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Sport e Salute - Jonny Wilkinson e la lotta contro la depressione

Mercoledì 9 Novembre 2011, 17:00 in Sport & Società, Storia & Curiosità di

Jonny+Wilkinson+depressione.jpgFreddo, calcolatore, perfetto. Sir Wilko, al secolo Jonny Wilkinson, sembra agli occhi di tutti lo sportivo perfetto: talentuoso, sicuro di sé, un leader. Agli occhi di chi lo guarda da fuori. Perché Wilko ha combattuto un mostro che lo stava uccidendo dentro: la depressione.

Nell'autobiografia che uscirà domani in Inghilterra, "Jonny: My Autobiography" l'apertura dell'Inghilterra racconta il dramma che lo ha accompagnato per diversi, lunghissimi, anni. Tutto ha inizio nel 2002, dopo l'ennesimo infortunio che lo mina non solo nel fisico, ma anche nella mente. D'accordo con il coach della nazionale Clive Woodward, Wilkinson decide di saltare il tour estivo e di staccare la spina. "Un senso di impotenza dominava i miei giorni. Tutto sembrava inutile e la mia reazione naturale fu di affrontare il problema sul campo. Calciavo, calciavo, calciavo, ma facevo solo peggio - le parole del giocatore, che continua raccontando quando tentò una terapia d'urto nella vasca di una Spa -. Mi sono immerso nell'acqua fino a sprofondare dentro, anche con la testa, e poi ho urlato dalla disperazione. Sono riemerso e l'ho rifatto. Non parlavo, non dicevo parole, solo pura disperazione. Urlavo più forte e a lungo che potevo. Era l'unico modo per confrontarmi con ciò che mi accadeva".
Ma la fortuna non è mai stato il forte per Jonny Wilkinson e gli infortuni continuavano. E con essi la depressione e gli stati d'ansia. Ne parlò con il medico del Newcastle, Graeme Wilkes, e la diagnosi fu immediata "Graeme mi disse ciò che avevo bisogno di sentirmi dire: ero malato. Mi spiegò che la mia malattia stava controllando tutto di me e che era più importante da curare rispetto a ogni infortunio che avessi. Mi indirizzò a un terapista e mi venne spiegato che era questa malattia la causa della depressione e degli attacchi di panico. La cosa buona era che c'era una cura e che non ero condannato".
Freddo, calcolatore, invincibile. Jonny Wilkinson è sicuramente tutto ciò, ma anche gli invincibili posso crollare. E rialzarsi, come ha fatto Wilko. 


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9
9 commenti
9
11 Nov 2011
alle 00:27

Fera

Si puo' acquistare in Italia e in Italiano la sua autobiografia?

8
10 Nov 2011
alle 16:26

frank

Lo sforzo più grande che deve fare un soggetto depresso è quello di riuscire ad ammettere la propria situazione e farsi aiutare. Ho vissuto questo dramma da vicino e vi garantisco che riuscendo  a superare questo primo e difficilissimo scoglio si inizia ad uscire dall'incubo. Sono felice che una grande persona come Jonny ci sia riuscito. Go Jonny go.

7
09 Nov 2011
alle 20:26

Emanuela Zerbinatti

E non sottovaluterei il ruolo della depressione nel causare infortuni multipli. Esistono diversi studi che dimostrano una correlazione tra disturbo dell'umore e la tendenza a incorrere in lievi o gravi incidenti sia domestici che non. E gli sportivi non sono da meno con infortuni che riguardano proprio la loro professione.

Il meccanismo esatto per cui ciò avviene non è chiarissimo. La tendenza ad essere distratti e sovrapensiero tipici della depressione. Forse il bisogno inconscio di "farsi del male" per punirsi di qualche senso di colpa o per danneggiarsi sul lavoro, altri comportamenti frequenti nella depressione. O forse il bisogno di stare fisicamente male per dare un senso al proprio dolore (il malessere fisico viene percepito come più controllabile rispetto a quello mentale dai pazienti e dalla società che lo riconosce come vero malessere mentre spesso il disagio mentale "sono tutte fantasie", "basta un po' di volontà"). Non sottovaluterei poi anche il bisogno di sentirsi vivi. Per esperienza so che uno degli aspetti più brutti della depressione quando si tocca il fondo è la sensazione di non sentire più nulla", di essere come morti e allora la ricerca più o meno inconscia di dolore fisico vuole essere un modo per sapere che si è ancora vivi.

Non credo che gli sportivi sofrrano di depressione più delle persone normali. Probabilmente quando fanno uno sport  considerato da duri come il rugby o sono così famosi il rischio semmai è che si sentano in dovere di nascondere il loro disagio e magari non curarsi nemmeno. Meno male che c'è invece chi ne parla dicendo che si sta male davvero ma uscirne si può e si deve.

6
09 Nov 2011
alle 19:01

ironduke

i Geni in qualsiasi campo hanno avuto come compagna depressione o cose simili e Wilko da grandissimo  mito non è stato da meno .

5
09 Nov 2011
alle 18:54

Rex

Se è vera depressione, comunque, non è che se ne esca mai definitivamente. Speriamo comunque che riesca a tenerla sotto controllo.

Kirwan è stato forse il primo, dei rugbysti di spicco, ad ammetterlo, ma secondo me se si scavasse a fondo nello sport di élite se ne troverebbero a bizzeffe. 

4
09 Nov 2011
alle 18:42

LucaS

Sinceramente non avrei mai pensato una cosa del genere! Comunque sono contento che ne sia uscito..

3
09 Nov 2011
alle 17:44

Luca RCL

Complimenti a Johnny, penso che la depressione sia la malattia (seria) più sottovalutata di questo millennio.

Complimenti a lui che sembra averci messo una pezza.

2
09 Nov 2011
alle 17:22

Romano

Ho conosciuto diverse persone che, come Wilko, ne sono uscite curandosi farmacologicamente.

1
09 Nov 2011
alle 17:10

Corrado Chiatti

E fare il più bel Campionato del Mondo che possa fare un'apertura ! Solo dal wilkinson del 2003 ho visto fare delle Cose incredibili !

Molti dei nostri cosidetti "Campioni" dovrebbero imparare da loro !

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