Scopri le ultime news sul mondo del rugby in Italia e all'estero: Notizie, interviste e opinioni su rugby italiano e mondiale. Solo su blogosfere!
Warren Gatland l'aveva detto dopo la terza sconfitta in questo Sei Nazioni. "Basta, ora bisogna cambiare!" le parole del coach del Galles cui sono seguiti i fatti. I Dragoni, infatti, hanno oggi annunciato il XV titolare che sabato prossimo (ore 15.30, diretta su Sky Sport, differita su La7 e liveblogging su Rugby 1823) affronterà l'Italia nell'ultimo turno del torneo. Novità che hanno un nome e un cognome: Tom Prydie, 18 anni e 27 giorni di età. Già, perché all'estero non hanno paura a scommettere sui giovani.
Prydie è uno dei cinque cambi nella formazione del Galles rispetto alla sconfitta con l'Irlanda. Gli altri sono Ryan Jones, Gethin Jenkins, Mike Phillips e Sam Warburton.Tom Prydie è nato il 23 febbraio 1992, è alto 1.94 cm per 87 kg.
Galles
15 Lee Byrne; 14 Tom Prydie; 13 James Hook; 12 Jamie Roberts; 11 Shane Williams; 10 Stephen Jones; 9 Mike Phillips; 8 Ryan Jones; 7 Sam Warburton; 6 Jonathan Thomas; 5 Luke Charteris; 4 Bradley Davies; 3 Adam Jones; 2 Matthew Rees; 1 Gethin Jenkins
In panchina: 16 Bennett, 17 James, 18 Gough, 19 Delve, 20 Peel, 21 Bishop, 22 Shanklin
----------------------------------------------------------
Sabato 20 marzo a Milano la Maratona Ovale ! 240' di Sei Nazioni tra birra e amici!
@stefo, ecco appunto hai fatto gli esempi di modelli acui NON vorrei che il mio paese si uniformasse
@tnz
continui a non capire che non dico di non iniziare a 6 anni dico che a 6 anni il bambino deve venir trattato come tale e non allenato come uno di 14...a 6 anni si puo' inziare il rugby e gli si devono insegnare i fondamentali, lo spirito dello sport...ma non pretendere troppo...non e' che si debba guardare tutto in ottica risultati comunque...
Capisco quindi che ci sono studi scientifici che dimostrano che iniziare a 6 anni al rugby non faccia bene..... posso condividerlo.
Ma la realta' e' che in Australandia se vuoi diventare un campione, devi iniziare a quell'eta'.
E se il resto del Mondo non crede a questo metodo di educazione al rugby fin da questa eta', poi non sorprende che il GAP tra le nazioni che puntano sui bambini di 6 anni e quelle che puntano su equiparati/oriundi/acquisiti sia cosi evidente e quasi irragiungibile.
@ tnz
penso che tu fraintenda comunque quello che scrivo...non ho detto di avvicinare il ragazzia l rugby a 14 anni...ho scritto portiamo il tag nelle scuole per far conoscere lo sport ai piu' piccoli, se si avvicinano poi ad un club ben venga e li si alleni ma per quello che sono bambini quindi si lavori su fondamentali e a farli divertire cosi' al fine di creare la passione per il rugby poi quando sono nella fase d'eta' giusta per sviluppare i concetti piu; difficili inizare a farlo...il discorso che faccio e' attuabile a qualsiasi sport comunque.Non so come gli allenamenti di calcio siano in Italia, non ho mai giocato a calcio, so solo che un bambino e' un bambino e non puoi pensare a 6 anni di insegnargli tattiche e tecniche, ripeto ci sono studi scientifici molto approfonditi al riguardo che dimostrano come queste cose non facciano bene ai bambini e che possono anche aumentare il drop off dallo sport in piu' tarda eta' (16-17 anni)...nello sviluppare lo sport uno deve prendere in considerazione le diverse eta' dei ragazzi e sviluppare passo dopo passo progressivamente le cose...non e' solo nel rugby in tutti gli sport che puoi applicare questo concetto...io il sistema australiano copiato dall'europa dell'est in cui a 7-8 anni vanno nelle scuole misurano fisicamente i bambini, fanno prove di velocita' coordinamento ecc e poi li indirizzano verso gli sport cui sono piu' idonei con allenamenti abbastanza intensivi fin dai piu' piccoli lo trovo orribile...un bambino e' un bambino deve praticare sport come esercizio fisico per la sua salute per prima cosa e come divertimento, in fase piu' avanzata deve subentrare il perfezionamento...e ripeto non e' un'idea mia ma di studiosi dello sport.
x Stefo
Giusto per curiosita', ma a che eta' i bambini in Italia iniziano a giocare al calcio? E se iniziano presto, lo fanno come puro divertimento... oppure sono un po' "forzati" ad allenarsi fin da subito per diventare campioni del calcio?
Lo stesso, per il rugby invece, avviene in Australandia: invece che giocare a calcio, i bambini giocano fin da subito a Rugby.
