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Inchiesta Montecity: Colorno nei guai per evasione fiscale

Giovedì 11 Marzo 2010, 16:00 in Campionati italiani, Sport & Società di
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E’ finito nella rete degli inquirenti anche il Colorno, formazione di Serie A1 e "socio" della franchigia degli Aironi appena ammessa in Celtic League, nell’indagine sull’evasione fiscale che ha preso il via da quella più famosa di Montecity. Il caso, scoppiato a Milano alcuni mesi fa, si è allargato a macchia d’olio e le indagini hanno fatto aprire un secondo filone riguardante un giro d’evasione fiscale di 100 milioni di euro. Dopo politici, imprenditori e commercialisti adesso l’indagine, a quanto scrive Il Sole 24 Ore, tocca anche un importante ciclista, Alessandro Petacchi, e, appunto, la squadra emiliana.

“È una platea vasta e differenziata quella dei beneficiari del giro di evasione fiscale internazionale per oltre 100 milioni di euro scoperto dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza milanese, in uno stralcio dell'inchiesta sulla bonifica dell'area Montecity-Santa Giulia e sull'imprenditore Giuseppe Grossi (estraneo a questa tornata): in totale 80 indagati con accuse che spaziano dalla frode fiscale all'utilizzo di false fatture per abbattere gli imponibili, fino a ipotesi di riciclaggio” scrive stamani Alessandro Galimberti sul quotidiano economico.
Che continua spiegando uno dei metodi usati per evadere le tasse “Dietro l'offerta di servizi di «International tax planning e di ottimizzazioni fiscali attraverso regimi migliorativi», proposti dalla fiduciaria ticinese, si nascondevano meccanismi, in parte anche originali, per far espatriare capitali con una parvenza lecita”.
Sempre Il Sole 24 Ore, ma questa volta la collega e amica Flavia Carletti, spiega esattamente di cosa si tratta. "Al centro degli accertamenti della procura di Milano, in particolare, ha spiegato la Guardia di Finanza, c'e' una societa' fiduciaria svizzera che offriva alla clientela la possibilita' di avvalersi di fatture fittizie emesse da societa' create ad hoc, con sede in diversi Stati esteri (Austria, Regno Unito, Olanda e alcuni paradisi fiscali). Venivano cosi' documentati servizi di consulenze o di altro tipo (talvolta assai articolati per celare meglio le operazioni fittizie) in realta' mai forniti o comunque di valore effettivo di inferiore all'importo fatturato. Grazie ai documenti falsi, gli imprenditori riuscivano a veicolare all'estero ingenti flussi finanziari, ottenendo un duplice beneficio: risparmiare sulle imposte dall'altro e avere somme di denaro su conti esteri cifrati in Paesi in cui era garantita una rigida osservanza del segreto bancario".
E proprio questo sarebbe, almeno stando alle fonti investigative, l’accusa rivolta al Rugby Colorno, come Galimberti descrive al termine del suo articolo “E sempre nell'ambito sportivo si muovono gli accertamenti sulla squadra di rugby di serie A, il Colorno, che potrebbe aver approfittato del tax planning svizzero”.

9
9 commenti
9
20 Apr 2010
alle 08:48

ho la nausea

nella società dove presto volontariato in serie b,lo sponsor mette 10 e ne lascia 3,5..fan firmare dichiarazioni giurate agli universitari di aver ricevuto rimborsi spese inesistenti..uno schifo che speravo non ci toccasse mai.io mollo dopo 31 anni di rugby

8
12 Mar 2010
alle 08:39

ranghibus

in effetti i giornalisti dovrebbero ricominciare a pensare alle parole che usano. Il Colorno non è nei guai, perché non c'è nemmeno una richiesta di rinvio a giudizio, ma è sicuramente coinvolto dalle indagini. Questo è quello che si sa di certo.

