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Questo post l'ho pubblicato un anno fa, ma passati dodici mesi, credo sia giusto riproporlo uguale. Probabilmente a qualcuno queste righe daranno fastidio, probabilmente verrò accusato di non essere coerente. Io che parlo di doping free, di valori etici, poi faccio un elogio a Marco Pantani. Ebbene sì, perché Marco era un dopato e un uomo che ha sbagliato, un drogato, ma è anche un uomo che è stato ucciso. Dall'antidoping, dall'Uci, da chi gli era vicino per interesse, dai colleghi, dalla stampa, dai falsi amici, dai pusher, da se stesso, dall'invidia che anima il mediocre e dall'ipocrisia del mondo sportivo attuale. E, prima di tutto, dev'essere un monito su come la lotta al doping possa diventare un mostro e su come la droga possa portarti all'inferno, senza via di scampo.
Lo so, a prima vista non c’entra nulla con il rugby. Ma la morte di Marco Pantani il giorno di San Valentino di conque anni fa merita una piccola riflessione. Al di là della tragicità, andando oltre alle polemiche, superando anche le notizie apparse sulla stampa, di Marco e della sua fine resta soprattutto un grande vuoto. Quello lasciato dallo sport, che dovrebbe unire e comunicare, ma che ha lasciato un uomo solo con se stesso e con i suoi fantasmi. Io, personalmente, preferisco non scrivere nulla su Marco e su ciò che ha fatto a se stesso e che gli altri fecero a lui. Prendo, quindi, le parole di Tilesi e Giffone nel loro bellissimo libro Elogio del rugby, parlando di un’Italia-Inghilterra molto particolare.
“E’ il 15 febbraio 2004 in una Roma freddina, come voi del resto, intristiti dalla notizia della sera prima dell’improvvisa morte di Marco Pantani. Non volete pensare, almeno per oggi, che lo sport sia potuto arrivare a distruggere la vita di un atleta che voi avete tanto amato. [...] Per strada vi accorgete che il vostro amico non ha la tensione tipica del prepartita, non discute al cellultare delle ultime novità dello schieramento, non sente per radio trasmissioni di rugby. Anzi l’atmosfere è serena, festaiola. Domandate da che lato dello stadio seguirete la partita. Vi risponde che eravate d’accordo per la curva. Ma da che lato, volete sapere voi. Di curve ce ne sono due. I tifosi della nostra stessa squadra da che parte stanno? Il vostro amico non capisce bene la domanda. Come da che parte stanno? Stanno da tutte e due le parti! Non c’è una curva per squadra ma due curve per due squadre, che domande! Ma come, non è pericoloso? Pericoloso? Vi risponde il vostro amico. Può essere pericolosa una festa? E’ vero: perché dovrebbe essere pericoloso? [...] Apprezzate sempre di più questo modo di vivere lo sport, lo riconoscete. Eravate così anche voi un po’ di anni fa, prima di farvi travolgere dallo sport-spettacolo e dal business che ne consegue. Qui ci si diverte senza polemiche. Solo ora vi accorgete che ci sono un sacco di donne, diversamente da quello che vi sareste aspettato, e anche una moltitudine di bambini con i propri genitori. La partita scorre senza grandi sorprese. L’Italia perde 50-9, ma dopo dieci minuti vincitori e vinti si ritrovano al Pub Italia a bere birra e a ballare. E’ il vostro primo “terzo tempo” e non ve ne volete perdere neppure un minuto. Ormai siete stato inghiottito dal vortice di eventi. Ci sono alcuni inglesi che ballano indossando al collo la bandiera italiana, ma a questo punto non vi fa più effetto. Siete uno di loro e avete capito la lezione. Respirate a pieni polmoni questa cultura sportiva chiamata rugby da cui non vi libererete più.
Ah, se il Pirata avesse visto questa partita, forse avrebbe avuto un motivo in più per credere che un altro sport è possibile”.
Ciao Marco
d'accordo con peppe,marco pantani NON E' STATO MAI TROVATO POSITIVO,e stato trovato con ematocrito alto 52% quando il limite era 50% ma questo non significa essere dopato.il 5 giugno 1999 e stato il giorno della morte morale di pantani messo in croce da tifosi,stampa e tv che fino a un minuto prima era pronta a idiolatrare il pirata.purtroppo lui aveva un anima molto molto fragile e per questo a cominciato a prendere brutte strade che lo hanno portato alla sua morte io dico solo una cosa GRAZIE MARCO per tutte le emozioni che c'hai regalato R.I.P
Marco dopato? e quando sarebbe stato trovato positivo?
