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In pieno mondiale aveva confessato il suo problema, ammettendo di avere una pericolosa dipendenza dall'alcol e chiedendo aiuto a chi gli sta vicino. Zac Guildford però ci è ricascato, nonostante la solidarietà e l'affetto di tutto il mondo ovale. Il ventiduenne All Blacks è stato sorpreso fuori da un pub nelle Isole Cook completamente nudo, ubriaco e con le mani piene di sangue. Ce ne parla Stefania Mattana.
Guildford si trovava a Rarotonga con Israel Dagg per il matrimonio di un amico. Secondo quanto dichiarato dal proprietario del famoso locale Trader Jacks, Guildford è entrato nel suo locale già in evidente stato di ebbrezza, nudo e bagnato fradicio, con un taglio sulla fronte. Ha poi chiesto un drink, e quando un altro cliente gli ha chiesto se si sentisse bene, l'All Black gli ha rifilato un pugno. "Guildford ha preso a pugni uno dei nostri clienti, poi ha fatto il giro del bar e ha colpito un uomo che stava festeggiando il suo compleanno" ha raccontato alla stampa il titolare del bar. Una delle vittime dell'aggressione, l'australiano Nick Cox, ha detto di essere stato colto completamente di sorpresa, quando il ragazzo gli è piombato alle spalle.
Il locale era gremito di persone, e ci sono molti testimoni dell'accaduto che confermano lo stato di incoscienza e follia in cui versava il giovane talento dei Crusaders. Alla fine, pare che il personale del pub sia riuscito in qualche modo a coprire il ragazzo con un grembiule, per poi provare a calmarlo. A quel punto Guildford si è accorto di essere fuori di sé. "Quando ha capito di essere nudo ha cominciato a chiedere scusa a tutti", ha spiegato il titolare del Trader Jacks.
Ovviamente, è stata allertata la polizia, che stava già cercando il neocampione del mondo, segnalato poco prima per eccesso di velocità (era alla guida di uno scooter di cui probabilmente ha perso il controllo). Ma quando la polizia è giunta nel pub, Guildford se n'era già andato. Il giovane All Black ha già parlato con la madre - che si è nascosta dietro un comprensibile 'no comment' - e con coach Todd Blackadder, dicendogli di non ricordarsi nulla di quanto accaduto.
La tremenda notte di venerdì potrebbe costare carissima a Guildford: non è la prima volta, infatti, che i suoi comportamenti borderline mettono in pericolo una carriera che altrimenti sarebbe già luminosissima. La NZRU lo aveva ammonito una volta, in occasione del divieto di ubriacarsi e violare il coprifuoco imposto dallo staff All Blacks, divieto ripetutamente infranto da Guilford. La NZRU deciderà probabilmente domattina le sorti dell'ala, che adesso si trova davvero nell'orlo di un profondo baratro. Il general manager della federazione neozelandese ha comunque dichiarato che la priorità è quella di provare ad aiutare clinicamente il ragazzo, per poi pensare a una eventuale cancellazione del contratto o (nelle migliori ipotesi) a una sanzione.
Irritate e dispiaciute le reazioni di compagni e fan sui social network, specialmente alla luce dei freschi provvedimenti disciplinari presi nei confronti del collega inglese Mike Tindall. E d'altronde, come dare torto alla blogosfera: buttare via un talento così straordinario è proprio roba da matti.
Cocnordo con tutti quelli che dicono che sono contro i giudizi sommari su questo ragazzo.
Non voglio neanche io scusare quanto ha fatto ma direi che e' molto probabile che questo ragazzo abbia problemi un po' piu' seri del semplice bere troppo e che debba venir aiutato...potrebbe avere problemi di depressione o altro e deve venir aiutato a capire che problemi ha invece che venir bollato come una mela marcia e basta.