E' solo una questione di cultura di sport diversa... per esempio in Australandia i bambini che si avvicinano al calcio lo fanno a tarda eta' (14anni) e per questo queste Nazioni del Pacifico non saranno mai tra le prime al mondo nel calcio.
atnz: non ho detto di iniziare a insegnare a 14 anni...ma studi scientifici sull'insegnamento dello sport parlano chiaramente che un bambino di 6 anni non puoi metterti a insgenarli cose troppe complicate, lo sport deve rimanere un dovertimento a quell'eta' gli puoi insegnare i fondamentali e baste ma non tattica o tecnica questa entra in una fase successiva solitamente che coincide con la puberta' cioe' i 13-14 anni.
A 6 anni i bambini che tramite il Tag a scuola o altro si avvicinano ad un club sono i benvenuti ma li devi trattare da bambini come sono...quindi sviluppare i fondamentali ma tenere tutto a livello di gioco ed esercizio fisico non ancora di sport
Ho studiato il sistema di selezione e sviluppo nello sport (qualsiasi non solo rugby) in Australia ed e' troppo estremo (basato su molti sistemi di selezione e sciluppo usati dalla germania est e russia pre caduta del muro per intenderci) e spero che un atteggiamento del genere non prenda mai piede in Italia...un bambino a 6 anni e' un bambino non gli sid eve chiedere troppo, il vero sviluppo di un'atleta dal punto di vista sportivo deve iniziare dopo.
@Gil: sui passaporti ne ho viste di ben peggio e non solo in Italia, pensa ai cambi di nazioanlita' in atletica di atleti africani che si mettono a correre per Qatar o altri paesi mediorientali...
@Stefo se parliamo degli equiparati si se parliamo della consegna di passaporti facili direi che frugo nella memoria ma faccio fatica a trovare tanti casi come quello di Gower ( che stimo come giocatore ed ha pure una faccia simpatica)
forse giusto la nonna di Parks ma almeno lui giocava già a Glasgow. Le regole sono chiare: giocano cittadini,oriundi ed equiparati. su questi ultimi niente da dire ma su come vengono concessi certi passaporti.......vorrei vedere se qualche immigrante di ritorno avrebbe lo stesso trattamento.... e lo dico per esperienza personale e diretta
x Gil
Ancora pienamente d'accordo... quelli sono investimenti fatti bene!
Cmq io ricordo sempre quello che disse Kirwan nel suo libro.. in merito ai giovani e problemi con la FIR. Tutti problemi "vecchi" che il tecnico neozelandese noto' subito al suo arrivo a Treviso (e non alla guida della nazionale), che furono proposti alla FIR con la soluzione. La FIR disse che costava troppo allora investire sulle scuole... e quindi licenzio' sia Kirwan che il suo progetto :)) :))
x Stefo
Sono pienamente d'accordo col tuo ultimo commento sul svilluppo del rugby, ovvero partire dalle scuole.
Solo una precisazione, non sono d'accordo con te per iniziare a insegnare il rugby a 14 anni. Ho detto e confermo che secondo me il rugby va insegnato gia dai 6 anni, come avviene in Australia e Nuova Zelanda.
Se si guardano le squadre delle Isole del Pacifico, si nota che MOLTI hanno imparato il rugby nelle scuole molto piu' preparate a questo sport di Australia e Nuova Zelanda... quindi a voler essere "cattivi" si potrebbe dire che sono loro a sfruttare le risorse delle Nazioni con forti scuole di Rugby.
@ Gil
l'Italia usa le stesse leggi a disposizione di tutti idnicate dalla IRB...le usano di piu' di altri perche' mancano talenti che siano di livello internazionale ma sono le regole IRB chiare e tondo a disposizione di tutti.
negli Usa hanno fatto un lavoro eccellente col tag ed è sicuramente una via da seguire. sostengo invece che la fir se ha soldi da spendere invece di usarli x ... lasciamo perdere. potrebbe impegnarsi in un lavoro di fiancheggiamento di alcuni club (niente nomi)a d esempio prendendo e pagando il giusto qualche coach di alcune scuole di successo (solo in NZ c'è l'imbarazzo della scelta,) per utilizzarlo come supporto all'organizzazione e addestramento. quelli sono soldi spesi bene a mio avviso
si parla di cruden perchè è un talento ed una promessa ed in prospettiva un campione.
per farlo giocare deve qualificarsi come equiparato o ottenere il passaporto e le regole per rilasciarlo le vorrei uguali per tutti (i comuni mortali senza sponsor) e quindi un pò più stringenti di quelle che sono state usate per alcuni atleti, metodi in cui il nostro paese ancora una volta si distingue. Questione di punti di vista
@tnz
crescere i giovani di 6 anni...il problema e' che non ci sono i allenatori preparati, e in generale il bambino a 6 anni in Italia si orienter'a sempre verso il calcio...e' il rpimo sport nazionale c'e' poca da fare su questo...sarebbe come se in nuova zelanda provassero a sviluppare una politica sui bambini verso il calcio invece che il rugby e' dura se non impossibile.
