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Il governo iraniano ha tagliato i finanziamenti pubblici al rugby femminile e nel Paese si è abbattuta l'ascia della censura islamica sulla palla ovale.
"Un giorno triste per le donne, il rugby e l'Iran". Così titola Ladies Rugby Club, la pagina facebook dedicata alla palla ovale al femminile. Ed è vero, perché il governo di Mahmud Ahmadinejād ha deciso di tagliare i fondi per il rugby femminile, nonostante gli ottimi risultati degli ultimi anni. Perché fare sport ed essere donne, per gli islamici, è disdicevole.
Ecco l'articolo pubblicato da Ladies Rugby Club che racconta tutta la storia.
La storia delle donne iraniane del rugby, è stata negli ultimi anni, davvero stimolante. Faramarz Beheshti con il notevole film Salam Rugby lo ha mostrato in tutto il mondo, ed ancora vale la pena vederlo se avete l'occasione.
Contro tutte le probabilità, di fronte agli ostacoli del destino che non possiamo immaginare qui in Occidente, il rugby femminile si è sviluppato ed è cresciuto in Iran. Le nazionale femminile iraniana ha iniziato a giocare a sette a livello internazionale nel 2009, e l'IRB si è fatta in quattro per permettere loro di giocare col corpo totalmente coperto ed come richiesto dalle loro regole religiose. Le divise delle ragazze iraniane hanno attirato una grande quantità di commenti, con grande fastidio delle atlete che volevano solamente essere trattate come giocatrici di rugby.
E giocatrici che hanno dimostrato anche di saper giocare abbastanza bene. Le iraniane hanno anche avuto occasione di giocare in Italia per il Cortina 7s del 2010, ottenendo una vittoria per 10 - 3 contro il Valsugana e due sconfitte contro la nazionale azzurra per 10 - 0 e 33 - 0.
Nonostante tutto, negli ultimi tre anni hanno vinto un terzo degli incontri internazionali disputati ed hanno ottenuto un record di gran lunga migliore di molte altre "liberali" e "moderne" nazioni asiatiche terminando tra l'altro al 9° posto su 12 il campionato asiatico nel mese di ottobre scorso.
Purtroppo le ragazze non potranno migliorare il loro record.
Secondo il Globe and Mail (edizione di oggi) dopo che all'inizio dell'anno il loro allenatore maschio è stato cacciato (in quanto un uomo non deve allenare le donne), le ragazze sono state costrette ad allenarsi e giocare principalmente al chiuso, poichè all'aperto avrebbero potuto essere viste da uomini e questo in Iran è estremamente disdicevole. Tutto questo fino ad oggi. E' infatti notizia di oggi che è stato tagliato con una legge il loro finanziamento pubblico di supporto. La notizia pubblicata sui giornali di Teheran in mattinata aveva questo titolo: "l'ascia è finalmente caduta!". Accanto alle foto delle ragazze del rugby e di altre discipline risaltavano aggettivi come: vergognoso, disdicevole, oltraggioso ed altri che non si possono nemmeno riportare.
Da oggi tutti gli sport femminili che comportino qualsiasi forma di contatto sono ufficialmente vietati in Iran e tra questi rientra persino lo sci che ora è off-limits per le donne iraniane. E 'una storia davvero triste che le coraggiose ragazze del rugby e tutte le atlete iraniane siano costrette a vivere in un mondo dai confini sempre più stretti.
A ben vedere però atteggiamenti e commenti negativi ed offensivi verso il rugby femminile non sono poi solo quelli vissuti dalle donne in Iran. Basta guardare ai tanti, troppi, commenti che spesso ancora accompagnano anche qui molti articoli nei forum sul rugby femminile, per chiedersi se anche qui nel progredito cuore dell'Europa ancora non si nasconda qualche fondamentalista ovale... e non solo.
hook , anche l'opinione di russel deve essere rispettata.
Mi pare che molti tra gli sports abbiano subito tagli dei finanziamenti a loro destinati, in quasi tutti gli stati occidentali. Colpa della crisi immagino.