Ma facciamoci una salitella che ci guadagnamo tutti va!
marcp pantani restera un grande mito della storia del ciclismo .
Per chi non lo capisce perche non capisce un c....
Io ho 14 anni e cercando su internet qualcosa sul doping,per l'esame, ho trovato questo sito,io credo che il grande Pirata ha commesso un'errore grande quanto il mondo...e che forse se ne è accorto quando ormai era troppo tardi tutti pensano che i ragazzini certe situazioni non le capiscano ma vi assicuro che a volte ne sappiamo di più di voi....
Certezza: Pantani non è mai risultato positivo a nessuno degli oltre 200 controlli sostenuti.
Ipotesi A) non si è mai dopato
Ipotesi B) i controlli antidoping non sono attendibili
Caso A: speriamo tutti che sia così
Caso B: ma se non sono attendibili, le persone che si sono arrogate il diritto di decidere della carriera e della vita di centinaia di atleti (soprattutto persone) vanno punite
Andy, da ex pistard (sono stato uno degli ultimi a correre sul Vigorelli) consco bene il ciclismo: tanti sport sono metafora della vita, nel ben e nel male. Nel ciclismo, purtroppo, anche se soprattutto nel male.
Che poi tutti attacchino il ciclismo perchè è l'unico sport in cui si facciano controlli è vero, ma personalmente mi fa vomitare anche l'ipocrisia i quei giornalisti (tipo i francesi...) che tuonano contro il doping e poi si lanentano eprchè una tappa del Tour viene vinta a 2 kmh in meno rispetto all'anno prima...
che ogni sport sia la metafora della vita ho dei seri dubbi ma la cosa che mi fa incavolare é sempre questo sparare addosso al ciclismo ma andate a vedervi quei poveri calciatori colpiti dalla sla o che si stanno ammalando e poi gli dicono che prob la causa era nel concime usato x i prati ma fatemi il piacere...
Andare a trovarlo al cimitero servirebbe di più di questi articoli.
Persone da tutto il mondo lo fanno.L'ho visto con i miei occhi.
Vorrei dire anche che la sicurezza con cui si afferma che sia dopato, quello ha ucciso Marco, non la cocaina.
Come ha detto sua mamma"lui per me è morto per la vergogna, di quello che gli han fatto passare."
Scrivi e dii quello che vuoi ma poi non pensare di piangerlo.
tutti noi sappiamo che la piaga del doping e' presente nel ciclismo, ma almeno - poco o tanto - si cerca di combatterlo : si fa altrettanto negli altri sport, soprattutto quelli di squadra? Per quanto riguarda il Pirata, prima di sputare sentenze andatevi a leggere quanto emerso dall'autopsia e dall'esame del midollo osseo
Ma cosa c'entra?! Ogni sport è metafora della vita, e difatti come dà fastidio chi imbroglia nella vita dà fastidio chi imbroglia nello sport...
p.s.: a proposito di ipocrisia: è vero, formalmente Pantani non è mai stato fermato per doping, ma quei valori di ematocrito non ti vengono bevendo Orangina e Sanguinella...
ma se nn sapete nulla in materia state zitti x favore il ciclismo é la metafora della vita ti insegna a tener duro e fare sacrifici ve lo dice uno dei tanti che fa 12000 km ogni anno capito amanti dello sport con la palla
Dane: hai perfettamente ragione, anche gli altri sport non sono immuni, neanche il rugby di cui siamo appassionati. Il problema è che non si vuole veramente fare pulizia. Il mio commento solo in riferimento al ciclismo e non sulle altre discipline è dovuto all'argomento trattato, la morte tragica di Pantani.
dopato e' chi risulta positivo all'antidoping...Pantani non e' mai stato trovato positivo, mettetevelo in testa bastardi!!!
tu è meglio ke nn dici che marco era un dograto perche lui nn si è mai dopato mai mai mai mai lui era contro al doping tu forse ti dogrerai per scivere queste cose su internet
E' difficile riuscire a parlare del doping in ambienti chiusi com'è quello del ciclismo, in cui tutti sanno, ma nessuno dice niente; il doping nell'ambiente professionistico è solo la punta dell'iceberg, sono molti gli "atleti" che cercano aiuto nei farmaci nelle categorie minori e giovanili, specie quest'ultime sono quelle a maggior rischio se si inculca a forza nei bambini che l'unica cosa che conta è vincere: alla lunga potranno cedere ai "consigli" di qualche santone. Negli altri sport non si trova perchè, come dice Dane, non si cerca; se è vero che può sembrare impossibile tenere certe medie (ma non così tanto) a me vedere certi fisici, anche nel rugby, e certe crescite fulminee qualche dubbio viene.