Il gesto è grave e ingiustificabile.Tuttavia credo che l'unico modo per farlo uscire sia non lascialro solo.Forse non tutti sanno che al ragazzo è morto il padre il giorno della finale mondiale under 20.Credo addirittura dentro lo stadio stesso..NOn è un alibi ma sicuramente un forte trauma da cui possono scaturire problemi del genere..
Forza Zac!
@ennio: spero che tu non faccia il giudice da grande.
Guildford è un ragazzone fortunato, è dotato di raro talento ma è pur sempre un ragazzo e come tale và trattato. Aggiungiamo che ha subito un forte trauma qualche anno fà, come tanti sanno, ha perso il padre, morto d'infarto sugli spalti mentre lui vinceva in campo e da dominatore la coppa del mondo junior, pare che avesse un forte legame col padre. Questo naturalmente non giustifica però....
per ennio: forse non sono stato chiaro, come ho già scritto precedentemente non giustifico il suo gesto anche perchè non devo essere io a farlo anzi penso che debba essere adeguatamente punito, ciò però non vuol dire che una giustificazione non ci sia, non reputo giusto che persone come me e te si permettano di esprimere giudizi morali su individui che si conoscono a malapena, non è corretto generalizzare dicendo che sono ragazzi che hanno avuto tutto dalla vita perchè magari non è vero questo voler puntare per forza il dito contro per autoeleggersi eticamente superiore è un comportamento superficiale propio perchè non si conosce la reale situazione della persona interessata, se una persona a te cara si fosse comportata in questa maniera non saresti stato più comprensivo? o perlomeno pur senza voler cercare giustificazioni non ti saresti interrogato sui motivi del suo comportamento? al mondo ci sono moltissimi alcolizzati sono tutti dei cretini o cattive persone?
Anch'io concordo con Luca. Sembra comunque che l'alcolismo sia un fenomeno diffuso in Nuova Zelanda, tra Maori e non. Quando visitai La NZ la proprietaria del B&B dove alloggiavamo, un'anziana signora di origini olandesi che lì viveva da 40 anni, mi raccontò degli innumerevoli eccessi alcolici dei giocatori di rugby che sfociavano spesso in risse gratuite tali da diventare un problema sociale. Ciò...ghe piase a birra a questi....e i gà la bala cativa...;-P
sono con luca. vogliamo creare un Gascoigne x il rugby? spero no di certo. e poi i problemi di dipendenza hanno meccanismi complessi: non si può dargli del "matto" o del "coglione" con questa brutale facilità. la federazione e la sua squadra devono provare ad aiutarlo e anche i colleghi e tutto il mondo dello sport. ovvio che si deve aiutare anche da solo ma abbandonarlo o escluderlo non sono certo il modo per salvare l'uomo e il giocatore
Non voglio giustificare ciò che ha fatto tuttavia mi sembra ingiusto dare giudizi su una persona che non si conosce, è facile criticare dietro uno schermo quando non si è direttamente interessati e soprattutto quando non si conoscono i reali motivi di un determinato gesto
Sono ragazzi a cui manca nulla.........e se sono dei celebrolesi vanno curati dove è possibile farlo!!!!! Comunque lontani dal nostro sport!!!
Minchia!!ma dite che potrebbe avere dei problemi mentali?Non lo dico con ironia...non credo che l'alcool di per sè ti porti a entrare nudo in un locale, aggredire persone senza apparente motivo e poi ritornare leggermente in sè accorgendosi di essere nudo e scusandosi.
Se fosse così mi spiace altrimenti è un coglione e si merita una bella condanna con lavori sociali e obbligo di disintossicazione più il disprezzo dal mondo del rugby.
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alle 11:04
frank
Stiamo parlando di un ragazzo di 22 anni che ha avuto grossi problemi familiari e c'è gente che parla di emarginazioni dal mondo del rugby, che significherebbe, per un rugbysta di quel livello, una condanna a vita. Ritengo che questa intransigenza non si addica ai valori di questo sport. Mi sembra più appropriato parlare di analisi e terapia, comprensione ed aiuto che di condanne inappellabili.