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Caos Italia - L'Aquila a un passo dal baratro

Mercoledì 21 Luglio 2010, 12:30 in Campionati italiani di
laquila-crisi.jpg

Sono stati il simbolo di una città intera nei giorni seguenti al terremoto del 6 aprile 2009. I giocatori de L'Aquila Rugby in prima linea ad aiutare chi aveva bisogno, a sfollare l'ospedale, a scavare tra le macerie, lasciando un tragico tributo, con la scomparsa di Lorenzo Sebastiani. E' stato, ed è, uno dei simboli del rugby italiano, con la sua storia, la tradizione e la passione che da sempre la contraddistingue. Ora, però, L'Aquila Rugby è sul baratro. Mancano i soldi, manca la volontà e, se si va avanti così, mancheranno i giocatori.

Foto per gentile concessione di Gianluca Giusti - Snaptheworld.org

Il terremoto è stata certo una causa, ma per molti è diventata purtroppo una scusa per giustificare una politica societaria fallimentare. L'Aquila Rugby ha le casse vuote, non ha più lo sponsor, e ha parecchi debiti con i giocatori. Stipendi non ancora pagati, richieste continue di dilazione e, per il futuro, di decurtazione del dovuto. Una decurtazione cui i giocatori avevano detto di sì, a fronte, però, del pagamento di ciò che è loro dovuto dalla scorsa stagione.
Il saldo doveva avvenire il 15 luglio, ma sui conti correnti dei giocatori alla voce entrate è rimasto un bello zero. Da qui la decisione, la prima e dolorosa, di non andare in ritiro il prossimo 26 luglio. Un primo segnale, cui potrebbero seguirne altri. Da parte della società, delle istituzioni locali e dei possibili sponsor non ci sono segnali incoraggianti e molti atleti si stanno seriamente guardando intorno, cercando alternative valide prima che il mercato sia saturo e le opzioni si azzerino. Anche i nuovi arrivi, come quello di Jaco Du Toit, sono ora in forte dubbio ed è difficile immaginare con quale formazione L'Aquila si presenterà al via del prossimo campionato. Molti giovani, magari ancora acerbi e non pronti all'Eccellenza, rosa risicata e un campionato che rischia di trasformarsi in una via crucis nella lotta per la salvezza.

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6 commenti
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22 Lug 2010
alle 12:14

luca

è innegabile che se non salda i debiti della scorsa stagione non può andare avanti. ha bisogno urgente di sponsor che mettano a posto i conti. potrebbero cercare tra le imprese edili committenti che hanno preso gli appalti nazionali x il ripristino post-terremoto. con tutti i soldi che gli frutta la ricostruzione potrebbero destinare una somma alla squadra di rugby cittadina in debito d'ossigeno.

5
21 Lug 2010
alle 23:53

TERZZA LINEA

SEMBRA CHE QUESTI PSEUDO DIRIGENTI ABBIANO AVUTO ANCHE IL CORAGGIO DI CERCARE DI PIAZZARE ,PER LA PROSSIMA STAGIONE,I GIOCATORI DENTRO I M.A.P. (PER I NON TERREMOTATI,SONO I MODULI ABITATIVI PROVVISORI,LE CASETTE DI LEGNO,INSOMMA...) COSTRUITI PER I DIPENDENTI DI UNA DITTA FARMACEUTICA CHE ERANO RIMASTI SENZA CASA!!!!!

SIETE LA VERGOGNA DELL'AQUILA!

ANDATEVENE!!!!!!

4
21 Lug 2010
alle 17:59

paolo aq

...va pure ju sciancato"....

3
21 Lug 2010
alle 17:58

paolo aq

"addo' và ju zzoppo....

2
21 Lug 2010
alle 14:30

Socceria

Compà ottime idee ma 'mparate a scrie che quissi senno che penzano?

Cmq s era capito da tempo che sta dirigenza non ci portava da nessuna parte,anzi,che ci avrebbe affondato e cosi' è stato.Lo volete sapere un altro proverbio aquilano? "A giugno recontemo le pecore" giugno e' arrivato e le pecore scappano!

 

1
21 Lug 2010
alle 13:51

Amauri68

Per commentare l'attuale situazione del rugby a L'Aquila vi cito due proverbi aquilani: "ju cane mozzeca sempre aju stracciatu",  oppure "sopra allo cottu l'acqua bullita".

Sono anni che la situazione è sempre vicino al baratro, ma grazie ai fantomatici supoer dirigenti che invece di programmare e ripianare i debiti, sono stati capaci di aumentarli sempre di più, tanto "a do va trenta va pure trentuno". Si sono sempre affidati a pseudo sponsor, più morti di fame di loro, che hanno sfruttato i colori neroverdi solo per la loro immaggine. Poi pure il terrremoto e allora............ Bisogna avere il coraggio di ricominciare da capo, ripartendo soprattutto dal settore giovanile, di programmare con quel poco che si ha e via via riprendere la strada per tornare al posto che ci compete per la nostra storia e tradizione. Bisogna vare il coraggio di far giocare tutti giovani del settore giovanile anche a costo di una retrocessione. Forse se questo discorso si era fatto prima oggi si era fatto già un passo in avanti ma purtroppo le manie di grandezza e la fame di "protagonismo" di alcuni personaggi del regby aquilano hanno portato alla catastrofe. Adesso che fare? innanzi tutto , forse è meglio che qualcuno (quasi tutti) si faccia da parte dando la possibilità a gente onesta e seria di poter proporre le proprie idee e magari anche applicarle, poi il resto si vedrà, tanto "chiù scuru de mezzanotte no se po fà". Ciao e FORZA L'AQUILA RUGBY sempre.

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