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Oggi i giocatori d'interesse nazionale di Aironi e Benetton Treviso si sono incontrati per discutere del rinnovo del contratto. No comment da parte degli azzurri, ma se la Fir non cambierà strada molti potrebbero lasciare la Pro 12 l'anno prossimo.
Sarà un Consiglio Federale caldissimo quello in programma a metà dicembre. Sul piatto, infatti, ci sarà il discusso - e discutibile - contratto collettivo che da settimane sta contrapponendo la Fir ai giocatori azzurri di Treviso e Aironi. E, se non si troverà un accordo, il giocattolo Celtic potrebbe rompersi.
Oggi, a Verona, c'è stata la tanto attesa riunione tra i giocatori per discutere del nuovo contratto che la Fir ha approvato nel Consiglio Federale dello scorso 5 novembre. Un contratto scritto a quattro mani dalla Federazione e dall'Air, l'Associazione rugbisti, ma cui i giocatori - e i due team coinvolti - non hanno potuto dare il proprio contributo. Da qui la rottura e i rischi per il futuro celtico.
Da Verona non trapela nulla, i giocatori preferiscono non commentare, non volendo che loro dichiarazioni possano influire negativamente sulla trattativa con la Federazione. Quel che è certo, però, è che alla riunione c'erano tutti i giocatori d'interesse nazionale, il presidente dell'Air Stefano Di Salvatore e il consigliere federale Paolo Vaccari, rappresentante dei giocatori nella Fir. Cosa sia stato deciso, come detto, nessuno vuole dirlo, ma quel che è certo - e il no comment lo conferma - la trattativa va avanti. Ci sarà, dunque, una nuova proposta da parte dei giocatori e dei loro rappresentanti (ed è da capire se l'Air di Di Salvatore - che ha portato avanti le trattative sino a ora - è considerata tale dai giocatori) e si scoprirà al prossimo Consiglio Federale come si muoverà la Fir.
Federazione che, però, deve capire un punto cardine di tutta la faccenda. L'ingresso italiano in Celtic League - oggi Pro 12 - era stato motivato dallo stesso presidente Dondi con la volontà/necessità di far rientrare in Italia i giocatori all'estero e, soprattutto, evitare la continua diaspora dei nostri migliori talenti tra Francia e Inghilterra. Una diaspora che, però, rischia di essere alle porte. Un contratto che non soddisfi dal punto di vista economico i giocatori, infatti, può spingere quegli azzurri che hanno forti richieste all'estero - cioé quegli azzurri già affermati e nel pieno del loro potenziale sportivo - a scegliere un'esperienza in Francia o Inghilterra. E, ancor più importante, non permettere ad Aironi e Treviso di costruire due squadre realmente competitive potrebbe spingere atleti che hanno degli obiettivi e delle ambizioni a cercare casa in squadre con le quali possono puntare a traguardi importanti in campionato e in Europa. Servono contratti e team credibili per attirare i migliori giocatori in Italia. E non parliamo di chi sogna di vedere un Dan Carter o un Manu Tuilagi a Treviso o Viadana. Parliamo di chi vuole continuare a vedere gli Alessandro Zanni o gli Andrea Masi. Quello che voleva Giancarlo Dondi, no?
discorso complicato, perchè in effetti a me se alcuni azzurri andassero all' estero farebbe solo piacere, ma una domanda è poi al loro posto giocherebbero giovani promesse o oriundi che non vuole nessun altro ?
inoltre quelli che se potrebbero andare all' estero giocherebbero titolari?
