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Galles: la tradizione vuole la rivoluzione

Sabato 11 Febbraio 2012, 11:00 in Rabodirect Pro 12, Storia & Curiosità di

Rischia di subire un forte scossone la lega celtica, cioè il Pro 12, di fronte alla crisi economica, sportiva e culturale che si è abbattuta sul Galles.

Pontypridd_Rugby_Club_1897.jpg Venti di rivolta in Galles. Il sistema rugby del piccolo territorio britannico sta collassando e i club storici riprendono ad alzare la voce contro le regioni che hanno ucciso la tradizione. E la Wru inizia ad aprire le orecchie, con le casse sempre più vuote e i risultati sempre più negativi.

La crisi economica si è abbattuta sulla palla ovale gallese e potrebbe rivoluzionare gli assetti all'interno del mondo rugbistico dei Dragoni. Le quattro franchigie celtiche sono in grave crisi economica, i big names emigrano all'estero e anche le regioni più forti, come gli Ospreys, faticano. I risultati sportivi, poi, sono catastrofici. I club gallesi non riescono a essere competitivi in Europa e anche in Pro 12 il dominio gallese-irlandese è messo in dubbio dalla crescita scozzese e dall'arrivo italiano - Treviso in primis.

Insomma, non se la passa bene la Wru e ora i vecchi club hanno ritrovato il coraggio di alzare la voce. In questa situazione si capisce ancor più quella foto - che ho pubblicato un paio di settimane fa - con i giocatori della nazionale che indossavano le maglie dei loro primi club. Spariti, insomma, Ospreys, Blues, Dragons e Scarlets, tornano a farsi forza nomi storici come Pontypridd, Bridgend, Llanelli o Neath.

A dar voce al malcontento ci si è messa anche la politica, con il parlamentare laburista Owen Smith a promuovere un sondaggio tra i tifosi gallesi. Il risultato? Scarso attaccamento ai nuovi colori celtici, stadi semivuoti e voglia di un campionato nazionale più forte e di qualità. Insomma, l'attuale struttura gallese non funziona e la stessa Wru nei giorni scorsi ha promesso uno studio per capire come cambiare la situazione.

Quello che si è perso, secondo Smith - ma non solo lui -, è quella rivalità, quell'identità che ha caratterizzato un secolo di storia ovale gallese e che il passaggio al professionismo e alla lega celtica ha, di fatto, ucciso. Una crisi, quella gallese, che rischia di investire tutto il mondo celtico. E una crisi cui l'Italia e i suoi capoccia ovali devono guardare con particolare attenzione. Per capire fin dove ci si può spingere nella - giusta - ricerca di tenersi al passo con il professionismo, ma senza creare lacerazioni insanabili.

22
22 commenti
22
18 Apr 2012
alle 00:57

Stefo

Ed ecco la conferma di quello che dicevo che il signor Smith fosse interessato a riavere una rappresentativa in Pro12 per la sua Regione dove raccoglie i suoi voti: www.valleysrugby.com...andare alla sezione "Our People" e si vedra' che il buon Owen Smith dell'Advisory Board...altro che ritorno ai vecchi clubs...

21
12 Feb 2012
alle 12:26

franco

E intanto... le sudafricane minacciano di abbandonare il Super 15 qualora non diventasse Super 16: http://sport.iafrica.com/article/778016.html

20
12 Feb 2012
alle 10:27

fabimpara

@ Laporte 

5 su 8 squadre nei quarti di finale della HCup sono del Pro12 in più gli Scarlets in nei quarti di Amlin Cup, cioè 6 su 12, quali sono i fatti su cui si basa il fallimento delle selezioni non l`ho capito.

Diciamo piuttosto che con la grossa crisi econimica che sta colpendo Irlanda e Galles per le squdre di riflesso ci potrebbero essere problemi.