Oppure c'è in atto qualche discriminazione a danno di qualche minoranza che pratica tali sports?
Tutti in vacanza a Teheran!!!
Caro signor Russell,
a parte il fatto che lei usa il nome di un' illustre intellettuale ma non dimostra un centesimo del suo cervello, il cosiddetto "Primo Ministro" iraniano (eletto da un palese broglio elettorale) dimostra da anni a questa parte di non essere altro che uno schifoso integralista dittatore e usare il pretesto religioso per colpire lo sport basandosi su supposti concetti di indecenza è un atto di bieco e disgustoso fondamentalismo da medioevo.
Detto questo, le consiglio di farsi una bella vacanza a Teheran per rendersi veramente conto di come stanno le cose e magari ci porti la sua signora, ma non si stupisca se i locali potrebbero additarla come "disdicevole" se non rispetta le usanze del posto.
premesso che sono veramente addolarata e triste per la notizia , mi scappa anche una battuta, proporrei Gargamella Dondi come presidente della Federazione iraniana, il classico "due piccioni con una fava" !!
@bertrand russel... per ora siamo in un paese libero (almeno per il pensiero, caro betrand), e quindi le opinioni (anche quelle criticabili) vanno rispettate... quando saremo anche noi in un regime teocratico islamico o totalitario faremo quello che potremo... ma dato il tuo incipit (chissenefrega) è evidente un po' di nostalgia...:))
Ma chissenefrega.
Potrà il governo iraniano destinare i propri soldi dove reputa
sensato dirigerli? O deve essere sempre criticato dai soloni occidentali?
@peo... il fascista per me era lo scià reza pahlevi, komeini è stato salutato come il "liberatore" dell'antica persia dal "fascista" e quindi, in quanto anti-fascista automaticamente "democratico": la storia ha poi fatto il suo corso, e l'integralismo religioso "teocratico" ha fatto il resto (non solo in iran, sta arrivando anche da noi)... a quanto pare va bene così, il petrolio iraniano conta molto più delle libertà individuali, molto più della dignità delle persone... ad maiora!
@hook
Scusa, non voglio criticare ma è solo che alle superiori avevo un professore di storia molto pignolo.
E' più giusto dire che il regime dell' Ayatollah Khomeini non era fascista ma teocratico...
Cmq sostengo quello che dici riguardo al sostegno che bisogna dare a queste donne a cui l' opinione pubblica riserva poca attenzione...
... ai tempi dello scià le donne iraniane erano oppresse da un regime filo-occidentale, multiculturale e fascista... poi è arrivata la liberazione, la "democrazia", il progresso nucleare e l'assolutismo ideologico islamico... si deve fare tutto il possibile per dare "sostegno" alle rugbywomen iraniane! ...all'olimpico 60.000 cartelli di protesta!
Andria, il merito è del Ladies Rugby Club, autore dell'articolo. L'ultimo paragrafo, comunque, lo sottoscrivo al 100%!
A ben vedere però atteggiamenti e commenti negativi ed offensivi verso il rugby femminile non sono poi solo quelli vissuti dalle donne in Iran. Basta guardare ai tanti, troppi, commenti che spesso ancora accompagnano anche qui molti articoli nei forum sul rugby femminile, per chiedersi se anche qui nel progredito cuore dell'Europa ancora non si nasconda qualche fondamentalista ovale... e non solo.
Ogni tanto sono pienamente d'accordo con te mr. Fumero. Bravo.
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alle 16:32
hook
@roberto... ho in qualche modo espresso valutazioni "irrispettose" che non siano il semplice dissenso? ...se invece rispettare significa che solo alcuni si possono esprimere ed i più devono stare zitti, allora dissento e non rispetto... la critica non era tanto riferita a come e dove gli integralisti islamici spendano i loro soldi (per qualcuno è meglio il nucleare dello sport, questione di opinioni) quanto sul sistematico limitare e mortificare il ruolo femminile nella (loro) società...