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Continua la corsa della Toscana verso il grande rugby. Ne avevamo già parlato a luglio, ma è giusto tornare ad affrontare il progetto Tre, una nuova realtà sportiva che riunisce dieci club sparsi tra Prato, Firenze, Siena e Arezzo. Un progetto che ha saputo andare oltre gli egoismi dei singoli, che ha saputo superare le diffidenze di chi aveva guadagnato sul campo il merito del Super 10 e che lancia una sfida vera all'intero movimento ovale italiano: unire le forze e portare il rugby che conta in quelle città che possono davvero offrire visibilità e interesse.
Foto per gentile concessione Firenze Rugby 1931 - Donatella Bernini
La notizia è di ieri e la riporta il sempre aggiornatissimo sito Toscanarugby.it. Oggi, infatti, vi sarà un sopralluogo allo stadio di atletica Luigi Ridolfi di Firenze che dal prossimo anno ospiterà le gare interne del Toscana Rugby Eccellenza. Progetto architettonico dell’Ingegner Dario Bugli e strutturale dell’ingegnere Massimo Calda, lo Stadio Ridolfi ha una struttura semiellittica, con tribuna centrale, curva est e curva ovest coperte per un totale di 12.000 posti a sedere a disposizione.
Il sopralluogo servirà per studiare il terreno di gioco e capire se lo stadio possa ospitare realmente gli eventi rugbistici, avendo le dimensioni giuste per garantire i match sia nazionali sia internazionali. Se tutto sarà confermato, allora un grande passo avanti per portare il rugby d'eccellenza a Firenze sarà fatto. Anche se, personalmente, vedendo le foto trovo le curve troppo lontane dal campo.
Ma questo non è l'unico passo di Tre. Come si legge nella notizia, infatti, "dopo la firma dell’accordo con CariParma e una riunione tra le società del progetto, i dirigenti della futura TRE si ritroveranno in settimana (la data dovrebbe essere quella di sabato 19 dicembre) per fare il punto della situazione, valutare il momento e buttar giù lo statuto per la costituzione della nuova società, fusione delle realtà sportive delle province di Prato, Firenze, Arezzo e Siena. Ciò che appare certo è che I Cavalieri Prato cederanno il proprio titolo sportivo di Super 10 alla nuova società e che altrettanto farà il Firenze con quello dell’Under 20 di Elite". Insomma, Prato rinuncia all'eccellenza per appoggiare un progetto che vuol portare in alto l'intera regione. Pensando alle piccole battaglie di bottega degli ultimi anni, ai dispettucci e alla miopia dei dirigenti di tantissime società italiane, un passo enorme per il rugby nostrano. Sperando che qualcun'altro, prima o poi, aprirà gli occhi.
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Io mi auguro che al progetto prima o poi aderiscano tutte le squadre toscane ,soprattutto Livorno. Cosi cercheremo di evitare la dispersione dei nostri migliori giovani in giro per l'Italia. Se poi questo tentativo non avrà successo,pazienza,tutto tornerà come prima ma almeno proviamoci!! Auspico che venga mantenuto il nome Cavalieri per riconoscenza ma anche per realismo.
Scusate...mi sembra che il passo fatto sia veramente importante; soprattutto, come è stato fatto notare, in una regione in cui il campanilismo la fa da padrone anche fra due vie dello stesso quartiere. Però, sperare che tutto fili liscio senza che nessuno (soprattutto noi pratesi...) abbia un briciolo di amaro in bocca forse è chiedere troppo. Questo concedetecelo...
In fondo non mi sembra di aver letto, né qui né su altri forum, giudizi fortemente negativi sull'iniziativa. Solo, appunto, un pò di malinconia nel vedere "emigrare" un qualcosa a lungo inseguito qui a Prato ed appena conquistato. Tutto qui...
Per il resto credo che tutti gli interessati sperino in una buona riuscita del progetto che, a mio parere, è l'unica via per avere un rugby di un certo livello in futuro nella nostra realtà.
Naturalmente non perdendo di vista la cosa più importante: la base del movimento.
Scusate...mi sembra che il passo fatto sia veramente importante; soprattutto, come è stato fatto notare, in una regione in cui il campanilismo la fa da padrone anche fra due vie dello stesso quartiere. Però, sperare che tutto fili liscio senza che nessuno (soprattutto noi pratesi...) abbia un briciolo di amaro in bocca forse è chiedere troppo. Questo concedetecelo...
In fondo non mi sembra di aver letto, né qui né su altri forum, giudizi fortemente negativi sull'iniziativa. Solo, appunto, un pò di malinconia nel vedere "emigrare" un qualcosa a lungo inseguito qui a Prato ed appena conquistato. Tutto qui...
Per il resto credo che tutti gli interessati sperino in una buona riuscita del progetto che, a mio parere, è l'unica via per avere un rugby di un certo livello in futuro nella nostra realtà.