Portare il rugby a scuola, il rugby a XV e' impossibile in Italia, con le responsabilita' e le assicurazioni nessun preside sano di mente o nessun insegnante di educazione fisica sano di mente lo farebbe, troppo rischioso se il bambino si fa male la responsabilita' ricade su insegnante, preside e scuola per questo io in un post avevo proposto partiamo dal Tag nelle scuole, si avvicinano i bambini allo sport, gli si isnegnano certi fondamentali comunque e magari qualcuno dei bambini va verso il rugby invece che il calcio. Lavoriamo poi sul livello dei tecnici, almeno quelli che vanno in accademia a insegnare ai prospetti facciamo in modo che vadano questi allenatori all'estero per qualche periodo di studio ad imparare i metodi di allenamento da chi li conosce meglio perche' ha piu' esperienza, poi questi inviati all'estero tengano dei corsi per allenatori in Italia ed insegnino a questi come allenare dei ragazzi dai 14 anni in su...
Sul blog tnz che sia in NZ o in Italia un blog e' un blog e vale zero...
:-D
@Gil: finché non ha presenze seniores sì
@tnz38: eh già, bravo! fallo diventare un fenomeno e poi col cavolo che lo convinci a giocare per l'italia! bisogna fargli conoscere una bella sventolona così gli obnubilamo la mente con gli ormoni e lo naturalizziamo!
Cavolo... a parte che sono gia' un fans di Aaron Cruden poiche' tifo Hurricanes! Ma questo ragazzino ancora non e' nemmeno esploso nel Super14 (prima stagione ed ancora nemmeno avesse debuttato per fare la differenza) e gia' lo considerate un GRANDE?
Dategli tempo di crescere ehheeh
Cmq non e' fisciamente eccezionale, non e' troppo alto, non e' troppo possente fisicamente (gli e' stato suggerito di ingrossare alla svelta se vuole rimanere nel Super14, il ragazzino e' troppo magro), ha solo alcune doti di visione del gioco e velocita' che ha imparato dai tempi in cui giocava a rugby a scuola a 6 anni.
Quindi, invece di "rubare" certi giocatori, non sarebbe meglio investire a QUELL'ETA (6 ANNI) con allenatori competenti che sappiano come si allenano bambini e poi ragazzini di rugby?
x Stefo & Gil.
Ringrazio Gil per aver confermato la mia "ricerca", qui in Nuova Zelanda si conoscono quei giocatori e quindi nei blogs non occorre specificare dove sono cresciuti, poiche' si sa che sono cresciuti nei clubs cittadini e si sa in che squadre di NPC giocano.
Purtroppo noto che "certa stampa e certi giornalisti che conoscono la realta' (o che dovrebbero) escono sempre con ste storie di furti di giocatori da parte di Australia e Nuova Zelanda, mentre in realta' abbiamo dimostrato che queste Nazioni ESPORTANO giovani e menogiovani talenti in nazioni che "rubano" giocatori cresciuti rugbysticamente altrove.
giusto per capire se scoprimo un antenato anche a cruden quindi lo lo prendiamo???
to reda
pare di sì
@stefo ma no figurati, campo lo sono anche andato a vedere... bei tempi... il riferimento era ingaggiati col trucco nell'epoca del dilettantismo... al'italiana insomma.
ribadisco a costo di sembrare pedante il problema non è convocare i migliori convocabili, è secondo me naturalmente, non rendere convocabile gente che col rugby e con la nazionalità italiana non c'entra niente. e ancora una valta NM fa bene ma fa male chi glielo permette
@ Gil...scusa ma forse hai frainteso e non ricordi Kirwan e Campese non hanno mai giocato in nazionale italiana ma giocavano in Italia...li ho tirati fuori riguardo all'uso degli stranieri da parte dei clubs....se gli stranieri sono di qualita' ben vengano, gli stranieri di qualita' aiutano a migliorare il movimento.
Reda concordo appieno: in Nazionale vanno i migliori convocabili possibili e' quello che dico da tempo senza che si guardi al passaporto o tantomeno alla formazione che e' ancora peggio come idea per il discorso della mobilita' delle persone come gia' spiegato.
NM secondo me fa bene a cercare in caso giocatori equiparabili se questi possono far fare il salto di qualita' alla nazionale, questo e' il suo lavoro: raggiungere i massimi risultati possibili con la nazionale...non e' suo compito sviluppare i giovani talenti italiani questo spetta ai Clubs ed alle accademie in caso non a Mallet...se Bocchino e' panchinaro nel Benetton nel S10 come si puo' minimamente pensare che NM possa mettere lui in campo invece che Gower che gioca titolare nel T14 francese? Mi sembra logica e razionale la scelta di NM...
PS: nessuno ha una sorella da far sposare ad aaron cruden?
@andrea: la formazione è ufficiale?
riguardo a trinh duc, purtroppo non è convocabile, avendo già giocato con la francia, ma se potessi lo convocherei subito!!!