19
11 Feb 2012
alle 13:57

BRCK

Il modello professionistico sudafricano è il migliore.
Essendo la stagione del Pro12 lunga 28 settimane (coppe comprese) non si può attuare. Però accostare al campionato delle franchigie una breve coppa per i club nella prima parte di stagione e un campionato nazionale nella seconda per me sarebbe funzionale alle franchigie stesse x i livelli di gioco e per la visibilità dei club stessi.

18
11 Feb 2012
alle 13:31

JJ the original

ma scusate, con lo sport professionistico ci sono dei parametri oggettivi di cui tenere conto, come dimensione solo inghilterra francia e  in teoria noi , possono avere una lega interna con tantre squadre di alto livello, gli altri sono troppo piccoli e la celtic era la naturale evoluzione, sommando le tre popolazioni si ottiene un paese  ancora medio-piccolo

il galles ha dovuto tagliare addirittura una franchigia perchè non copriva le spese, la scozia  anche

è ovvio che club ultracentenari si sentano emarginati, ma la franchigia è il modo per raccogliere tifosi da più club

l' unica alternativa potrebbe ssere una lega di club delle isole britanniche con serie a  e serie b a cui partecipino i club inglesi e alcuni celtici, ma per esempio bridgend o pontypridd dovrebbero comunque attirare tifosi dai club vicini per avere massa ciritica, difficile.

forse dovrebbero che so far diventare i club delle under 23 e mandare in celtic gli over 23, così il campionato di lcub potrebbe avere più talenti almneno per 3 o 4 anni e diventare come un torneo ncaa americano

gli unici che sono riusciti sa coniugare bene franchige e tornei precedeti sono i sudafricani perchè la currie cup è ancora oggi importantissima pur essendoci il super 15

 

 

17
11 Feb 2012
alle 13:29

BRCK

Le selezioni su modello celtico sono l'unica via per un professionismo serio: Francia e Inghilterra sono le uniche due nazioni al mondo che si possono permettere un campionato professionistico casalingo (la ITM cup e la Currie Cup sono campionatini da 10/12 partite con i non convocati delle franchigie e qualche semipro in rampa di lancio) e non mi pare sia tutto rose e fiori, anzi: le inglesi nelle coppe europee annaspano, i francesi hanno due/tre club di punta, ma sotto c'è il baratro oppure realtà che stanno fallendo o che non sono falliti per la flessibilità dei controlli.

Comunque, di fronte alle richieste di visibilità dei club, che rimangono comunque la base del rugby nelle nazioni, io fossi il Board celtico creerei una Celtic Cup apposta per i club delle quattro nazioni, da giocare nella prima parte della stagione (settembre/dicembre) con 6/8 squadre per nazione e spostare i campionati nazionali da febbraio a maggio.

16
11 Feb 2012
alle 13:15

Decio Ciarletti

@ Laporte

E quali sarebbero questi fatti? A me non sembra proprio.

15
11 Feb 2012
alle 13:08

Maxwell

.....per me stanno fallendo tante squadre in Francia...........

14
11 Feb 2012
alle 12:55

Laporte

il turbo rugby delle iperselzioni sta fallendo. Francesi ed Inglesi hann tenuto duro e i fatti gli danno ragione.

13
11 Feb 2012
alle 12:37

franco

Perché non li aiutiamo noi italiani dando ai celtici altri quattro milioni?

12
11 Feb 2012
alle 12:36

Stefo

@ Peppe

no a me pare che questo articolo arrivi o meglio forzi delle conclusioni basate anche su assunzioni non vere come i problemi competitivi del rugby gallese...sono arrivati alle semi del Mondiale 4 mesi fa, hanno una squadra ai qaurti di HC e 3 in corsa per le semifinali di Pro12.

Mi sembra che non si sia analizzato bene chi Owen Smith e' e quello che dice (non e' difficile leggere tra le righe che vuole un'entita professionsitica nella sua zona elettorale).

