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ULTIMA ORA - Dall'Inghilterra rimbalza una voce: quattro italiane in Celtic League dal 2010!

Martedì 16 Dicembre 2008, 11:00 in Campionati esteri, Nazionale italiana di
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E' apparso pochi minuti fa il lancio d'agenzia AGR che darebbe per assai probabile (o almeno possibile) la presenza di quattro formazioni italiane (club o selezioni) alla Celtic League a partire dal 2010! Ecco il comunicato:
"Dal 2010 quattro club italiani (o le selezioni con i migliori giocatori azzurri) potrebbero iscriversi alla Magners League, la Lega Celtica a cui partecipano squadre scozzesi, gallesi e irlandesi. Lo scrive oggi il 'Times'. La proposta sarebbe appoggiata anche dal direttore del campionato celtico, David Jordan. ''Il nostro campionato ha sempre detto che avrebbe preso in seria considerazione ogni progetto degli italiani - ha spiegato -. Ma fino a quando non riceveremo una proposta concreta e dettagliata, non saremo in grado di prendere alcuna decisione". (Agr)

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21 commenti
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18 Dic 2008
alle 12:29

Minollo

Intanto, leggo sul CdSport che le società del super10 escluse Roma,Capitolina e Rovigo hanno comunicato a Dondi d'essere contrarie alle selezioni in HC ...

 

 

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17 Dic 2008
alle 18:02

Daniele

Vero, però io penso che si debba andare oltre a un ragionamento sui risultati, in certi casi.  Il pubblico e gli sponsor di Treviso e Calvisano sanno che la lotta è impari, ma vogliono vedere innanzitutto la propria squadra lottare e giocare a viso aperto. Per questo non puoi rinunciare, ad esempio, all'esperienza in mischia chiusa di Moreno e Evans per far giocare un giovane pilone, nè a quella di Waters per metterci un giovane centro (ricordo il confronto improbo tra A. Pratichetti e Shanklin...). Altrimenti, non ci metti nulla a prendere 15 mete e a non vedere mai la palla. Su certe cose non puoi rischiare, altrimenti tanto vale non andare allo stadio. E invece le partite di HC nonostante le sconfitte attirano sempre moltissimo pubblico...eppure la stampa scrive spesso di 'figuracce'. Se sono tali, come è possibile che 4-5000 persone continuino a riempire gli stadi in occasione delle partite di HC?

Bisogna inoltre capire come nasce e dove si crea il gap. 40-50 punti li puoi prendere in molti modi. Addirittura io credo che sarebbe possibile studiare le partite con l'obiettivo di contenere il divario in termini di punti. Ma sarebbe inelegante, irrispettoso e non farebbe crescere le squadre che crescono, certamente poco, in HC. Le italiane, perlomeno in casa (intendo le partite che ho visto o sono state trasmesse), non hanno fatto nessuna figuraccia.

Poi c'è da dire che l'esperienza internazionale non la cercheresti negli stranieri se ci fossero, ad esempio, 10 piloni italiani non dico come Lo Cicero ma con almeno diversi caps con la nazionale italiana. Non è che i club stranieri come Gloucester o Leicester T. giochino con i loro giovani pargoli... ho visto che sabato il Gloucester nel secondo tempo aveva come piloni a destra Nieto e a sinistra Sommerville...cioè rendiamoci conto di cosa sono questi club prima di disperarci... una coppia così è tra le migliori a livello mondiale in mischia chiusa. O hai gente navigatissima, italiana o straniera non importa, o sei proprio finito e prendi 150 punti facendoti anche male.

Tra l'altro, all'esperienza rinunci solo se i giocatori ti danno determinate garanzie. Louw non sarà il miglior flanker del mondo, ma in Italia di giocatori come lui non ce ne sono...Kingi non sarà un n.8 da All Blacks, ma in Italia oggi non abbiano n.8 oltre a Zanni (come secondo ruolo, però), Vosawai, Murazzani (over 30). Talvolta ci capitano dei fenomeni, ma ci manca la continuità, la profondità, la completezza.

Anche come mentalità, siamo troppo ansiosi: Marcato fa un drop e diventa un eroe...insomma, bisognerebbe averne 10 di Marcato, così da poter scegliere a seconda degli stati di forma, della maturazione, ecc. Nessuno di loro sarà un fenomeno, ma avremo almeno profondità. Oggi un 16enne può scegliere di puntare sul rugby...10-15 anni fa era da pazzi a meno che non fossi un talento di sicuro avvenire. E così ne abbiamo persi tanti per strada di giovani che oggi avrebbero potuto magari giocare in modo discreto. Non dimentichiamoci che il professionismo è relativamente recente nel rugby, e ancora non del tutto compiuto in Italia.

