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Era accreditato di un posto tra i film in lizza per gli Academy Awards 2010 , ma Invictus, il film di Clint Eastwood sui mondiali di rugby del 1995, esce a mani quasi vuote dalla prima selezione per la notte degli Oscar. Niente statuetta, quindi, per i campioni del mondo del Sud Africa, per François Pienaar e i suoi Springboks. Le speranze di vedere il rugby passeggiare sul red carpet di Hollywood sono tutte racchiuse in Morgan Freeman, candidato come miglior attore protagonista per la parte di Nelson Mandela nel film.
ERRATA CORRIGE: Invictus ha una seconda nomination. Quella di Matt Damon, proprio nel ruolo di François Pienaar come attore non protagonista.
A farla da padrona nelle nominations 2010 il film di fantascienza Avatar, forte di una campagna di marketing veramente imponente, è il capolavoro di Quentin Tarantino Inglourious Basterds, così come The Hurt Locker di Kathryn Bigelow.
Troppo realista, poco "americano" e dal finale scontato (è una storia vera) le colpe di Clint Eastwood che ha costruito una storia fedele, affascinante, ma che, forse, ha mancato di quei climax tanto amati dalla giuria di Hollywood. Che si accontenta del successo di critica che sta ricevando Invictus nelle prime in giro per l'Europa ovale.
Ah, sul Vanzina americano sfondi una porta aperta, ma Invictus (stucchevolmente caramelloso) resta debole di suo. Non male la tarantinata piuttosto....
Dane, non è che doveva vincere perché parla di rugby. Ma l'idea che sia preferito Mr. "marketta senza storia" Cameron mi fa girare... ;)
Duccio, abbi pazienza ma non è che siccome sto film parlava di rugby allora doveva vincere l'Oscar per forza! Non facciamo i talebani, su... :-D
A sto film non manca la copertina patinata che piace tanto al Kodak Theatre, manca proprio il tocco magico di Eastwood (miglior regista al mondo in attività...)!... Il finale non è scontato perchè è una storia vera: è proprio melenso, come melenso fu quel Mondiale (lì sì che la sceneggiatura era da Oscar...) almeno al pari della Coppa d'Africa di calcio...
p.s.: solo Ronaldo nel 2002 credo abbia rappresentato di peggio.....
aspetto che invictus esca in italia per vederlo....avatar è bello + che altro per gli effetti speciali, anche se dura troppo!...Inglorious bastards è bello...bravo soprattutto brad pitt
uhm ho visto il film e sinceramente non è che mi sembri poi 'sto granché. Tra i due il più bravo m'è sembrato Matt (azzecca veramente bene l'accento sudafricano XD).
invictus è un film mediocre. c'è poco da dire.
probabilmente the blind side si cuccherà qualcosa. e li non ci sono effetti speciali 3d.
Finche' la gente preferisce gli effetti speciali piuttosto di una trama concreta ... che dobbiamo farci ! Questo a prescindere da Invictus ...
Si c'è anche Matt Damon
scusa non c'e' anche matt damon in corsa come attore non protagonista?
e vabbè ma avatar è una figata scusa
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alle 09:57
pietro (n.t.i.)
L'ho visto in lingua originale: sicuramente non è all'altezza di altri capolavori di Clint, come l'inarrivabile "million dollar baby" o i due film su Iwo Jima o il recente Gran Torino.
A livello rugbystico, le scene mi son sembrate molto fredde. Ho avuto l'impressione che la mancanza di pathos delle sequenze rugbystiche sia da imputare all'assenza di confidenza degli statunitensi con uno sport così diverso dal football americano col quale ormai ha in comune solo vagamente la forma del pallone.
Mi viene a mente un paragone recente dal titolo simile "The invincible" che narrava la storia di Vincent Papale, che esordì da professionista nella NFL all'età di 30 a seguito di un provino fatto tra i tifosi dei Philadelphia Eagles. Qui le scene di football sono molto più intense soprattutto quelle riprese in 1^ persona da dentro l'elmetto....
Invece le scene di rugby in Invictus sono delle riproduzioni fedeli, ma molto lente delle azioni che portavano alle mete o dei calci di punizioni o del drop di Stransky. Ma nonostante la consulenza degli springboks, la mano e l'occhio di Client Eastwood sono rimasti inespressivi, molto più attenti a riprendere le scene di fratellanza sugli spalti dove un popolo diviso da decenni di razzismo e apartheid si ritrovava unito cantando 'nkosi sikelel'iAfrika e tifando "bokke".