come viene speso. Se eletto, pubblicherà il bilancio?

2. L’Italia paga con le nazioni più forti un gap soprattutto a livello juniores. Da un lato l’abolizione dell’under 18, dall’altro i dubbi sulle Accademie e, infine, un disinteresse palese nei confronti delle categorie più giovani, dal minirugby all’under 14. Come pensate vada sviluppato un circolo virtuoso che permetta ai club di far crescere qualitativamente i propri settori giovanili? Cosa pensate dell’affermazione che “servono tecnici ed educatori di qualità fin dal minirugby per insegnare gli skills fin da piccoli”?

3. Con l’ingresso italiano in Celtic League, oggi Pro12, il rapporto tra Fir e club celtici non è mai stato ottimale. E oggi ci sono anche conflitti d’interesse palesi. Cosa farà come presidente federale nei confronti delle Zebre e - per il candidato Benetton - come affronterà il futuro possibile conflitto d’interesse tra il suo ruolo pubblico e quello privato?

4. Nel 2016 il rugby a sette diventa disciplina olimpica. Negli ultimi anni la programmazione federale nel seven ha dato pochissimi frutti e diversi dirigenti federali hanno evidenziato il disinteresse nei confronti della versione “ridotta” della palla ovale. Nel suo programma è previsto un impegno economico e umano per sviluppare il rugby seven, o lo reputa uno spreco?

5. L’Eccellenza verrà portata a 12 squadre con l’ingresso di Viadana. Il presidente uscente ha auspicato che il massimo campionato italiano resti a 12 squadre, ipotizzando addirittura un Super 14. Per lei ci sono le risorse economiche e umane necessarie per questo progetto? Lo appoggia, o vuole modificare l’attuale campionato?

6. Che peso crede debba avere il marketing, l’organizzazione eventi e la comunicazione all’interno del mondo della palla ovale? Crede che quello che è stato fatto in questi anni sia positivo da questo punto di vista, o si può e deve fare di più?

Ovviamente vi sono molte più domande da porre a chi vuole mettersi alla guida del movimento rugbistico italiano. E nelle prossime settimane le faremo. Ma iniziamo da queste. Gianni Amore, Alfredo Gavazzi e il candidato veneto hanno la mia mail e il mio numero di telefono. Sarebbe bello se nei prossimi giorni trovassero il tempo, e la voglia, di dare una prima risposta a queste domande.

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  • nickname Commento numero 1 su Affari italiani: sei domande per i candidati alla presidenza Fir

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    speriamo ... sara da fidarsi o una volta presa la poltrona faranno come dondi..... vediamo i fatti non le parole Scritto il Date —