I club sono *** e poi *** e quindi anche ***, ma in fatto di prime linee siamo i migliori, nelle touches siamo forti, in terza linea abbiamo un'ottima tradizione...non sarà che, banalmente e come ho già detto, se 15 anni fa Tizio era veloce andava a fare atletica, e se Caio era agile e bravo con i piedi andava a giocare a calcio, ecc. e così alla base ci siamo preclusi sufficiente "legna da ardere" (non mi viene un'immagine più efficace ma meno truce)? Anche questo conta, e gli effetti si vedono nell'arco di 10-15anni, non di 2-3.

19
17 Dic 2008
alle 16:16

Duccio

Daniele, la tua risposta dà ragione ai miei ragionamenti. Tu parti dal concetto che è ovvio che in Europa Treviso e Calvisano vengano massacrate, visto i budget esteri. Vero, verissimo. Allora i dirigenti di questi club (e altri) mi spiegano perché ogni anno fanno incetta di stranieri dichiarando (Munari dixit): "Vogliamo competere in Europa per questo non possiamo puntare su italiani inesperti"! Se questi stranieri alla fine servono solo a far vincere il Super 10 non potremmo farne a meno?

I tuoi punti sono giustissimi, ma... sono anni che i club dimostrano di fottersene del movimento rugby, pensando al loro triste orticello. Se i pochi soldi che girano venissero spesi per vivai, under, italiani e pochi e mirati stranieri, allora forse non saremmo neanche qui a parlare di selezioni. Ma non è così. I club di punta hanno fatto una politica esterofila e ottusa. E ora vogliono "recuperare il tempo perso" con i soldi Fir. Eh no, se per anni avete sbagliato mo' pagate le conseguenze! Si facciano le selezioni e si crei un campionato meno importante, meno ricco, ma più italiano!

P.S. io Munari uomo/giocatore/telecronista lo adoro, è il Munari dirigente che è indigeribile!

18
17 Dic 2008
alle 16:08

Daniele

Duccio, mi sembra di cogliere che tu rigetti in toto qualsiasi cosa riguardi il rugby italiano di club, o di certi club. Il che ti porta a sostenere l'ipotesi selezioni, in modo da declassare o mettere tra parentesi i club. E' una mia impressione di una tua comunque legittima aspettativa...  Munari non ti starà simpatico, ma mi sembri "un pò" esagerato...come si fa a prendersela così con i club quando in Heineken Cup incontriamo squadre più ricche (il che significa sia rose che soprattutto staff di altissimo livello) della nostra intera Federazione?! E' colpa di Calvisano e Treviso se giocando in S10 non imparano a reggere per più di 40' contro Leicester e Cardiff, ad esempio? Per me è già tanto se li costringiamo all'errore in 5. fase e se ce la giochiamo alla pari nelle fasi statiche... Ricordo inoltre che non siamo teste di serie quest'anno...

Poi sulla valorizzazione dei giovani (condivido l'elenco di Mattia) bisognerebbe specificare meglio... insomma... è un discorso complesso che non si può secondo me liquidare così in fretta, e che si deve suddividere tra 1) investimento nelle giovanili; 2) quantità e qualità delle giovanili; 3) livello della U19 (che per me è uno step molto importante); 4) aggregazione nella rosa della prima squadra di giovani con prospettive professionali; 5) impiego di giovani in prima squadra, provenienti a) della propria società b) da altre società. Lo step successivo è la nazionale, ma un giocatore da nazionale ha questi 5 livelli alle sue spalle, non solo il primo nè solo l'ultimo.  Poi ricordo anche che esiste l'Accademia Federale, e che esistono le accademie di club... è tutto un pò più complesso...

17
17 Dic 2008
alle 11:24

Duccio

mattia, infatti io parlavo dei club di punta. Nel tuo elenco non vedo Viadana, non vedo Calvisano e, riguardo Treviso, i prodotti del suo vivaio sono dovuti andare via, perché non trovavano spazio in prima squadra. Ben diversa la storia di Rovigo, Padova, Capitolina o Parma, che hanno spesso valorizzato i giovani, del proprio vivaio o del vivaio altrui.

16
17 Dic 2008
alle 11:19

mattia

Dimenticavo, tutti giocatori di Treviso andati via e di Padova andati via. Spesso giocatori che giocano in squadre importanti

15
17 Dic 2008
alle 11:17

mattia

Il grazie non è allo zero assoluto dei vivai ma alla valorizzazione dei vivai.Ti cito i pavan a parma, favaro rovigo, de marchi a parma, de marchi 2 prima in francia poi rovigo. Fiorani parma, travagli parma,viadna,estero. passiamo a padova con marcato a treviso, chillon parma, bergamauro treviso prima di andare all'estero, e non ho voglia di fare altri nomi

14
17 Dic 2008
alle 10:59

Duccio

Mattia, la risposta alla prima domanda è semplice: i giornalisti italiani vorrebbero una nazionale italiana, ma visto il NON lavoro dei club dobbiamo avere gli oriundi. A quel punto, io difendo a spada tratta chi veste la maglia azzurra, anche se preferirei avere solo italiani.
La vera domanda è: perché chi è contro oriundi/equiparati al 90% è tifoso di un club del Super 10 che non cura i vivai???

