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Caso L’Aquila – Pasqua: “Qualcuno poteva svegliarsi prima”

Giovedì 29 Luglio 2010, 15:00 in Campionati italiani di
laquila-dichiarazioni-pasqua.jpg

E’ un Giacomo Pasqua amareggiato quello in queste ore analizza la situazione de L’Aquila Rugby. Il presidente della squadra abruzzese non si nasconde dietro a un dito, ma soprattutto punta quel dito contro chi negli ultimi anni non ha voluto vedere la crisi che colpiva la palla ovale abruzzese. Un j’accuse giusto, cui, però, manca anche un altrettanto necessario mea culpa.

Foto per gentile concessione di Alessandro Urbani - Snaptheworld.org

Nessuna novità, questa l’unica notizia che il presidente Pasqua può dare sulla situazione de L’Aquila Rugby, a un passo dal fallimento. Tante parole, delle istituzioni e non solo, ma null’altro a oggi. Tante parole che, secondo Pasqua, sono arrivate tardi e si scontrano con la realtà dei fatti. “L’attenzione si è concentrata sempre su L’Aquila Calcio e mai su L’Aquila Rugby, che infatti è riuscita a essere ripescata – le parole del presidente, che poi affonda il colpo -. Il sindaco Cialente ha sempre saputo delle difficoltà de L’Aquila Rugby, fin da quando gli imprenditori che avevano salvato la squadra quattro anni fa sono scappati, probabilmente più lungimiranti di me e dei 3-4 fessi che sono rimasti”.
Una situazione peggiorata dal sisma dell’aprile 2009, quindi non di oggi, come sottolinea ancora Pasqua. “Non ci si può nascondere dietro a un dito e far finta che questa situazione si sia saputa solo due giorni fa. Si sapeva che non avevamo dove allenarci, non avevamo le case per ospitare gli atleti ed è una cosa nota a tutti. E non da oggi, quindi non mi si dica che non erano a conoscenza di queste cose”.
Così, dopo le accuse ai giocatori, prima di non aver raggiunto l’obiettivo minimo la scorsa stagione, cioè l’accesso alle Coppe europee (e ai conseguenti soldi) e poi di non aver accettato una transazione sugli stipendi (ma le cifre di cui si parla tra dirigenza e giocatori ballano e non di poco), ora arrivano le accuse alle istituzioni. Possibile che in questi anni i problemi de L’Aquila siano stati sempre esterni e mai dovuti a chi L’Aquila Rugby 1936 l’ha gestita fino a oggi?

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8 commenti
8
30 Lug 2010
alle 10:57

corrado Chiatti

Secondo me Padova non è andata più avanti dei Playoff  semplicemente perchè La Mischia del Treviso era troppo più forte ! sennò potevano fare pure il colpaccio !

Comunque anche le squadre romane (RR, Mantovani e Capitolina)  in questi ultimi 3, 4 anni hanno ffatto parecchi risultati a livello giovanile! 

Purtroppo a Roma il problema è la dispersione ! Di mercato ce ne sarebbe pure, ma senza risultati hai poco da sperare ! 

Sono quattro anni che dicono di fondere le prime squadre di Mantovani, RR, e Capitolina, quanto dovremmo ancora aspettare ! 

7
29 Lug 2010
alle 18:43

rubman

Signori.......................,dopo 75 anni L'aquila e' stanca di volare..,ha bisogno di riposo........quindi l'unica cosa plausibile ..penso sia quella di aspettare che altri Aquilotti spicchino il volo e ..........tornino a volare fieri e superbi per i cieli d'Italia.Tutto questo in silenzio e ........senza fretta. E' inutile cercare colpe e colpevoli la situazione era gia' critica prima del terremoto.Spero che chi ha capito di aver sbasgliato  si faccia da parte e che qualc'uno capace e ce ne sono ( svegliatevi ) si ricordi della parola sostegno .Saluti e sempre Forza L'aquila Rugby ovunque sara' collocata!!!!!!!!!!!!