Italia: 15 McLean, 14 Masi, 13 Canale, 12 Garcia, 11 Mirco Bergamasco, 10 Gower, 9 Canavosio, 8 Zanni, 7 Mauro Bergamasco, 6 Derbyshire, 5 Del Fava, 4 Geldenhuys, 3 Castrogiovanni, 2 Ghiraldini, 1 Perugini.
SFUGGITO A MALLET
Trinh-Duc's grandfather, Trịnh Đức Nhien, migrated to France during the First Indochina War and settled near Agen in Lot-et-Garonne. Nhien later married an Italian woman, from whom Trinh-Duc's father, Philippe was born.[6][fn 1]
@reda. mi sembrava infatti che il problema fosse se rendere convocabile (per via di passaporto acquisito) anche chi con il movimento italiano non c'entra nulla. Io di certo non do colpe a NM che come ricordato sopra ha fatto esordire giovani che faticano ad avere minuti nel nostro campionato. Siamo d'accordo tutti(o quasi) sul fatto che se cerca i migliori convocabili non è colpa sua ma di chi lo consente.
ragazzi, cerchiamo di capirci: in nazionale devono giocare i migliori giocatori convocabili. se in nazionale giocano giocatori formatisi all'estero, il problema (e la colpa) non è né della nazionale né dell'allenatore della nazionale, ma del movimento e di chi lo governa, che non è in grado di formare giocatori migliori!
@peppe: che bello trovare qualcuno che ha un minimo di memoria! in questo momento mi sento meno solo ;-)
non sono contrario all'uso degli stranieri, anzi. perà Campese e Kirwan sono la dimostrazione che facevamo le cose all'italiana anche 20 anni fa, sempre i più furbi..
legittimo ma non etico, così come è legittimo costruire una squadra di club in deficit ( investimenti per grandi campioni etc.) e sperando di recuperare poi, ed è legittimo ma non etico fare shopping di passaporti x la nazionale perchè non si riesce a tenere il passo con quello che abbiamo prodotto.
magari non quelli di cui ho sentito favoleggiare qui ma qualche milione deve essere finito in fir in 10 6N + 300k e oltre presenze negli ultimi 6 TM casalinghi. come li hanno spesi?
per i tecnici siamo nel campo delle opinioni ma ritengo che tecnici capaci CHE ABBIANO CONSOLIDATA ESPERIENZA E RISULTATI a livello di under 16 e 18 possano essere un esperimento da tentare e visto poco in giro.
mallett non può formare giocatori può solo selezionarli ma se nessuno gli fissa le regole è solo doping
D'accordo con Gil
aggiungerei pure che il Tecnico della nostra nazionale non può, per evidenti ragioni, pretendere dei giocatori già formati. Non siamo strutturati per darli formati...
@ gil...in realta' ci sono diverse teorie c'e' chi pensa che i miglioramenti avvengano dalla base c'e' chi pensa che un nazionale o un elite di atleti che vince faccia crescere il movimento...sono due ideologie dello sviluppo dello sport opposte, entrambe hanno i loro punti validi e i loro punti deboli ma non e' provato che una sia giusta e l'altra sbagliata.
Detto questo vengo ai tuoi punti:
-le accademie sono abbastanza recenti come creazione non penso ci si possa aspettare che nel giro di 3-4 anni diano gia' frutti di alta qualita', non conosco la qualita' dei tecnici che le guidano ma invece che ricorrere per forza a tecnici stranieri e strapagarli (il mio problema non sarebbe la nazionalita' ma che chiederebbero molti soldi) penso si potrebbe investire in maniera piu' intelligente inviando giovani tecnici italiani all'estero a fare dei periodi di stage per imparare e poi creare uncorso serio per i nostri tecnici...per uqeste cose si potrebbe tranquillamente chiedere un aiuto nel coordinamento alla IRB sarebbero piu' che contenti difarlo.
-sulla promozione ti appoggio al 100%, il rugby deve entrare nelle scuole o da qualche parte, il calcio puo' ringraziare molto le parrocchie in giro per l'Italia con tutti i campetti di calcetto dove i ragazzini passano motlo tempo, da qualche parte il rugby deve iniziare a entrare, e le scuole potrebbe essere un posto, non serve sia subito rugby a 15 che potrebbe venir visto come pericoloso da insegnanti e genitori ma basterebbe andarci con il Tag tanto per iniziare coi piu' piccoli.
-cura dei vivai, anche giustissima, giocatori che arrivano all'accademia da un vivaio dovrebbe portare qualcosa al club.
-uso degli stranieri: se sono di qualita' non ci trovo nulla di male, anzi gli stranieri di qualita' ci aiuterebbero i Campese, Kirwan all'epoca hanno non poco aiutato lo sviluppo e la crescita del nostro rugby...a questo si aggiunge che a livello europeo puoi fare ben poco, non puoi discriminare sulla nazionalita', non c'e' una vera maniera per aggirare il problema e il calcio infatti non l'ha risolto come non l'ha risolto il basket.
Stefo sono daccordo con te che il criterio di nazionalità sia superato nelnell'europad'oggi e tuo figlio avendo sicuramente la doppia nazionalità può sciegliere che gli pare.
anche il problema della formazione potrebbe essere trascurabile ma su una cosa io resto fermo: la nazionale è espressione di un movimento e la si migliora quindi dalla base e non dall'apice. secondo me naturalmente.
