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Ci aveva sperato fino all'ultimo. Ma Thom Evans deve dire addio al rugby a soli 25 anni. Il nazionale scozzese era rimasto gravemente ferito durante l'incontro dell'ultimo Sei Nazioni con il Galles, quando un impatto con Lee Byrne aveva provocato lo spostamento di due vertebre e aveva costretto il giocatore a due delicate operazioni chirurgiche. Evans aveva sempre dichiarato di voler tornare a giocare a rugby, ma oggi, purtroppo, ha dovuto gettare la spugna.
"E' un momento bruttissimo per Thom - ha dichiarato l'amico ed ex giocatore Roger Baird -. Nessuno vorrebbe lasciare il rugby ad alto livello così giovane e sono sicuro che Thom avrebbe ancora fatto grandi cose. E' un momento bruttissimo anche per il rugby scozzese che perde un campione. Il lato positivo? E' vivo e cammina".
Meglio cosi', guarda avanti...
Si chiude una porta e si apre un portone.
Che tristezza. Proprio perché dalla malattia del rugby non si guarisce, la sua assenza dai campi di gioco deve essere intollerabile per uno come lui...
Mi dispiace tantissimo, anche se ovviamente sono contento che le conseguenze dell'incidente non siano state peggiori...
Ci dispiace moltissimo. Evans è sempre stato un ottimo giocatore. La Scozia perde un pezzo pregiato e noi non lo vedremo più in campo. Ha tutta la nostra solidarietà. In bocca al lupo Thom per il tuo futuro.
brutta notizia...il problema è che dalla malattia del rugby non si guarisce.
il rugby europeo perde un ottimo giocatore ed un bel personaggio, positivo...
resta l'uomo e, vista la gravità dell'incidente, non è roba da poco...
E' una grossa perdita per il nostro sport ma gli faccio un bocca al lupo per il proseguo della vita
Spiace, gran talento con un buon futuro davanti a se ma ha ragione Baird a guardare al lato positivo, le conseguenze potevano essere peggiori...e' brutto dover smetter di giocare a quell'eta' ma non e' una tragedia.
mi dispiace tantissimo, gran giocatore.
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alle 11:17
Stefo
La speranza e' che il mondo del rugby non si dimentichi di lui...potrebbe venir inserito a livello tecnico e restare dentro al mondo del rugby...Team Manager, lavorare con le giovanili...insomma qualcosa all'interno del rugby lo potrebbe ancora fare.