6
29 Lug 2010
alle 18:01

Marzio Zanato

E' il sistema rugby italiano votato al professionismo che inizia a presentare il conto, unitamente alla impreparazione di imprenditori che forse con un po' di presunzione ma anche di passione, hanno voluto dilettarsi nel fare i Presidenti e dirigenti sportivi !!! Il DNA imprenditoriale nel momento di crisi ha avuto giustamente il sopravvento (Calvisano e Parma sponda Overmach......non vedo figure imprenditoriali forti alle spalle della Capitolina, ma solo il venir meno di determinati interessi legati probabilmente più alla politica ed ai favori che questa può elargire !!!) ed ha imposto il disimpegno e abbandono di un giocattolo che mai avrebbe ripagato gli investimenti (un barlume di senso etico : meglio mollare il giocattolo rugby piuttosto che lasciare famiglie di operai sulla strada...e vedere il profitto in pericolo!!!). Se il modello Padova oggi è più che lodato lo deve esclusivamente al Sig. Guglielmo Geremia, capace di catalizzare sulla sua idea il tessuto sociale, politico e imprenditoriale di una città. Padova non vince uno scudetto dal 1987 ma non correrà mai il pericolo di essere annullata nella sua identità e missione (per quanto il comportamento "stonato" di qualcuno farebbe oggi infuriare il buon Memo !!!). L'Aquila per quanto storica, al pari di Padova, non ha le risorse economiche di una imprenditoria che ha seguito il sogno e l'idea dell' "Immenso" e si è fortemente impegnata di persona. Strategia necessaria quella di bussare alla porta degli amministratori e dei politici per fare cassa e magari per "rosicchiare" qualche cosa a titolo personale....questi sembrano essere ora i risultati!!! Chiedere nuovamente aiuto alla politica ed anzi accusarla di immobilismo di fronte al rischio "scomparsa" del rugby faro Abbruzzese. Per quanto annacquata sia la politica in termini "etici" a L'Aquila oggi i problemi più impellenti non sono il rugby, ma altri !!! Quindi prima di urlare : aiutoooo!! i politici ci abbandonano!!! ..trovo necessario venga urlato quel "mea culpa" che Duccio non trova urlato e la cui assenza riporta nell' articolo, in primis da chi il rugby Aquilano lo ha gestito direttamente !!! I conti si pagano alla fine...anche se noi italiani riusciamo a vendere il Colosseo, la Torre di Pisa od altro, pur non appartenendoci !!! Scrivere queste righe spero non voglia sembrare presunzione, ma è solo esperienzadiretta vissuta nei due contesti che sono posti in antitesi da qualche lettore... e grande tristezza nel vedere una Città di rugbysti, quale è L'Aquila azzerata......penso alla potenza espressiva delle opere scultoree di Valter Di Carlo che incarnano il suo vissuto di giocatore di rugby e non posso credere che un lamento così flebile da parte della dirigenza attuale e il silenzio di quella passata, possa rappresentare la soluzione per risvegliare l'anima del rugby Aquilano !!!!

5
29 Lug 2010
alle 17:10

Duccio

@Trent: si dovrebbe sapere qualcosa a giorni...

4
29 Lug 2010
alle 17:07

paolo pd1

a Corrado Chiatti.

Complimenti per il commento. Il Petrarca si è rimboccato le maniche: La Società con il Presidente ed il consiglio tutto, I dirigenti ed i lavoro proficuo di Presutti, Polla Roux e di tutti i giocatori malgrado la mancanza di un " big sponsor" hanno lavorato seriamente.

Sono stati inseriti giovani e tutti i giocatori chiamiamoli " professionisti" hanno dato dimostrazione di serietà e di ataccamento au colori bianconeri.

Domandate un po al Viadana e Treviso come gli è tremato il sedere quando sono venuti a padova- Viadana ha vinto al 40? del secondo tempo e c'era una meta dubbia. Treviso ha perso in coppa e in campionato.

La strada del Rugby italiano semi-prof è questa. Una base di stranieri  buoni ma limitatata per coprire ruoli importanti ed insegnare ai giovani.

Guardate un po' under 20. campioni d'italia 2009 e 2010.

3
29 Lug 2010
alle 16:35

Trent

@Duccio: scusa se uso il post dell'Aquila per questa domanda, ma il Como rugby ha trovato il campo? Leggendo dell'Aquila mi é venuto in mente, scusate ancora se chiedo di un'altra societá.

2
29 Lug 2010
alle 15:50

Amauri68

Quello che si doveva svegliare prima è sicuramente Pasqua e la sua cricca. Pe quanto dormivano se so fatti fregà dalla Ferla e dagli altri sponsor, dalle istituzioni locali e dalla federazione, che ancora si deve pronunciare sul ricorso per la retrocessione. Secondo me il problema nasce tanto, tanto, tempo fa. Le gestioni scellerate post  Pietrosanti, con u na sola parentesi felice durata pochissimo (era Brewer), risalgono a tanti  anni fa. Sono stati capaci di far finire un vivaio che da sempre forniva giocatori alla nazionale e a molte squadre del Super 10, hanno dovuto cambiare il nome alla società per camuffare i debiti, con l'istituzione di due società (la Polisportiva e la 1936) una più morta di fame dell'altra e con dirigenti gli uni più incapaci degli altri. Quindi caro Pasqua, il problema nasce da lontano, e i principali autori del disastro siete voi, i tuoi successori e anche le istituzioni locali, ma la gestione scelleratissima l'avete fatta voi dirigenti. Adesso ci vole un bagnetto d'umiltà e di coraggio: ANDATE VIA. Grazie per il disatro che avete causato e buon lavoro per le vostre folide aziende. 

1
29 Lug 2010
alle 15:25

corrado Chiatti

Cioè, secondo Pasqua, il comune con tuttii problemi che ha dovrebbe occuparsi anche di sostenere un squadra di rugby ?

Ma quando sono arrivati un super 10 invece di assoldare i giocatori reduci da due squadre che in maniera forse brutta ma sicuramente più lungimirante hanno deciso di ripartire da campionati meno costosi! ( vedi Calvisano e Capitolina) ! potevano magari ambire alla semplice salvezza ma con una squadra più giovane e meno costosa? 

E la colpa sarebbe del Comune, della Regione, del Governo?  ma per piacere ! 

Io sono stato uno di quelle persone che ha criticato sia Capitolina che Calvisano quando hanno deciso di ritirarsi, in quanto pensavo che potevano giocarsela con una quadra più giovane, ma ma forse hanno fatto la scelta più giusta anche alla luce del fatto che scendendo di categoria non avevano forse più l'obbligo di rinnovare i contratti onerosi con i giocatori da super 10 ! 

Padova lo ha fatto ! ha salvato la squadra, ha messo in campo parecchi giovani, ed è riuscita a sopravvivere a livello societario, e guarda un pò è arrivata ai play off ! anche senza sponsor ! 

Brava padova da un Romano !

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