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Ad ascoltare Richard Webster, coach del Galles Under 20, potrebbe sembrare di essere alla conferenza stampa di Andrea Cavinato, o a qualsiasi tavolo di discussione italico sul sistema giovanile ovale. Il coach gallese dopo la brutta sconfitta subita contro le Fiji attacca il sistema giovanile gallese, dove i giocatori si allenano troppo, ma non trovano spazio quando si tratta di fare sul serio.
"Dobbiamo trovare le ragioni, non le scuse, sul perché ragazzi forti e di talento non sanno esprimersi a questo livello - ha esordito Webster -. La qualità dei giocatori c'è. Si allenano e si allenano forte e sanno giocare, ma quando sono messi in una situazione dove devono mettere in pratica ciò che sanno, falliscono. E' perché non giocano abbastanza? Molti di questi ragazzi hanno visto raramente il campo quest'anno. Non cerco scuse per la sconfitta, non sono il tipo. Noi tutti vogliamo creare un'elite da questa under 20. Ma un elite in cosa? Nell'allenarsi? Nell'analizzare i video o lavorare al computer? Non sono un'elite quando sotto pressione". E' all'orizzonte una bella rivoluzione nella struttura giovanile gallese.
robbo non credo che lo sport usa abbia la soluzione per noi. Il problema per loro è diverso. Hanno 5 sport professionistici, la cui base è radicata ed in cui la funzione del club è svolta dalla scuola (high school prima, college dopo, tranne forse il baseball, che ha altre peculiarità) la loro base è n volte superiore alla loro eccellenza.
Il nostro problema è la nostra base che è n diviso 100 rispetto alla loro (proporzioninalmente) e che non forma elite. Là il sistema del draft riequilibra i rapporti di forza (nel basket e nel Football) ma è la scuola che si occupa di reclutare, costruire e formare la base. Da noi chi fa o dovrebbe fare questo lavoro?
mi sembra una situazione impraticabile a livello di costi. quello dei giovani che giocano poco è un problema (quasi) dappertutto...solo nello sport usa sembrano aver trovato la vera soluzione
In altre parole, preso atto che il professionismo è impossibile col volume del movimento, una federazione che ha in mente esclusivamente il bene del movimento, comincerebbe a muoversi in questa direzione, trasformando ( con sovvenzioni magari) il campionato nazionale in vetrina per talenti. Un sistemi più efficiente per regolamentare i permit players, magari sfalsando i tornei, farebbe il resto.
idea senz'altro buona, premesso che i costi siano sostenibili. Continuo a pensare che obbligare i club di eccelenza aschierare un minimo (7-10) di U20 a referto, e ricompensando ( di tasca fir)il club di appartenenza per le loro convocazioni/utilizzo in Pro12, A o maggiore sarebbe già un più che buon inizio.
Se lo si vuole, la maniera di ridurre i costi dell'eccellenza ( chiamiamola prima serie che è meglio) ci sarebbe, magari rilanciando anche un pò di seguito.
Secondo me non è neanche un grosso problema di costi (dove ce ne stanno 30 ce ne stanno anche 60...)
l'idea di una U20 celtica sarebbe ottima, però attenzione ai costi....
L'ide di Peppe potrebbe essere una buona soluzione.
Accolto alla grande Peppe!!! facciamo una petizione al Board della pro12...
Però, una Celtic u20 sarebbe una figata! Quoto Peppe!
Esatto, forse ci vuole un pro12 primavera, o delle squadre b che giochino tra loro.
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alle 17:55
-BRCK-
La soluzione per me starebbe nel creare un Pro12 A, con le tre migliori squadre dei campionati italiano, scozzese, gallese e irlandese, e, contemporaneamente, giocare la Coppa Nazionale con forti obblighi circa la presenza di U20, in modo da poter selezionare per giocare la Prima Divisione finito il Pro12 A (da giocare da settembre a Natale) e nel frattempo far fare esperienza agli altri, da reinserire poi nel campionato primavera.
Il pro12 U20 non è economicamente sostenibile, al massimo qualche amichevole precampionato.