Quindi. una fir decente cosa fa:....
-chiama 5 mallett a dirigere le accademie, ammesso che servano ( le accademie non i tecnici bravi che sono utili soprattutto x i ragazzi tra i 15 e i 18 anni)
- promoziona il gioco facendo accordi con governo e scuole (quello serve sicuro)
-incentiva la cura dei vivai (gettone al club per ogni atleta schierato in nazionale? la maniera si trova)
-disincentiva l'uso di stranieri (c'era arrivato anche il calcio in crisi un pò di anni fa) pur nel rispetto della libera circolazione dei lavoratori comunitari
poi se si scivola anche noi su unMtawarira ogni tanto non c'è niente di male
insomma fa politica nel senso buono del termine e non solo nel senso deteriore che ci piace tanto qui in Italia
Ok Gil almeno dai una fonte che e' piu' attendibile di un blog che vale quanto il 2 di coppe.
Allora pero' mi sorge una domanda...cosa conta di piu' la nazionalita' di una persona o la formazione? Perche' chiariamo una cosa, viviamo in EUROPA dove c'e' la libera circolazione per le persone, io vivo da anni in Irlanda ed ho un figlio dalla mia compagna irlandese, il bambino e' a tutti gli effetti Italiano in quanto io sono italiano, se vivessimo tutta la vita qua e lui si formasse nell'Accademia Leinster e decidesse di suo che preferirebbe giocare per la nazionale italiana allora dovrebbe venir bloccato perche' si e' formato qua invece che in Italia? Al contrario un ragazzino figlio di inglesi che per motivo di lavoro vivono in Italia da quando lui e' nato o bambino e viene formnato in Italia non puo' optare per la sua nazionale d'origine? Per me scusate ma mi pare una vaccata grande come una casa quella della formazione soprattutto per il tipo di societa' in cui ormai viviamo!
su allblacks.com ci sono le biografie di tutti gli all blacks ho controllato i primi tre ( So'oialo, Rokocoko e Sivivatu)che a mente ricordavo nati all'estero e hanno tutti studiato in NZ, uno è addirittura partito dall'under 16.
I campioni dell'oriundaggio, equiparazione e scorciatoie varie per nascondere la carenza di programmazione siamo noi. e ribadisco niente contro il coach, il problema è a monte
@fabel, ma questo NM che ha fatto esordire Marcato, Quartaroli, Bocchino, Rubini, Sepe, Derbyshire, Sbaraglini che ha scommesso su Zanni ed ha fatto Ghiraldini capitano, che ha scommesso su Picone, Tebaldi, Toniolatti, che preferisce tebaldi a canavosio, e Bocchino ad orquera, e che li fa giocare anche se non giocano nelle squadre di club o giocano nell'ultima in classifica nel campionato italiano.
Ma che vuoi fa, si chiama dissociazione cognitiva, uno ignora i mille fatti che contravvengono la propria teoria, e si usa il 'se ricordo bene' per avvalorarla.
Se ricordo bene, come primo atto Mallett aveva chiesto a Dondi di far venire in Italia e naturalizzare alcuni giovani atleti sudafricani, facendo capire chiaramente il suo pensiero sui promettenti giocatori italiani. Allora Dondi lo ha dissuaso, ma il nostro Nick continua comunque a cercare all'estero chiunque abbia qualche briciola di DNA italiano.
@tnz38 scusa sai ma il link che hai dato non e' un articolo ma un blog di un certo Micheal...casualmente Neozelandese...non discuto siano vere o false le informazioni perche' in quanto blog di una persona come fonte vale niente, nulla, zero assoluto...posso prendere aprirmi il mio blog e scrivere che tutti quei giocatori si son formati nei loro paesi di origine e non in NZ e avrebbe lo stesso valore...le informazioni contenute possono essere inventate di sana pianta, non da alcuna fonte credibile per le sue informazioni, non nomina neanche le squadre in Nuova Zelanda dove tali giocatori si sarebbero formati in gioventu' figurati quanto e' informato questo Micheal...quindi essendo basato sul nulla il tuo discorso non vale, resta che gli AB schierano giocatori non Neozelandesi la cui formazione non conosciamo dove sia avvenuta ma nessuno in Nuova Zelanda urla allo scandalo!
non credo sia il caso di generalizzare su oriundi equiparati ed affini. TUTTE le nazionali schierano giocatori di nazionalità diversa da quella di cui difendono i colori ma nel caso di NZ, e (per certi versi Australia, Inghilterra e Francia), i giocatori sono cresciuti rugbisticamente in quel paese.McLean e soci, arrivati in Italia giovanissimi e di fatto cresciuti anche se non formati (le basi e quindi il talento si imparano/scoprono/formano fino a 17/18, poi si affinano, secondo me) sono un conto, gli oriundi con passaporto spericolato sono un'altro.
allora come si dice qui sopra, preferisco vincere con una formazione tipo la A di Guidi che cooptare stranieri che forse, se il gettone di presenza non incidesse pesantemente sui loro introiti, non verrebbero.
