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Da quando Martin Johnson ne ha preso il timone, la navigazione dell’Inghilterra è stata principalmente a vista, caratterizzata da alti e bassi -più spesso i secondi- e da un progetto che a molti ancora non è chiaro. Colpito da molti infortuni, Johnson ha dovuto adattarsi al momento, trovare soluzioni alternative, spesso non le migliori o le più adatte alle caratteristiche dei suoi giocatori. Dopo un novembre in chiaroscuro, l’Inghilterra si presenta al Sei Nazioni consapevole di aver ritrovato il proprio regista, quel Jonny Wilkinson che sta attraversando un ottimo periodo di forma, quasi una seconda giovinezza. Ma alle sue spalle?
Il cammino. Parte subito con il botto l'avventura inglese nel Sei Nazioni. La sfida casalinga con il Galles sembra a molti uno spareggio per il terzo posto e, in ogni caso, darà un'idea più chiara su chi può ambire ai piani alti della classifica e chi, invece, dovrà accontentarsi di un campionato in sordina. La trasferta a Roma, una settimana dopo, è sulla carta facile, ma proprio per questo i rischi per Wilko e compagni sono alti. Importantissima la partita casalinga di fine mese con l'Irlanda, non solo per l'Inghilterra ma per tutte le pretendenti al titolo, mentre a marzo Johnson e i suoi avranno due terribili trasferte: prima al Murrayfield, con la Scozia, e poi a Parigi contro la Francia, in un match che potrebbe decidere il Sei Nazioni 2010.
Il campione. Non serve neanche dirlo. Jonny Wilkinson, il redivivo. Arriva, miracolosamente, da un lungo periodo senza infortuni, in Francia gioca con continuità e qualità e in Nazionale a novembre ha ripreso in mano le redini della squadra. E' sicuramente l'arma in più di una squadra che non ha grandissimi nomi e che deve puntare su un lavoro operaio, impreziosito dai colpi di genio del suo numero 10. Unico dubbio, già visto a novembre: spesso il talento di Wilko viene castrato dai compagni, incapaci di leggerne le giocate e troppo lenti per stare dietro ai suoi colpi.
La stella futura. Non è una novità e non è giovanissimo, ma in una squadra più di sostanza che di fantasia è ancora Delon Armitage il talento da tenere sott'occhio. Il 2009 lo ha visto esplodere, ma anche fermarsi causa infortunio a lungo. Ora torna, pedina fondamentale in una trequarti ridotta all'osso come qualità e velocita. A novembre non c'era, ora bisognerà capire se lui è in grado di concretizzare quello che Sir Wilko inventerà a metà campo.
La squadra: Steffon Armitage (London Irish), Steve Borthwick (Saracens), Jordan Crane (Leicester), Tom Croft (Leicester), Louis Deacon (Leicester), Nick Easter (Harlequins), Dylan Hartley (Northampton), James Haskell (Stade Francais), Courtney Lawes (Northampton), Lee Mears (Bath), Lewis Moody (Leicester), Tim Payne (Wasps), Simon Shaw (Wasps), Andrew Sheridan (Sale), Steve Thompson (CA Brive), Julian White (Leicester), David Wilson (Bath), Delon Armitage (London Irish), Matt Banahan (Bath), Danny Care (Harlequins), Mark Cueto (Sale), Harry Ellis (Leicester), Toby Flood (Leicester), Ben Foden (Northampton), Riki Flutey (CA Brive), Shontayne Hape (Bath), Dan Hipkiss (Leicester), Paul Hodgson (London Irish), Ugo Monye (Harlequins), Mathew Tait (Sale), Jonny Wilkinson (Toulon).
L'anno scorso c'era Bergamauro 9...
Finchè avranno Wilkinson, con noi possono dormire sonni tranquilli. Probabilmente, li avremmo battuti al Flaminio, due anni fà, se non ci fosse stato. Beh, l'anno scorso c'era Goode, ma è un'altra storia...
se non ci sottovaluteranno sarà dura vincere!!!!!
però prima o poi l'Eng bisognerà batterla!!!!!!!!!
Sarà interessante vedere il rendimento della loro prima linea, senza Sheridan e Vickery.
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alle 19:27
andrea
Non sottovalutate l'Inghilterra, io vado controcorrente, ma per me può vincere il 6 nazioni. (l' ho votata nel sondaggio come vincitrice 2010)