zanni sicuro e poi? perchè ai club stranieri gli italiani possono fare comodo come rincalzi a basso costo
fare blocchi nelle franchige potrebbe effettivamente aiutare la nazionale , compensando il livello tecnico scarso con l' affiatemento
ma se poi tutto si risolve nel dare un ammortizzatore sociale a giocatori a fine carriere allora meglio che altri giovani vadano all' estero per dare a brunel più opzioni da osservare prima di fare le convocazioni
quindi io sono per avere una terza franchigia virtuale con un XV di exiles per dare a brunel almeno tre opzioni per ruolo e pertanto se alcuni se ne vanno mi sta bene
@ Stefo Concordo con te sul fatto che " se ci fossero le persone adatte " si potrebbe fare quello che tu dici, ed anche molto altro ..... ed aggiungo io " se ci fossero STATE le persone adatte" non saremmo sicuramente ridotti in queste condizioni. Buon rugby
@ frank (e lele)
il mio era un discorso di principio, su come idea personale la cosa potrebbe venir gestita meglio...che la Fir non ne sia in grado concordo basta vedere come fanno le liste federali cioe' con i piedi limitandosi a metterci la NAzionale maggiore e quelli della "A" piu' interessanti...pero' a livello teorico Brunel dovrebbe fungere piu' da Director of Rugby che semplice CT quindi lui insieme ai tecncici delle due franchigie potrebbero sedersi ad un tavolo e fare queste liste insieme.
Secondo Frank...come ti ho gia' scritto non parlo di esodo in massa ma di fare analisi ruolo per ruolo, caso per caso...ovvio che ad esempio di aperture giovani forti non ce ne sono?Ok gli Orquera, Di Bernanrdo entrano nelle liste...ma non dirmi che se Zanni andasse all'estero non ci sarebbero terze linee valide da far crescere (la Benetton ne ha gia' in rosa)...o come ho fatto l'esempio di Semenzato all'estero con Gori che passa da terza scelta a seconda scelta.
Frank questo e' il discorso...analizzi chi c'e' e chi non c'e' in ogni ruolo, dove puoi "permetterti" di lasciar partire un giocatore per dar spazio ad un giovane che abbia le potenzialita' e dove invece devi tenerti stretto chi c'e' perche' mancano alternative valide. Frank scusa ma non mi pare sia un'idea impossibile ci fossero le persone in grado di fare questa analisi, di principio e' un sistema che potrebbe dare risultati sia alla Nazionale che alle franchigie...l'esempio scozzese scusami ma indica che si puo' fare...se no che si tengano tutti senza guardare all'eta' ed allo sviluppo poi pero' quando non ci saranno giocatori per un ricambio generazionale non ci si lamenti.
@ Peppe Se avessero trovato qualcosa di veramente interessante a livello finanziario ti garantisco che non sarebbero arrivati o rimasti agli Aironi. L'arrivo di Masi è stato oggetto di una lunga trattativa e questo vale anche per lui.
@ Stefo Due cose mi fanno specie. Una: che tu possa credere la FIR sia in grado di fare una analisi competente dopo quello che continua a dimostrare, non ultima le fascie dei giocatori. Seconda : che dietro a coloro che eventualmente andassero all'estero tu possa credere ci sia qualcuno di interessante da far giocare. Non dimenticare la U20 ai campionati del mondo figlia del progetto Ascione. Per ora non siamo praragonabili a nessun'altra realtà rugbistica, tantomeno anglosassone. Purtroppo.
@ Lele Pur essendo di Viadana la penso esattamente come te.
Sulla questione contratti non va dimenticato che i giocatori hanno un contratto con le Franchigie e non con la Fir. La Fir, da dietro le quinte, si limita a "suggerire" anche in maniera pressante. Pensando logicamente prima al proprio interesse e meglio se questo corrisponde a quello delle Franchigie infischiandosene altamente dei loro risultati sul campo, anzi...... Pensate forse che i vari Bortolami, Ongaro e Perugini fossero una scelta degli Aironi, io non lo credo proprio.
Secondo me il peccato originale della situazione sono le liste e il famoso "60%"; servono alla FIR per controllare i giocatori (magari lamentandosi con i club se gli ingaggi sono troppo alti) e ai giocatori per chiedere ingaggi più alti.
Secondo me si dovrebbero fare contratti direttamente ai giocatori (magari di 2 tipi, come avviamento al professionismo per gli U23 e giocatore di interesse nazionale per i senior), che prevedano:
x euri se ti rendi disponibile alle chiamate della Nazionale "obbligatorie";
y euri se ti rendi disponibile alle chiamate della nazionale non obbligatorie;
z euri se giochi in un club di PRO12 italiano;
k euri se giochi in un club italiano qualsiasi.