Un club si può costruire anche in deficit ma una nazionale non ha senso fatta con lo shopping, preferenza personale comunque.
premesso questo, evidenziare le lacune della nostra scuola rugbistica, che nasce dalla capacità della fir di fare scelte politiche sulle regole e di farle rispettare, è come sparare sula croce rossa.
Nick Viadana da dieci anni gioca un campionato italiano senza italiani ma è stato Dondi a permettere questo togliendo e plasmando le regole dei tesseramenti a suo piacere e per compiacere. Dopo i club con vivai gli sono andati dietro sventuratamente ma le regole del tesseramento erano già spudoratamente truccate.
x Fabio13H
Sono cavolate le storie che Australia e Nuova Zelanda pescano talenti nelle Isole del Pacifico: e' realta' invece che queste Nazionali con le MIGLIORI scuole di rugby al mondo esportano i talenti nel resto del mondo.
http://www.ellisnz.com/2009/02/stop-poaching-pacific-island-players.html
In questo articolo ad esempio vedi che la Nuova Zelanda NON ha nessun giocatore rubato da un club di rugby estero, delle Isole del Pacifico o altro...
... e' altresi' realta come dimostrano i FATTI dell'articolo che ti ho postato, che Samoa ha oltre meta' squadra Nazionale formata con giocatori cresciuti in clubs della Nuova Zelanda.
Quello che molti si confondono forse e' altro: in Nuova Zelanda e Australia emigrano bambini di pochi anni provenienti dalle isole del Pacifico, ed in Nuova Zelanda e Australia vengono inseriti nelle scuole e negli sports (rugby esempio)... ma ora per favore non dite che le federazioni RUBANO talenti. La realta' e' che i talenti se li CREANO.
FIR? Potrebbero accogliere 100 bambini delle Isole del Pacifico... questo sarebbe molto altruista: poi pero' siete sicuri che la FIR sara' in grado di trasformare questi 100 bambini in talenti di Rugby attraverso le PROPRIE scuole o clubs di Rugby?
Per poi non parlare di Europa e Giappone, che REALMENTE rubano talenti gia' cresciuti ed allenati nelle scuole di Australia e Nuova Zelanda. Occorre fare nomi??
Io non mi farei troppe illusioni nel cercare talenti dal cognome italiano in Australia o in altri paesi rugbysticamente evoluti; se ce ne fossero di buoni verrebbero precettati (giustamente) da subito dalle rispettive legittime nazionali e, quindi, a noi rimarrebbero solo i loro scarti. Pertanto, direi che tempo e risorse sono da dedicare e investire in casa nostra.
NON E' FORSE LA FEDERAZIONE CHE DEVE PRODURRE BRAVI ALLENATORI ITALIANI,MI SEMBRA ANCHE DI AVER SENTITO DI UN SUPERCORSO CHE HA PRODOTTO MOLTI ALLENATORI PER L'ALTO LIVELLO.....DOVE SONO FINITI ?? SI PUO' ANCHE DIRE CHE ,FORSE I NOSTRI GIOVANI HANNO MENO "VOGLIA" DI MIGLIORARE NEL RUGBY....CHE ALTRI COLLEGHI DI ALTRI PAESI EVOLUTI RUGBYSTICAMENTE.SI POTREBBE STARE A PARLARE PER 4 GIORNI ,SU SISTEMI DIDATTICI ,SULLE CAPACITA' COORDINATIVE SULLE ORE DEDICATE ALLO SPORT NELLA SCUOLA ,DI PAESI QUALI INGHILTERRA-AUSTRALIA-NUOVA ZELANDA .....MI SEMBRA PERO', DA UNO CHE SEGUE E NON SEGUE I SETTORI GIOVANILI,CHE MOLTE SOCIETA' ,ANCHE DI TOP 10 NON ABBIANO PROGETTI SERI SUI VIVAI !! MI SEMBRA SIA STATO IL VIADANA (10 ANNI FA!!)AD ESPORTARE IL "PROGETTO" COMPRI UNO STRANIERO GIA' FORMATO RUGBYSTICAMENTE E SPENDI MENO .....POI MOLTI HANNO SEGUITO QUELLA STRADA ...!! ADDIO SETTORI GIOVANILI CON RIPERCUSSIONE SULLA NAZIONALE ALLORA VIA ALLA NATURALIZZAZIONE ....DI ARGENTINI-NEOZELANDESI E OGGI SUDAFRICANI VISTO IL NOSTRO COMMISSARIO TECNICO !!!