 

11
11 Feb 2012
alle 12:23

Peppe

@stefo, per me l'articolo ha un po' l'eco della storia sugli aironi di pochi giorni fa. Se non hai i soldi, i numeri, l'indotto e lo stadio il rugby professionistico, da solo, non lo puoi fare. Non e' colpa di nessuno e non e' un male provarci. Tutti vorremmo una ferrari ed una casa in california, ma non e' possibile purtroppo.

10
11 Feb 2012
alle 12:17

Peppe

@nembo, secondo me c'e' una difficolta' per molti tifosi e giocatori old school a comprendere che il rugby negli ultimi 10 anni ha subito una rivoluzione. 15, 20 anni fa, con carattere, qualche buona individualita', spirito di squadra e lavoro durissimo facevi una buona squadra anche competitiva a livelli alti. Oggi purtroppo quello non basta piu'.

Per dirla ancora piu' chiara, le palle in campo sono necessarie, ma non bastano. Ma io non giocavo 20 anni fa, e puo' essere che mi sbagli io.

9
11 Feb 2012
alle 12:14

Stefo

@ Peppe

guarda io avevo gia' sentito e letto della storia in galles, Duccio onestamente senza offese mi pare arriva a delle conclusioni molto sue anche eprche' Smith in realta' piu' o meno velatamente dice chiaramente quello che vuole e cioe' che la sua regione riabbia una realta' professionstica che erano i Celtic Warriors.

8
11 Feb 2012
alle 12:11

Stefo

A WRU spokesman said: “The Welsh Rugby Union is always willing to consider constructive and informed opinions and ideas related to the future of rugby in Wales at all levels. Some months ago Mr Smith met senior WRU officials and informed us he would be supplying the union with a considered proposal for change which we will study when it is delivered.”

7
11 Feb 2012
alle 12:07

Peppe

Che treviso metta in dubbio l'egenonia e' una cosa che mi auguro ma che non e' ancora successa. Le scozzesi hanno cicli 'triennali' e quindi non sono una novita'. Il mondiale gallese e' stato un successo, e la produzione di giovani e' florida come sempre.

A parte inghilterra e francia, gli altri non hanno i numeri per campionati professionistici, rendiamocene conto. Per quanto riguarda il grassroots ed i club storici vanno salvaguardati e tenuti come centri di formazione. Pero' non si puo' continuare con i piagnistei. I club storici in galles, italia, irlanda non hanno le risorse per il rugby d'alto livello. Aspettarsi che le federazioni si mettano a dare milioni a pioggia non funziona. Meglio spendere in infrastrutture. Se in italia ci fossero state le risorse avremmo avuto il top14 italiano, non la celtic.

Mi sembra piu' realistico l'atteggiamento alla rovigo. Noi facciamo l'eccellenza, perche' abbiamo la nostra tradizione, gli altri club ci stanno sulle palle, e ce ne freghiamo di CL e HC e federazioni, vogliamo scannarci con padova. Ed e' giusto cosi'.

6
11 Feb 2012
alle 11:49

Nembo

Certo che il periodo di adattamento è lungi dall'essere terminato. Stiamo parlando di gruppi di club in cui il più "giovane" ha più di un secolo di storia. Tifosi che seguono da 40 - 50 - 60 anni la stessa squadra che magari in passato ha battuto qualche nazionale down under...

Basta dire che dopo una decina d'anni gli Ospreys sono ancora costretti a fare quelle azioni promozionali, quegli interventi di "marketing sociale" per farsi accettare, come stanno facendo gli Aironi che in pratica sono nati ieri. E' un processo lungo, lunghissimo... 

Però non si può dire che la roiba che ne è venuta fuori, il Pro12, non sia un bel campionato ed anche divertente. Guardate i risultati delle celtiche in Heineken...

5
11 Feb 2012
alle 11:42

Stefo

Infatti Nembo la WRU non sta facendo uno studio per tornare indietro sta facendo uno studio per vedere come si puo' rilanciare il rugby interno ma non ha mai messo sul tavolo l'uscire dal sistema regionale attuale.