Fatto questo si lascia al mercato il resto, e finito il contratto palla al centro e si ridiscute.
Secondo voi il problema non sarebbe di fatto risolto se si abolisse la clausola del divieto di cambiare squadra a fine contratto SENZA l'approvazione della FIR? oppure un'alternativa potrebbe essere offrire,da parte della FIR stessa, contratti più lunghi ai giocatori "di interesse nazionale" in modo che coprano tutta la carriera sportiva o quasi
Se non ricordo male alla fine dell'anno scorso giravano voci su un interessamento di Clermont,Northampton e Racing Metro su Gori..qualcuno mi può confermare se queste voci hanno fondamento?
Bel dibattito, ma cui manca un punto principale: la Fir ha dimostrato che non sa cosa sia la programmazione! Affidare ai federalen la scelta dei giocatori che vale la pena vadano all'estero o che restino è un suicidio!
Facciamo lavorare chi sa lavorare - TREVISO! - e lasciamo alla Fir il semplice compito di pagare per avere i migliori azzurri a disposizione. Punto. Finché non cambia la Fir è inutile farla lavorare! Fortuna che tra un anno si vota e, utopia, magari i Dondi, i Saccà, i Checchinato e lacché vari andranno fuori dalle palle!!!
Specifico meglio quello che intendo: non dico che bisogna negare a certi giocatori la permanenza nelle franchigie italiane ma molto semplicemente se la Fir pensa che quel giocatore sia in grado di accasarsi all'estero con un buon minutaggio e che cio' permetterebbe l'inserimento di un prospetto interessante nelle due franchigie non lo metta nel listone pagandogli parte del contratto...se poi una delle due franchigie comunque lo vuole gli offre un contratto completamente a carico suo.
@Luc, che la nostra forza sia negli avanti e' piu' che oggettivo.
Pero' ache Benvenuti, McLean, Semenzato, Gori se sta bene, un mercato in Francia ed Inghilterra potrebbero trovarlo, secondo me.
@ frank
no un attimo tu confondi certe cose, parlo per me ma io non penso che un esodo in massa dei migliori sia una buona soluzione, ma se a partire dalla Fir ci fosse un'analisi ruolo per ruolo, caso per caso certi giocatori si potrebbero anche lasciar andare all'estero (a patto ovviamente che trovino una squadra che gli dia un buon minutaggio) per dar spazio a qualche giovane interessante.
Ieri tra i vari nomi ho scritto semenzato...oggi come oggi un giovane interessante come Gori alla Benetton fa la terza opzione, Semenzato se trovasse una squadra all'estero che gli dia un buon minutaggio partendo potrebbe continuare a giocare e crescere ed allo stesso tempo un Gori si troverebbe seconda scelta non piu' terza.
La realta' e' che ci sono solo 2 franchigie, di piu' l'Italia oggi come oggi non se le puo' permettere quindi bisogna cercare di fare di necessita' virtu'...scusa franck ma lasciando andare Parks via la SRU ha dato la possibilita' sia a Jackson che Weir di giocare con piu' continuita' con il risultato che gia' allo scorso 6N JAckson si e' guadagnato il posto di titolare in NAzionale e Weir in questo avvio di stagione si sta dimostrando un gran bel giocatore. La scorsa stagioen Brown ha lasciato Glasgow e Vernon ha trovato spazio guadagnandosi la Nazionale, quest'anno Vernon e' aprtito per la Premiership e Chris Fusaro sta trovando spazi (ha gia' oggi il doppio del minutaggio di tutta la scorsa stagione) dimostrandosi un prospetto interessante...e in tutto questo non mi pare che Glasgow per il momento stia facendo una stagione da squadra materasso.
Si tratta di programmare, di analizzare ruolo per ruolo e caso per caso, cosa che secondo me dovrebbe venir fatta anche nella compilazione dei listoni federali per le celtiche.
@peppe
guarda caso tutti quelli che hai citato sono avanti... purtroppo per il rugby italiano, sono i nostri tre quarti che nessuno vuole più, non parliamo poi della cerniera...
@Frank, non sono del tutto daccordo.