Rick, invece negli altri sport è sempre colpa dell'antinfiammatorio, del balsamo per i capelli o della crema vaginale della fidanzata...
p.s.: non è una battuta: ho citato tre alibi citati realmente da tre sportivi diversi beccati all'antidoping...
Ciao Marco
Sappiamo tutti che ciclismo=doping, inutile cercare di nasconderlo, è talmente palese che non si può correre un tour alla media di 42 km/h. Il problema vero è che a doparsi sono gli amatori, i ragazzini, tutti alla ricerca della vittoria della domenica. Chiaramente Pantani non era l'unico, purtroppo per lui è stato preso come capro espiatorio (vi ricordate il giro in cui fu squalificato? Al suo posto vinse Gotti, uno pulito...) e da allora è entrato in un circolo vizioso che lo ha portato ad una fine tragica. Capisco i suoi tifosi, ma ormai nell'immaginario collettivo, soprattutto straniero (francesi) Pantani viene preso a modello di chi fa uso di doping.
Attenzione Giovanni, non cadiamo nell'errore di pensare che il ciclismo sia più sporco degli altri sport solo perchè lì scoprono i dopati: perchè lì i dopati li scoprono perchè li cercano. Quello che non cerchi non puoi trovare...
Penso che la morte di Pantani abbia rattristato un pò tutti. Difficile, se non impossibile, entrare di questo fatale evento. Ad ogni modo credo che la sua storia vada ricordata e debba essere uno spunto di riflessione. Riflessione sulla umana fragilità anche dei grandi atleti; riflessione sul fatto che bisogna comunque cerceare di capire, ma nello stesso tempo imparare quali sono i veri valori dello sport e della vita. Il rugby è + pulito di altri sport, per esempio del ciclismo. Per un giovane che entra in uno sport sereno come il rugby è + semplice non cadere in tentazioni doping rispetto a un giovane ciclista.
Condivido cmq l'inizia "I'm doping free" e tutte le altre condanne al fenomeno doping
il nostro blog (OVALIA) affronta spesso argomenti non strettamente rugbistici per cui non vedo nulla di strano in questo tuo bel post. Comunque non condivido l'epitafio. Pantani è la sconfitta di ciò che dovrebbe essere lo sport. Il rugby insegna a farsi carico delle proprie responsabilità ed a combattere per imporsi senza scorciatoie. Marco dopato e drogato va dimenticato e non esaltato.Il pirata di qui sopra è la dimostrazione delle mie ragioni.
STAI ZITTO BRUTTO COGLIONE, MARCO NON ERA UN DOPATO, MARCO E' UN MITO....TU UN POVERO COGLIONE
Sì, diciamo anche che Pantani è stato ucciso anche da se stesso perchè invece che raccontare tutto e squarciare il velo di omertà s'è sempre trincerato dietro un "non posso parlare" che serviva a tenergli aperta la possibilità di rientrare nel giro.
Poi, che sia stato stritolato da un ingranaggio mostruoso più grande di lui, siamo d'accordo...
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alle 20:57
Antonino
La verità è che quando cè un vero campione, gli altri rivali, i tifosi, il mondo tutto , non sa gustarselo, non sa accettarlo. Pantani è stato ucciso dai media per invidia, per gelosia, per rabbia. Hanno accusato un campione di una cosa che non era accettabile o vera!!!! Ricordate come sono stati uccisi Bruce.lee e michael Jackson???? ugualeeeeeeeeeeee con una scusa banale....poichè erano forti!! imbattibili, uomini di successo,ecc.La verità???? Il pirata è entrato in depressione, e qualcuno l'ha voluto fuori....perchè quando è morto la segretaria nn ha chiamato i carabinieri al primo avvertimento ricevuto da marco dalla sua camera?????? qualcosa nn torna.....c'erano degli uomini dietro a inseguirlo o a minacciarlo??? Il pirata amava vivere!!!!!!!!!! amava la vita!!!!!! pace a lui.....un grande campione!!!!!!