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Uno dei più grandi (e rimpianti) tecnici che abbia guidato, tra l'altro, la nazionale italiana per due giorni insegnerà il rugby in Lombardia. Due appuntamenti, a Brescia e a Monza, aperti a tutti, durante i quali il tecnico francese Pierre Villepreux affronterà il tema del "movimento generale in attacco". Un'occasione per imparare e un'occasione per respirare rugby di qualità e tradizione.
Pierre Villepreux è un ex rugbista, allenatore, dirigente sportivo ed educatore francese, in carriera agonistica attivo come estremo o mediano d'apertura per Brive e Tolosa, nonché 34 volte internazionale francese. Da allenatore è stato commissario tecnico della Nazionale italiana e, attualmente, è dirigente della Federazione rugbistica francese e di quella internazionale.
Gli incontri si svolgeranno con una doppia sessione, la prima parte teorica in aula e subito dopo con la prova pratica sul campo possibile grazie alla collaborazione dei ragazzi della Selezione Lombarda under 15 e under 16 convocati dal responsabile tecnico territoriale Prof. Daniele Porrino.
I corsi si terranno il giorno 7 settembre 2010 a Brescia (Rugby Fiumicello) e il giorno successivo 8 settembre 2010 al Campo Chiolo di Monza. ‘Movimento generale in attacco”, ossia l’essenza del rugby, segnare una meta e battere la difesa avversaria tramite una eccellente organizzazione collettiva in fase d’attacco. Queste due giornate sono una valida iniziativa organizzata dal Comitato Regionale Lombardo che ha come principale obiettivo dell’imminente stagione una crescita del movimento rugbistico sul proprio territorio. Per formare grandi campioni del futuro è necessario e fondamentale formare ed istruire anche i tecnici delle Società.
I corsi sono di libera frequentazione, non esistono vincoli di alcun livello d’allenatore, dunque tutti possono partecipare, anche chi ancora oggi non è allenatore. Per ragioni organizzative è necessario solo compilare un modulo per l’iscrizione al corso (disponibile su www.rugbylombardia.com).
appunto, inizialmente fu così poi è successo ciò che ho esposto sopra
Io so solo che quando Mallet era in ballottaggio con Saint Andrè, Saint Andrè rifiutò l' offerta perchè non poteva portare il suo staff mentre Mallet accettò l' incarico (sbagliando secondo me) nonostante questa imposizione da parte della federazione.
no non è così, Mallet è arrivato e gli è stato dato uno staff, successivamente Dondi visti i risultati non brillanti ha spostato la responsabilità su Mallet dicendogli: bene ora perchè tu non abbia scuse scegliti lo staff....
Mallet ha scelto esattamente quelli che c'erano salvo Cariat, dando ahime' più responsabilità a Troncon.
Che io sappia lo staff è composto da diverse persone e in effetti c' era Cariat prima ma era uomo di Berbizier. Quello che voglio dire è che lo staff non è stato completamente scelto da lui ma molti ruoli gli sono stati imposti. Ovvio che lo staff odierno non è quello vecchio di Berbizier dato che buona parte è al Racing Metrò.
ricordi male, Mallet ha potuto scegliersi lo staff, non solo, ha dato un ruolo a Troncon come allenatore del 3/4 mentre prima questo ricopriva solo il ruolo di assistente ed ai 3/4 c'era cariat
Non capisco tutte queste critiche a Mallet. Se non ricordo male è stato proprio il buon Berbizier che non vedeva Parisse terza centro e ha voluto a tutti i costi naturalizzare il figiano di cui non ricordo nemmeno il nome spostando il capitano a flanker. Secondo me Mallet è stato messo in difficoltà subito dalla federazione dato che non ha potuto portare il suo staff di lavoro e ha dovuto adattarsi allo staff già esistente. Credo che nel rugby di alto livello sia importante avere dei collaboratori fidati che ti seguono, ti conoscono e applicano il tuo metodo di lavoro. Questo a lui non è stato permesso facendo si che le sue idee non siano mai state applicate realmente.