Secondo me Parugini, Geldenhuys e Del fava, se fanno un contratto che esclude la nazionale (tipo Nieto e Dellape') un contrato all'estero lo trovano in una settimana. Penso che Masi interesse ne troverebbe.
@frank
hai detto bene, hanno una partita iva, sono lavoratori autonomi, vogliamo chiamarli liberi professionisti? d'accordo... anch'io ho la partita iva, e milioni di altri sciancafrità in italia, ma se chiediamo un salario minimo garantito tutto quello che ottengo sono pernacchie... o forse nessuno si è accorto che bersani prima e berlusca dopo hanno eliminato anche i minimi tariffari?... io lki rispetto in quanto lavoratori che, perdonami, fanno un "lavoro" molto meno massacrante ed usurante di chi tira la carretta otto ore al giorno in cantiere, con a volte alle spalle sponsor che gradiscono far girare un bel po' di nero... mettiamo tutto in conto, e poi si può anche discutere di "minimi sindacali"... tanto, visto che i sindacati già ci hanno portati fino a qui, tanto vale che rovinino anche il bel gioco ovale!
@ Hook Forse non ti sei accorto ma i rugbisti in Rabo12 sono lavoratori professionisti, hanno la partita iva e questo è il loro lavoro. E che ti piaccia o meno vanno comunque rispettati perchè oltre al dovere di impegnarsi hanno anche il diritto di essere ricompensati e di esprimere il loro parere.
Se i nazionali preferiscono giocare all'estero l'unica a smenarci è la federazione, non sicuramente gli Aironi perchè quei nazionali che avrebbero dovuto fare la differenza ( e non la fanno) all'estero dove lo trovano un ingaggio ? Quindi se bisogna per forza tenerceli qui a fine carriera o che li paga la Fir per intero altrimenti abbassino le pretese o smettano di giocare. Quelli che possono interessare oltr'alpe sono tutti a TV e questo eventuale esodo significherebbe inevitabilmente un abbassamento della competitività ( tipo Aironi) e questo sarebbe utile per l'alto livello ? Avere due squadre materasso in Rabodirect non sarebbe un gran fiore all'occhiello per il rugby italico. Morale : chi opta per i nazionali all'estero vuole ritornare al Super 10. E rieccoci al campanilismo.
@gil, se non sbaglio Di Bernardo era stato portato a Treviso proprio perche' Brunel lo voleva in nazionale (sapendo che cmq al prossimo mondiale non ci sarebbe arrivato). forse causa poco utilizzo, e' finito dietro Burton, Orquera e Bocchino. avra' possibilita' nella finestra internazionale, dove cmq dovra' dividersi il 10 con De Waal.
considerando anche che il mercato maggiormente attrattivo, il top14, sta pescando a piene mani dalle franchige di CL, dalla premiership inglese, dall'immenso serbatoio del rugby australe, e così fanno un po' tutti, da dove deriva la certezza che ci sia tanta voglia, all'estero, di rischiare sugli italiani?...se il mercato conta, e io credo conti nel rugby come in tanti altri settori, capisco la voglia di vaere un salario minimo garantito da parte dei giocatori, e nel contempo capisco anche la scelta delle società di non legarsi troppo a eventuali bidoni o vecchi ronzini spremuti fino all'osso in altri campionati fino all'anno scorso ed oggi alla ricerca di un buen retiro per finire la carriera...
Da quanto posso pensare, ai giocatori forti conviene che esista la Celtic League perchè comunque hanno più visibilità,anche chi non ha molti ammiratori fuori dall'Italia e perchè,comunque, girano più soldi rimanendo in un campionato che sta diventando famoso, con pubblico ed interesse diffuso,piuttosto che in una Super10 bis che ,lo sappiamo,non è che fosse floridissima. Contiamo anche che la situazione economica mondiale è quella che è,quindi non è che un campionato italiano potrebbe pagare chissà quali stipendi.
Certamente il divieto di cambiare squadra dopo che il contratto è scaduto sa tanto di "mostro" giuridico, secondo me questa norma ,se è scritta davvero in questi termini, può essere impugnata,in fondo anche questo è professionismo. Se un giocatore,in uno sport difficilissimo come il Rugby, si trova male in un posto e può cambiare,perchè lo vogliono altrove, perchè deve essere legato come i servi della gleba?