Che il passaggio al sistema celtcio crei problemi al sistema interno non si discute, anche in IRlanda ogni anno c'e' qualche cambiamento alla AIL per trovare la formula giusta ma nessuna delle 3 federazioni penso sarebbe pronta a tornare indietro vorrebbe dire tonrare indietro ad una situazione semi-pro.

Se nella crisi economica attuale le regioni gallese hanno messo i salary cap onestamente chi crede che un sistema di club locali, piu' piccoli con meno soldi ancora delle regioni sarebbe piu' competitivo?I migliori giocatori farebbero gia' le valigie e tanti saluti.

Il signor Owen Smith sta facendo una mossa politica, molto populista per la regione che rappresenta che non ha rappresentanza regionale in CL.

Leggendo un po' di piu' sis copre che Smith va avnti da un po' e che la risposta della WRU in realta' e' stata di presentare un business plan alla wRU che l'avrebbe quindi poi valutato.

4
11 Feb 2012
alle 11:37

Nembo

Il comunicato è di ieri, sottolineo.

Voglio dire che se si discute per migliorare la situazione, non è che voglia dire che le copse stanno andando male. Si discute, si verifica, ci si confronta PER MIGLIORARE.

Poi, al di sopra di tutto ci sono i soldi che scarseggiano per tutti, è chiaro, ma non si può allargare il problema ad altri aspetti.

3
11 Feb 2012
alle 11:33

Nembo

Veramente qui c'è un comunicato stampa dei Dragons che va in direzione del tutto opposta. C'è crisi economica, certo, però i club e la regione sono in sintonia:

 

Dragons Directors and rugby management have met with representatives from the region’s 3 A licence Premiership teams, to discuss the further integration of Premiership and Regional Rugby going forward.

The landmark meeting took place this week at Rodney Parade with representatives from Newport Gwent Dragons, Bedwas, Cross Keys and Newport together with representatives from the WRU Rugby and Compliance departments.

“This was a very important meeting for all the parties in terms of how we are going to move forward to the benefit of the Premiership, Regional Rugby and the National Game,” said Dragons Director of Rugby Robert Beale.

“The Premiership and Regional Rugby both have important roles to play in the future of Welsh Rugby and we are delighted that these key relationships are strong and constantly developing.

“Our relationships with our Premiership clubs have seen the emergence of players such as Phil Price through Bedwas, Dan Way through Newport and of course Toby Faletau through Cross Keys.

“The Premiership review has presented us all with a great opportunity to take rugby forward in Wales and this meeting was the first vital step in ensuring that the revised Premiership is successful in underpinning the professional game.

 

 

 

2
11 Feb 2012
alle 11:30

Stefo

"I club gallesi non riescono a essere competitivi in Europa e anche in Pro 12 il dominio gallese-irlandese è messo in dubbio dalla crescita scozzese e dall'arrivo italiano - Treviso in primis."

questa mi sembra una frase esagerata...i Blues sono ai quarti di HC, per quel che riguarda il Pro12 Ospreys, Blues ma anche Scarlets sono in corsa per le semifinali insieme a 3 irlandesi quindi in Pro12 il dominio irlandese-gallese mi pare continui ad esserci.

Vorrei anche ricordare che il galles ha vinto il Grand Slam nel 2005 e poi nel 2008 l'uitlimo 6N vinto dai Dragoni era datato 1994, e che i Dragoni nel 2011 sono arrivati alle semifinali del Mondiale...pensa veramente la wRU che senza il sistema professionistico di alto livello della CL avrebbe potuto raggiungere questi risultati?

Altra cosa che elettorato vota Owen Smith da un punto di vista regionale?L'elettorato della zona che aveva i Celtic Warriors come squadra in CL qualche anno fa...che non sia una mossa lobbystica per riavere i Warriors come quinta squadra gallese?

1
11 Feb 2012
alle 11:21

claudio

Foto molto bella e articolo molto interessante, che rispecchia secondo me anche la situazione del movimento in Italia. 

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