Sento spesso parlare di Australia e Nuova Zelanda che pescano nelle isole del pacifico. Si potrebbe fare degli investimenti in quel senso, l'Australia è piena di emigrati italiani e loro discendenti, e poi anche noi mandare dei talent scout proprio nelle isole minori a cercare dei giovanissimi dotati a livelli assoluti e fargli delle buone offerte economiche per giocare in Italia, dopo tre anni potremmo trovarci un'ottima nazionale molto migliore di quella attuale e forse finalamente in grado di competere con le migliori. Certo occorrerebbero degli ottimi allenatori in grado di coltivare il talento di quei giovani, ma anche in questo, con opportune offerte, si dovrebbe riuscire a trovare le persone opportune e poi, tra qualche anno, la prima generazione di italiani che ah avuto esperienze all'estero ad alto livello, quella dei Bergamasco e company, si dedicherà forse ad allenare e si spera con risultati migliori di quelli che ha avuto finora Troncon. Ma anche li, sarà necessario saperli trattenere qua, altrimenti andranno ad allenare altrove. Insomma, se si vuol puntare ai progressi con giocatori di formazione in diverse nazioni, perchè non cercare di farlo bene, con una buona programmazione e investendo in questo senso ?
Si Michele e Gabriele, sceglierli e trovarli giusti però, gli unici validi che abbiamo trovati sono stati Gower, Castro, Parisse, e, forse Geldenhuys e McLean. Bisognerebbe trovarne almeno altri 5-6 che valgano quantomeno il livello dei primi tre che ho nominato. Altrimenti si va alla coppa del mondo si vincono due partite e se ne perdono altre due (cosa che, tutto sommato potrebbe fare anche una A tutta di formazione italiana, vedi la vittoria della A con la Georgia), e, nel 6 nazioni, ogni tanto si vince con Scozia e Galles, quando non sono troppo ben messi (magari sabato ci si può riuscire, mentre probabilmente non ci riuscirebbe la A) ma niente più. Per far di più bisogna saperne trovare di migliori.
Non si puo' paragonare cosa fa un Bocchino o un Tebaldi con quello che fanno i giocatori di paesi molto piu' evoluti rugbysticamente.
Il problema vero e' che la gavetta che i giovanissimi all'estero fanno e' ben piu' intensa e competitiva della gavetta che uno fa in Italia per entrare nell'accademia del Leinster o del Munster uno qua in Irlanda deve essere veramente molto molto forte ed essere pronto a scarificare molto per il rugby non ci arriva per caso e una volta che ci entra deve lavorare sodo e molto prima di avere chances di andare anche solo ad allenarsi con la prima squadra. I Bocchino, Tebaldi e soci a 18-19 anni non sono pronti per competere a livello internazionale poco da dire.
Inoltre Prydie e' abbastanza un caso estremo: giocatore piu' giovane a giocare in HC e giocatore piu' giovane a debuttare per il Galles...18-19 anni pochi giocatori arrivano alla nazionale maggiore e spesso sono i veri e propri fenomeni al di fuori del normale!Sexton da motli usato in altri thread come esempio in nazionale maggiore ha debuttato a 23 anni...eta' in cui grazie anche a vari infortuni ha avuto spazio in prima squadra nel Leinster...
Ultima cosa: ma pensate che se il Galles sabato perdesse contro l'Italia nessuno punterebbe il dito contro Gatland per aver schierato un diciottenne inesperto invece che qualcunaltro?
intanto il ragazzino è visto come uno degli enfant prodige del rugby gallese... spero proprio faccia bene (ma non troppo bene XD)
In un paese gerontocratico come il nostro il rugby è solo una delle vittime: la stessa situazione la si trova in tutti gli altri sport, ma anche nelle aziende sia pubbliche che private, nella politica...
se il limite è di 18 anni, come leggo, vorrei avere8/15 di 18enni.
qualcuno mi dirà che li bruciamo!!! vorrei ricordare atutti che ragazzi della mia generazione andavano a guadagnarsi la biga a 15.
Per favore non generalizziamo scrivendo che da noi i club non fanno giocare i giovani. Ricordo che la Capitolina ha SEMPRE schierato i giovani: Sepe, Bocchino, Toniolatti (mm titolare fin dal 2006). La Rugby Roma quest'anno ha puntato su GIOVANI e ITALIANI: Vannini, Toniolatti, Buso, eccetera, che giocano da titolari. Stesso discorso per la Lazio che l'anno prossimo farò il suo debutto nel nuovo campionato a 12 squadre. Cito le squadre romane perchè sono quelle che conosco meglio, ma la stessa cosa so per certo che accade anche a Prato e immagino a L'Aquila, Parma, Padova, Rovigo. Se poi vogliamo parlare delle solite Treviso e Viadana che fanno marcire i giovani in panchina, a favore di mediocri stranieri (basta vedere i risultati ottenuti a livello internazionale) è un altro paio di maniche. Per quanto riguarda il discorso dei tecnici stranieri di Michele, lo quoto al 100%. D'accordissimo con lui.
Secondo me c'è un errore gravissimo di base, di cui nessuno parla. All'estero la parola "giovane" vuol dire 18 anni e a quell'età gia esordiscono in maggiore. Noi per giovane intendiamo un ragazzo che ha più o meno 25 anni; età in cui un gocatore dovrebbe essere già formato. Di certo se non ha imparato i fondamentali a quella età è inutile farlo aspettare e creare false aspettative. Vi ricordate la "promessa" Marcato, che io preferisco di gran lunga a McLean ?