@Guido, io ci aggiungerei anche McLean. e forse anche un po' di piloni, che all'estero fanno sempre comodo, e forse dove c'e' piu' difficolta' nel reperirli a livello internazionale, e dove c'e' sempre scarsita' di quelli buoni.
se ad esempio i northampton saints avessero avuto due piloni da usare durante la stagione, per rimpiazzare i due fortissimi che hanno, forse arrivavano alla finale di HC con qualche energia in piu'.
poi per quanto riguarda la scozia, e' vero che loro hanno lanciato molti giovani, ma anche noi abbiamo lanciato Benvenuti e Gori (purtroppo s'e' fatto male), e molti dei nostri come Derbyshire, Sgarbi, McLean sono dell'eta' di Vernon.
Senza voler contare i vari Bocchino (troppo scarso per qualcuno), Quartaroli (infortuni vari), Favaro (infortuni vari), Rubini. in piu' e' quasi il momento di Furno e D'apice.
Guardando alle nazionali ed alle celtiche, secondo me giovani in squadra ci sono. pero' c'e' un po' di deserto tra le seconde linee. pero' il numero di infortuni e' troppo alto, e forse qualcosa nella preparazionenon va. se un paio di giocatori vanno via, magari vediamo derbyshire in campo ogni settimana e capiamo davvero quanto vale.
D'accordissimo con Simone, cerchiamo di monitorare chi veramente è appetibile all'estero: Zanni, Benvenuti e Ghirardini piu' al limite Sgarbi e Semenzato, non mi sembra quindi un rischio di esodo di massa........
condivido quanto detto da paolo circa lo sviluppo dei giocatori: è chiaro ormai a tutti che il settore "giovanile" irlandes, gallese e "perfino" scozzese, sforna giocatori giovani in grado di innestarsi anche a livello di nazionale maggioe, e nelle franchige e club di CL, con maggior facilità ed efficacia di quanto avviene in italia... problema di metodo, di trascurare i vivai in favore delle accademie, non lo so, ma il problema vero è quello di non far emergerere alcun 18-19 enne, ma considerare ancora acerbi i 23 enni... mi sono rivisto per caso ieri tolone-biarritz del 1992, con il tolone che vince lo scudo di brenno avendo ad un certo punto 5 juniores in campo, di fronte al biarritz diun certo serge blanco... ed in francia continuano ancora a farlo (parra, palisson, etc etc...)
Premessa indispensabile affinchè un giocatore vada all'estero-dove comunque ci sono giàmoltissimi Rugbysti formatisi da quelle parti- è che trovi una squadra che lo ingaggi e che gli conceda l'ingaggio che chiede. Se noi Italia fossimo la scuola rugbystica più avannzata,tutti i nostri professionisti sarebbero "appetibili",ma adesso come adesso non so quanti italiani potrebbero essere oggettivamente selezionati da squadre francesi od inglesi. quindi, il potere contrattuale dei nostri rugbysti,purtroppo per loro, è grande,ma non grandissimo.
Sulleclausole-capestro che impongono determinate azioni a fine contratto, bisogna vedere se sono legali,o no, non èla prima volta che si inseriscono in contratti,per malintesi o per cultura giuridica "particolare", delle clausole illegali, anche se suona strano se i giocatori ritengono che certe clausole non siano accettabili possono pure ricorrere in Tribunale
Anjo suggerisce una cosa sensata se si fosse liberi di agire privi da vincoli economici. L'impressione è che il listone federale sia stato compilato più con l'intenzione di aiutare le celtiche ad avere in squadra nomi di grido che a loro volta richiamino gli sponsor, più che in effetti essere funzionale alla nazionale.
D'altra parte su un dudget di 8 e più mln, la fir ne mette meno di 1,5 in media, è normale che chiedano stabilità per almeno 2/3 anni.Difficile fare le nozze coi fichi secchi.
parlando di Di bernardo che era in panchina in una delle ultime partite di TV e NON è stato convocato per il raduno, come ve lo spiegate?