I condizionali non servono a nulla, sono una foglia di fico per chi non ha letto le carte (e non salvano dalla diffamazione, di certo): perciò meglio evitarli. Se l'ipotesi sulla base della quale la GdF si muove è che il Colorno abbia approfittato del tax planning, lo si dice, perché è così, non "sarebbe"; se non si ha certezza, perché non si ha una carta in mano che parla per noi, si dice quello che si sa (ci sono state perquisizioni e sequestro di carte) e punto.

In teoria non è difficile, basta (!) usare bene le fonti. In pratica ci vuole tanto mestiere (=pratica+deontologia+riflessione)

Tutta questa tirata non è rivolta specificatamente a te, Duccio, mi pare ovvio che è un discorso generale che si rivolge alla categoria, che non brilla per specchiatezza.

Marco 

7
11 Mar 2010
alle 20:48

cesco/cesco

comunicato stampa del colorno

COMUNICATO STAMPA

 

Con riferimento ad alcune notizie di stampa circolate nella giornata odierna la società cooperativa sportiva dilettantistica “Rugby Colorno” desidera chiarire quanto segue.

In data 10.3.2010 la Guardia di finanza di Parma, su delega del nucleo tributario di Milano, nell’ambito di un’indagine svolta nei confronti della società Getraco s.a. e delle persone che per conto di questa hanno operato, si è recata presso la sede della “Rugby Colorno” per acquisire documentazione relativa a tale società.

Gli addetti della “Rugby Colorno” hanno fornito alla polizia giudiziaria operante la massima collaborazione, consegnando loro copia integrale della documentazione richiesta .

Allo stato non è dato sapere quali siano le contestazioni che vengono formulate nei confronti delle persone indagate.

La “Rugby Colorno” vuole comunque sin d’ora sottolineare di avere sempre operato con correttezza al solo fine di perseguire i propri legittimi scopi sociali e sportivi.

 

6
11 Mar 2010
alle 19:54

Maurizio

Però il titolo è diverso da quello che hai scritto. Tu parli con il condizionale però nel titolo il condizionale non è presente, meglio sarebbe inserire un punto di domanda come hai fatto su rugby.it

E se il Colorno non fosse coinvolto ma fossero coinvolti persone o cose esterne alla società?

5
11 Mar 2010
alle 19:45

Spiffero etrusco

...e se dall'inchesta saltasse fuori qualche fondo off shore alla parmigiana? ...se qualcuno, terrorizzato, se la cantasse? vedrete, vedrete....

4
11 Mar 2010
alle 19:42

Duccio

Caro Maurizio, se rileggi bene l'articolo noti che parlo con il condizionale "sarebbe", non dico che è così né che Colorno è colpevole. Di certo c'è l'indagine, di certo c'è la perquisizione nella sede della società. Ovviamente fino a fine indagini e, anzi, fino a condanna o assoluzione, ognuno è innocente. Infatti non ho scritto da nessuna parte che Colorno ha evaso le tasse, ma solo che è coinvolta in un'indagine. Quindi non vedo chi ha emesso sentenze.

P.S. oltre agli articoli ho parlato con la collega che è più esperta di me in questioni finanziarie, quindi non mi sono basato solo su un'allusione. C'era la notizia e l'ho data. Se questo è essere falchi, allora significa che per fare del giornalismo bisogna essere un falco. E, visto i conigli che riempiono le redazioni, purtroppo ne dubito. 

3
11 Mar 2010
alle 19:00

Maurizio

Ecco i falchi, basta un'allusione, due articoli di giornale e si emette la sentenza.
Ci sono prove della colpevolezza? si sa di cosa si stà parlando? Il titolo mi sembra un pò troppo affrettato

2
11 Mar 2010
alle 16:15

andrea

tutto il mondo è paese...

che figura per il rugby italiano... e questa è una squadra che vuole il futuro Super 12...

speriamo sia solo una bufala 

1
11 Mar 2010
alle 15:56

piero

ma che ca...zo, noi DOBBIAMO essere esenti da 'stè cagate

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