Per la cronaca: Toniolatti classe 1984 = 26 anni - Sepe classe 1986 = 24 anni - Rubini classe 1987 = 23 anni - Bacchetti classe 1988 = 22 anni... se per voi questi sono giovani. come dobbiamo considerare Prydie o Halfpenny ?
All'estero a 18 anni vanno in maggiore; da noi se non hanno superato una certa età, non se ne parla. Il problema è che quando ci accorgiamo che in fondo non è così bravo come si credeva, ormai è troppo tardi. Per forza se non lo si fa giocare ad alto livello già da giovane (nel vero senso della parola) come fa a crescere e a fare esperienza?
Io so per certo che in Serie C per giocare in prima squadra (in serie C, appunto) bisogna aver compiuto i 18 anni.
Domanda regolamentare: ma nei nostri campionati seniorese si possono fare giocare ragazzi che non hanno ancora compiuto 18 anni ?
Ricordo che una volta era possibile, vedi Masi ad es. che ha esordito con L'Aquila a 17 anni, ma adesso ?
E nei campionati esteri tipo Guinness, S14 ecc. ?
e possibilmente non avere lo stesso procuratore del coach!!!!!
Bravo Michele, 1°) non è compito di Mallett far crescere i giovani, lui deve solo ottenere risultati al più possibile accettabile con la Nazionale. 2°) si spera che questi giovani siano inseriti nelle franchigie, questo è quello che deve essere fatto, in questa maniera arriveranno in nazionale con già l'alto livello alle spalle. 3°) Ma volere bene aquesta nazionale ed a tutto il rugby itlaiano, senza sputarci sopra ma capendo che non siamo in niente a livello delle altre squadre del 6N, ma dobbiamo arrivarci piano piano come d'altronde loro hanno fatto, circa da 80 anni a questa parte.?
Suvvia, ragazzi, qui stiamo scherzando a sentire certi commenti! I nostri giovani "virgulti" non si osa metterli titolari nel nostro campionato e nemmeno in Coppa Italia, mentre all'estero li fanno giocare con continuità in Magners, Top 14 e Guiness ! Cosa vogliamo che MALLET li mandi al massacro al 6 Nazioni ? Ci rendiamo conto che qui in Italia tecnica, allenamenti, preparazione fisica e mentale sono anni luce lontani da quello che fanno altrove ? Cominciamo a importare bravi tecnici stranieri di questi paesi a insegnarci i fondamentali e poi si vedrà. Intanto mandiamo giù l'amaro boccone e digeriamo il fatto che per avere i finanziamenti per tale operazione dobbiamo investire in una Nazionale forte e vincente, altrimenti i soldi non arriveranno e siano benvenuti i vari Gower, Geldenhuyis, McLean e via dicendo.
Da noi i giovani vengono convocati in Nazionale, provati in allenamento e se va bene in partita per 10 minuti e successivamente messi da parte (Toniolatti, Rubini, Bacchetti, Benvenuti, Venditti, Sepe, etc). Come si pretende che possano crescere ?? Mallett ha la filosofia spicciola del risultato subito a tutti i costi a prescindere dalla prospettiva futura.
Peggio!!! noi consideriamo troppo giovani derbyshire o petillo o bocchino....
loro a 18 anni li provano in nazionale maggiore!
Beati loro che hanno i giovani giusti da lanciare, noi chi abbiamo ? Quei due ragazzini viziati di Benvenuti e Venditti che pensavano di essere campioni perchè invitati un paio di volte ad allenarsi con la prima squadra?????
Mah, speriamo almeno che il nostro Nick prenda lo spunto per far debuttare dall'inizio almeno Derbshire.
Sport&Storia - Quando gli anni di piombo giocavano a rugby
Rugby&Salute - L'ex Springbok van der Westhuizen colpito dalla Sla
Affari italiani - Ecco Jacques Brunel, il futuro coach dell'Italrugby (Dondi dix…
Vignetta - I rugbisti e quelli che scopano male
Affari italiani - Sulla stampa inglese Dondi minaccia: "Potrebbero cambiare le f…
alle 09:47
Stefo
@ gil
per fortuna qualcuno che capisce quello che volevo scrivere...non e' questione del rugby e' basta e' in qualsiasi sport che questo dovrebbe essere l'atteggiamento, introduzione e sviluppo delle capacita' in uno sport passo dopo passo in base all'eta' dei bambini-ragazzi, meno ossessione per lo sport d'elite ed i risultati maggiore attenzione a quello che lo sport in generale dovrebbe essere cioe' esercizio fisico per motivi di salute almeno inizialemtne, poi per quelli piu; talentuosi e che vogliono raggiungere obiettivi piu' alti ed essere professionisti allenamento intensivo, ma questo deve subentrare solo in una fase piu' avanzata, sui 14 anni....allenare i bambini fin dai 6-7 anni come se dovessero essere professionisti e' sbagliato da un punto di fista fisiologico ma per me anche moralmente ed eticamente.