Personalmente credo che se molti giocatori Italiani vadano quasi tutti all'estero sia un bene per la Nazionale.Perchè come già detto da altri si libera spazio per i più giovani e quindi questo significa che un numero maggiore di giocatori Italiani viene esposto settimanalmente ad un rugby di alto livello.
Prendete ad esempio la Scozia:Parks va ai Blues di Cardiff? Ti salta fuori un gran talento come Duncan Weir;all'Edinburgo si fa male Laidlaw e un giovane (di 18 anni!) come Harry Leonard stupisce tutti gli addetti ai lavori. In questo a mio avviso la Scozia ci è ancora davanti in termini di sviluppo dei giocatori
Quotone per Bender e Stefo, anzi dirò di più: secondo me sarebbero da abolire le liste federali; la FIR dovrebbe pagare il 60% dell'ingaggio di qualsiasi italiano sotto i 26 anni SCELTO da Benetton o Aironi (quindi senza "liste", "consigli" etc) e poi lasciar fare al mercato...dopo i 26 anni, se sei valido il tuo contratto te lo pagano interamente Aironi, Benetton o una squadra estera, altrimenti cercati un altro lavoro..
certo che in questo momento in cui si discute se chi lavora in fabbrica per quarant'anni ha diritto ad andare in pensione oggi o nel 2013, e così via, sentir parlare di contratto collettivo nazionale di "lavoro" nel mondo del rugby fa un po' specie... dopo lo sciopero delle signorine del calcio, mi aspetteri un po' più di orgoglio e serietà... è un gioco, non gli va più bene guadagnare (tanto o comunque non poco) giocando?... vadano a lavorare in fabbrica! ...il mondo sovietico alla rovescia (o forse no!)
Sono andato a fare i conti della serva per vedere quali giocatori sono rientrati in Italia nelle 2 celtic: Aguero anni 30, Bortolami 30, Masi 30, Ongaro 34, Orquera 30, Perugini 33, Di Bernardo 31. Come salta subito agli occhi di tutti sono 3 quelli di vero INTERESSE NAZIONALE gli altri potevano starsene anche all'estero, sempre se avessero trovato un contratto. Il problema secondo me non sono tanto i listoni federali ma piuttosto il "costringere le celtic (se dico franchigie qualcuno si incazza) ad addossarsi il 40x100 di un "Di Bernardo" per poi magar scaricarlo perche inadatto.
Duccio io farei una precisazione sul lato economico perchè messa così può sembrare "la fir mi paga poco e io voglio di più", invece non è vero visto che si parla di vincoli federali anche a fine contratto per cui se a me scade il contratto con la fir io non posso cambiare squadra se la fir non vuole e tra l'altro se voglio continuare a giocare sono costretto ad accettare quello che mi propongono loro e, visto che a differenza degli sport professionistici come il calcio non ci sono minimi tabellari di stipendio, per assurdo la fir può obbligarmi a scegliere se giocare da professionista per 500 euro al mese o smettere
In più Brunel disse di volere gli italiani in Italia, mah...
Comunque giustamente è anche un fatto di competitività e non continuiamo a sbandierare la solita "crescita del movimento" perchè questa non dipende solo dalle 2 squadre celtiche, anzi!
Per far crescere i giovani bisogna farli giocare in squadre competitive e meglio se vincenti. Prendere 40 punti tutte le volte non serve a nulla anzi demotiva i ragazzi e di sicuro non hanno la possibilità di provare schemi d'attacco....ascoltate l'intervista di Cavinato su radio 101
Inoltre far giocare assieme i giocatori della nazionale consente di migliorare l'intesa tra loro e quindi l'organizzazione del gioco.
Infine non pensiate che giocando all'estero possano rispettare il "minutaggio" previsto per evitare il logoramento, il rispetto dei tempi di recupero dagli infortuni od essere a disposizione del CT come si è dimostrato nel recente raduno di Parma
Il pagare il 60% dei stipendi è una cavolata, distorce solo il mercato dei giocatori.
I giocatori il contratto e lo stipendio se lo deve guadagnare, e Benetton e Aironi devono seguire le normali leggi della domanda e offerta.