Non capisco tutte queste critiche a Mallet. Se non ricordo male è stato proprio il buon Berbizier che non vedeva Parisse terza centro e ha voluto a tutti i costi naturalizzare il figiano di cui non ricordo nemmeno il nome spostando il capitano a flanker. Secondo me Mallet è stato messo in difficoltà subito dalla federazione dato che non ha potuto portare il suo staff di lavoro e ha dovuto adattarsi allo staff già esistente. Credo che nel rugby di alto livello sia importante avere dei collaboratori fidati che ti seguono, ti conoscono e applicano il tuo metodo di lavoro. Questo a lui non è stato permesso facendo si che le sue idee non siano mai state applicate realmente.
areo fufo più che la meta di lynagh c'è da ricordarsi l'esordio a queli play off ai quali ci eravamo qualificati per un soffio, un bel 55 a 3 a Padova che aveva fatto capire subito chi comandava. La più grande squadra, assieme a quella che vinse a Verona
prima di berbizier, è stato Kirwan a laciare (tra polemiche varie) una buona e numerosa infornata di giovani: parisse, bergamasco mi, canale, ...
Negli ultimi anni Dondi (e quindi anche noi) ha sbordato fior di quattrini per avere come allenatore il meglio disponibile sul mercato a prescindere dalle attitudini dei nostri. L'unico che ha provato a valorizzare gli Italiani è stato Berbizier con ottimi risultati (vittorie in 6N e quarti mondiali sfiorati). Invece la prima proposta di Mallett è stata di naturalizzare dei giovani ragazzi sudafricani, proposta per fortuna rigettata, e in questi anni ha provato molti italiani giovani e non, mettendoli in campo e scartandoli nell'occasione successiva. Non mi risulta che la sua gestione abbia valorizzato qualcuno mentre sono troppi i ragazzi precocemente accantonati.
ho sempre pensato che dovendo ricorrere a tecnici stranieri per far crecscere il rugby nostrano la miglior scuola adatta per la nostra mentalità sia quella francese (nonostante io odi i francesi). E invece siamo passati da francesi a neozelandesi e a sudafricani senz aun filo logico.
Credo che la meta di Lynagh a distanza di quasi 20 anni sia ancora una delle più belle anche a livello internazionale.
Che anno indimenticabile...
scusate gli errori di ortografia...
altro merito è stato quello di creare (tra mille difficoltà e critiche anche e soprattutto interne) la squadra italiana forse più bella ed efficace, la Benetton che ha vinto il titolo 1991/92. I cugini di rovigo ricorderanno ancora la meta di Lynagh... quanto noi trevigiani la meta di Ravazzolo l'anno prima...
scusate gli errori di ortografia...
altro merito è stato quello di creare (tra mille difficoltà e critiche anche e soprattutto interne) la squadra italiana forse più bella ed efficace, la Benetton che ha vinto il titolo 1991/92. I cugini di rovigo ricorderanno ancora la meta di Lynagh... quanto noi trevigiani la meta di Ravazzolo l'anno prima...
Scusami aceltic, ma Villepreux e schemi d'attacco non penso rientrino nemmeno nello stesso vocabolario... scheri a parte, il rugby d'attacco di villepreux non è fatto da schemi preordinati (salvo la prima fase), ma è improvvisazione ed adattamento dell'attaccante ai propri avversari e dei sostegni ai movimenti dei propri compagni. (molto in soldoni).
Sono assolutamente debitore (come molti) nei suoi confronti per aver influenzato sia la mia visione generale del gioco sia per il poco che so sul rugby... quiondi che nessuno azzardi critiche!!! ;o)
Bisognerebbe avvertire Mr Mallett. Forse qualche lezione sugli schemi di attacco potrebbe giovare alla causa italica in previsione mondiali.
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alle 19:13
Samuele
In ogni caso rimango dell' opinione che le critiche a Mallet sono eccessive. lo ritengo un tecnico valido anche se, come tanti altri, ha fatto degli errori dovuti al voler rischiare eccessivamente su alcune scelte passate. I test match di giugno non sono andati male e sono fiducioso per quelli di novembre.