Naturalmente non perdendo di vista la cosa più importante: la base del movimento.
Volevo dire che ho giocato al Ridolfi, ovviamente... :|
Volevo dire che ho giocato al Ridolfi, ovviamente... :|
"lo Stadio non può essere il Ridolfi" ... ma per piacere... cosa volevi il Franchi? Cara grazia se c'è il Ridolfi. Per la cronaca, io ci ho giocato al Franchi, è un bell'impianto e con la tribuna copera il tifo si sente ancora di più: meglio di questo a Firenze non si può chiedere.
Fioi, se si sono messi d'accordo i toscani, noi veneti dovremmo farci un bell'esame di coscienza...
In bocca al lupo al progetto Tre, anche perchè la toscana è la regione che si è più ovalizzata negli ultimi tempi... anche se mi sembra che più di qualche tifoso non sia entusiasta...
il problema è sempre quello... gli stadi
...tutto bellissimo...congratulazioni davvero.....ma lo Stadio non può essere il Ridolfi. E' stato fatto per l'atletica e, a parte lo scippo alla FederArletica che non so quanto piacerà, è veramente difficilissimo immaginarsi una partita di rugby a quella distanza; oppure bisogna proprio.....immaginarsela
..in verità a Prato questo progetto (parlo dei tifosi) non piace, lo si vede come l'ennesimo scippo di firenze, nonostante i pochi chilometri si muoveranno solo pochissimi appassionati per vedere il T.R.E. giocare.
Io seguo anche il Baseball, ho un nipote che gioca in IBL e Nazionale. Nel Baseball hanno finalmente portato a termine una rivoluzione culturale non indifferente per la mentalità italica, le franchigie. Dal prossimo anno esisteranno due campionati paralleli, IBL prima e seconda divisione, stesso numero di squadre, intercambiabilità dei giocatori, limite di stranieri tesserati e/o in campo. Io penso che al dilà del calcio, sia la strada da seguire, spese contenute e livello del gioco che si spera aumenti col passare del tempo. Sarebbe così impensabile introdurre questa 'rivoluzione' nel rugby nostrano. Perchè parliamoci chiaro, è una balla grande come una casa che campionato con retrocessioni e promozioni possano dare la possibilità a tutti di vincerlo. Perciò ben venga una Italian Rugby League con 10/12 squadre, di prima e seconda divisione, professionisti veri, ben allenati e pagati, e campionati dilettantistici come ora. Che ne pensate ?
Ricky
incredibile! toscani di città diverse che fanno qualcosa insieme senza finire in rissa :-D
solo nel rugby poteva succedere! complimenti vivissimi al progetto, che è sicuramente interessante, soprattutto in considerazione dell'acquisizione dei diritti per l'under20 di elite. spero solo che il progetto parta con una valorizzazione dei migliori profili giovanili a partire dalle categorie minori (U14 o come cavolo è quest anno).
@Enrico: so che anche altrove c'è la volontà (almeno a parole) di riunire in progetti unici diverse realtà vicine, che da anni vivono da separati in casa. Tante piccole realtà che non possono crescere da sole, ma che per stupidità non hanno mai cercato di avvicinarsi. Vedremo se, a breve, potremo parlarne come realtà...
Avevo sentito parlare del TRE, e mi sembra davvero quello che potrebbe servire per far fare al rugby italiano il salto di qualità che gli serve. Speriamo che faccia da apripista.. Duccio, che tu sappia ci sono progetti simili altrove?
Avevo sentito parlare del TRE, e mi sembra davvero quello che potrebbe servire per far fare al rugby italiano il salto di qualità che gli serve. Speriamo che faccia da apripista.. Duccio, che tu sappia ci sono progetti simili altrove?
Wow che bel progetto, se lo facessero anche altre realtà non sarebbe male.....
Pensa... Un progetto così in Veneto, e mandavamo in CL Venezia e Firenze.... Dubito che sarebbe dispiaciuto ai Celti!
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alle 07:43
Ricky
Io seguo anche il Baseball, ho un nipote che gioca in IBL e Nazionale. Nel Baseball hanno finalmente portato a termine una rivoluzione culturale non indifferente per la mentalità italica, le franchigie. Dal prossimo anno esisteranno due campionati paralleli, IBL prima e seconda divisione, stesso numero di squadre, intercambiabilità dei giocatori, limite di stranieri tesserati e/o in campo. Io penso che al dilà del calcio, sia la strada da seguire, spese contenute e livello del gioco che si spera aumenti col passare del tempo. Sarebbe così impensabile introdurre questa 'rivoluzione' nel rugby nostrano. Perchè parliamoci chiaro, è una balla grande come una casa che campionato con retrocessioni e promozioni possano dare la possibilità a tutti di vincerlo. Perciò ben venga una Italian Rugby League con 10/12 squadre, di prima e seconda divisione, professionisti veri, ben allenati e pagati, e campionati dilettantistici come ora. Che ne pensate ?
Ricky