Allo stato attuale così si fa rientrare in Italia solo i giocatori in fase calante, garantendo loro un contratto sovrastimato.
Ma credo nessuno sia contrario se qualche nazionale vada all'estero. Ci mancherebbe, per molti sarebbe una bella esperienza. Il problema nasce quando sei costretto a farlo per le regole assurde della fir. Uno deve poter scegliere liberamente se fare un'esperienza all'estero o rimanere in italia e giocare da protagonista in un campionato comunque competitivo come la CL.
Non contesto i fatti che pubblica Duccio, bensì il tono sempre polemico.
Vogliamo far crescere o no il nostro livello ed il nostro movimento?
I giocatori che vanno all'estero, hanno la possibilità di crescere.
Quelli che andranno nelle franchige, anche se giovani ed inesperti, potranno avere la possibilità di conforntarsi con un campionato di livello più alto rispetto all'eccellenza.
Si è sempre criticata l'eccellenza perchè non forniva un adeguato livello tecnico alla nazionale, mentre adesso che i giovani azzurri potrebbero competere in pro12 non vanno bene??? Ritengo che questa polemica non abbia alcun senso.
Si dice che i giovani debbono crescere.
Ok, ma per farli crescere bisogna farli giocare, bisogna fargli perdere, bisogna farli sbagliare. Ma bisogna anche, e sopratutto, supportarli.
Non mi interessa se treviso o aironi non vincono.
Io tifo e seguo gli aironi, ma se devo scegliere tra una vittoria della pro 12 degli aironi, ed una vittoria dell'italia contro la francia... beh.. non avrei alcun dubbio...
Si dice che le altre nazionali non convochino i giocatori che vanno ell'estero. Ok, però sono nazionali che hanno un campionato domestico di alto o buon livello. Noi no. Dunque, ben venga la diffusione all'estero di giocatori italiani. E comunque non è scritto da nessuna parte che chi gioca all'estero non possa essere convocato. Sono scelte opinabili.
E' una questione molto complicata.
Per avvicinare la gente allo sport ci vogliono anche le vittorie.
A volte, vedi le due scozzesi tre/quattro anni fa hanno fatto benissimo in Celtic, ma gli effetti sulla nazionale sono stati limitati, ed anche in termini di pubblico, nel lungo termine, i progressi sono stati limitati.
Il fatto innegabile e' che le nostre celtiche, gia' oggi, e per la struttura dei contributi FIR, gli stipendi di italiani di primissimo livello non possiamo permetterceli a prezzi di mercato, vedi parisse, bergamasco, anche mauro, canale, castro, gower... Ad esempio, se zanni va via domani per perfezionarsi, penso la Benetton abbia gia' giocatori che possono sostiturlo.
Io ritengo positivo che zanni, ghira, McLean vadano all'estero per migliorare. L'importante e' che sia una transazione controllata.
@ i veri problemi
veramente gli scozzesi i giocatori all'estero li convocano: i due Lamont, Danielli, Ansbro, PArks, strokosh, Brown, Hines, Hamilton, Murray sono i primi che mi vengono in mente tutti giocatori che non giocano nel Glasgow o nell'Edinburgh...anzi diro' di piu' proprio lasciando emigrare per esempio Parks e Brown sono riusciti a dare spazio a Jackson e Vernon nelle ultime stagioni...le uniche union con la politica sul non convocare che gioca all'estero sono la NZRU, la ARU e la RFU da questa stagione che pero' ha chiarito subito che ci potranno essere eccezzioni.
La realta' e' che ci sono i pro ed i contro nelle due cose: avendo due franchigie lasciando andare che so Zanni, Ghiraldini o anche un Semenzato all'estero trovi spazio in un campioanto competitivo per altri giocatori nelle due franchigie italiane...dall'altro alto pero' la competitivita' delle due franchigie e' minore anche se c'e' da dire che Glasgow negli ultimi due anni ha perso: Brown-Vernon-Parks e Max Evans ma mi pare stia facendo una buona stagione comunque.
bender: se quello che scrive duccio è vero significa che dall'anno prossimo avremo i nostri migliori giocatori all'estero e le nostre due squadre più rappresentative imbottite di giovani senza esperienza e vecchi pensionati. quindi il progetto Celtic come dice duccio sarebbe fallito e l'Italia avrebbe i problemi degli anni scorsi ad avere i giocatori esteri liberi per i raduni e con tutti i guai che ne conseguono. se non è un problema per il movimento questo!
faccio notare che tutte le nazioni estere, dall'inghilterra alla nuova zelanda alla scozia, non convocano i giocatori all'estero. ci sarà un motivo, no?
io direi più che altro grazie a duccio per far sapere queste cose visto che gli altri giornalai italiani non sembrano molto interessati a sporcarsi le mani!
spero di no, ma a volte temo che si punti a creare polemiche inutili per avere visite sul proprio sito, piuttosto che guardare all'effettive lacune del movimento rugby italiano.
che noia, che barba
@bender
hai centrato il punto....se i vari masi, zanni, ghiraldini, perugini, semenzato, bortolami, giocassero all'estero sarebbe tutto di guadagnato per il movimento italiano
Al di là della diatriba FIR-giocatori, penso che ad alcuni elementi non farebbe male qualche anno di esperienza in Francia, o meglio in Inghilterra. Zanni, Ghiraldini, i giovani Benvenuti e forse anche Furno, potrebbero solo migliorare da un'esperienza all'estero. Magari in team di medie ambizioni, in maniera di avere più possibilità di giocare più minuti possibili.
Non capisco quale sia il problema.
La celtic (o pro 12) serve per far crescere il livello tecnico dei giocatori italiani.
Se poi questi giocatori dovessero scegliere campionati stranieri, come quello inglese o francese, tanto meglio!!!
Potrebbero accrescere il loro livello, senza, tra l'altro, gravare sulle casse della FIR!!!
Mentre gli Aironi o Treviso, potrebbero dare spazio a giovani emergenti che affronterebbero dei campioni di alto livello nella pro 12 (al posto di quelli ceh vanno all'estero).
Mi farebbe molto piacere se Aironi o Treviso potessero vincere la Pro12, ma non è questo il problema.
Il fatto è che la Fir deve lavorare sulla crescita del livello tecnico ed agonistico dei giocatori italiani.
Dunque, per me, questa è una polemica inutile.
Ma le altre federazioni europee che ne pensano di questa cialtronite acuta che si è impossessata della FIR??
Secondo voi si impegnano o gli viene spontaneo di mettere costantemente i bastoni fra le ruote al top del nostro rugby? Io a questo punto a chi difende la FIR non so più cosa dire se non, con tutto il rispetto, riciapat!
la federazione sta fallendo il suo intento. Chi gioca il prossimo anno con ste regole se i migliori se ne vanno. é dura fare una squadra di italiani cosi
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Francesco Zattoni
Non trovo affatto scandaloso se Zanni a 29 anni và a giocare all'estero, trovo scandaloso che Rizzo e Cittadini vengano considerati giovani.
Abbiamo due franchigie, quindi teoricamente possono maturare esperienza 4 mediani di mischia e 4 aperture: Treviso ha Burton, Botes, Gori, Semenzato e De Wall se non erro, solo Gori è in prospettiva appetibile per la nazionale, ma è anche quello che gioca meno. In rosa c'è anche il " bruciato" Picone, un ex giovane che non ha maturato esperienza.
Aironi: Keats, Tebaldi, Olivier,Orquera. Solo Tebaldi per la nazionale.
Secondo me è un bene se Gori va all'estero a giocare, perchè a breve sarà senzaltro chiuso da uno straniero di medio valore, magari costretto all'Eccellenza tipo Marcato o Bocchino. L'importante secondo me sono le regole. Esempio, gli Aironi comprano Wilkinson:-) magari! ma come secondo gli affianco Bocchino, forse impara qualcosa, ma se invece di Wilko deve arrivare un giocatore alla Mercier, che sicuramente alza il livello della mediana, ma non è determinante, allora faccio giocare l'italiano. Scusate il labirinto di esempi, però se considerate che hanno equiparato Burton e Botes che sono sulla trentina, preferirei puntare su Bocchino che è cresciuto in casa.