Riguardo, invece, la questione campionato scadente italiani all'estero; gli italiani emigrati erano buoni giocatori, ma campioni lo sono diventati lontano da un Super 10 mediocre.

Munari dovrebbe tacere. Il vero cancro del movimento sono i club di punta del Super 10, i quali stanno uccidendo il rugby italico e pure senza ottenere risultati. In Europa ci facciamo ridere dietro, in Italia vincono un campionato mediocre e se ne bullano pure, a livello di nazionale stiamo retrocedendo grazie al zero assoluto dei vivai.

Per me la modifica del campionato italiano è doverosa, ma da sola non basta. Servono le selezioni, perché per tenere gli italiani in Italia bisogna offrire loro un campionato che li faccia crescere come giocatori. E questo, in Italia, è impossibile.

13
17 Dic 2008
alle 10:51

Mattia

Lega iperindebitata però.

Duccio vorrei farti una domanda però, perchè i giornalisti italiani danno contro alle società infarcite di stranieri ma difendono a spada tratta la nazionale di stranieri. In quest’ultimo caso si dice siano italiani. Gli italiani buoni ci sono, pochi ma ci sono.

Poi se il nostro campionato è così scadente come mai i nostri migliori vanno tutti all’estero? Come fanno ad emergere? Per non parlare di stranieri che emergono qui. Una buona parte di argentini sparsi per l’europa se non sono stati scoperti dai francesi sono stati scoperti da noi.

La soluzione giusta non sarebbe quella di munari? modificata però perchè lui dice che si deve impedire agli italiani di andare all'estero mentre occorrerebbe invogliarli a rimanere in italia. Se ad esempio si facessero due campionati, uno in autunno e uno in primavera, magari collegati tra loro non credi sarebbe meglio? società come calvisano si organizzerebbero diversamente in fatto di preparazione e le società con minori possibilità sarebbero costrette ad investire non potendo contare su punti facili iniziali e correzioni in corsa a gennaio.

Oppure sarebbe interessante la proposta di Bortolami con un torneo regionale da disputarsi in primavera sulla falsariga del torneo delle regioni giovanile che abbiamo in italia.

L'ideale comunque credo possa essere una sorta di celtic league a due gironi da disputarsi dopo il sei nazioni (o con inizio durante) tra le celtiche e le italiane, dove per la qualificazione delle italiane vale la classificazione del campionato disputato in autunno (senza soste per nazionale e coppe europee). Naturalmente si può vedere poi come disputare le coppe.

12
17 Dic 2008
alle 09:55

Duccio

mattia, è ovvio che non ci prendono "gratis"! Se non garantiamo sponsor, aumento degli introiti, maggiori ricavi... che cavolo ci prendono a fare???? Loro valuteranno costi e benefici dell'ingresso italiano e poi decideranno. Sono una lega professionistica, non una onlus! ;)

11
17 Dic 2008
alle 09:52

mattia

Ma quello che vogliono alla fine è quello. La copertura per le loro spese dobbiamo trovarla noi

10
17 Dic 2008
alle 09:41

Duccio

mattia, l'articolo non dice proprio quello che affermi tu. Secondo Jordan, infatti, per l'accesso italiano in CL ci sono da VALUTARE diverse questioni: dal calendario alle questioni commerciali, dalla copertura tv ai costi delle trasferte in Italia. Non dice che NOI dobbiamo pagarle, dice che si deve valutare se il COSTO delle trasferte VALGA il gioco. Insomma: se ai club celtici venire in Italia costasse 100, allora gli introiti dovrebbero almeno essere 100. Se l'ingresso italico portasse un aumento economico minimo, ma i costi salissero, allora nisba. Ma non dice che dobbiamo pagare noi le trasferte!

9
17 Dic 2008
alle 09:35

Duccio

devo aver saltato quel passaggio, ora vado a rileggerlo!

8
17 Dic 2008
alle 09:34

mattia

Duccio per le spese è scritto nell'articolo integrale in inglese 

7
17 Dic 2008
alle 09:27

Duccio

mattia, i contatti ci sono, da tempo. Riguardo agli sponsor, beh, è ovvio che le celtiche ci vogliono perché l'Italia ha un bacino pari a tutte le celtiche messe assieme. Ed è ovvio che non possiamo andare lì a mani vuote. La presenza italiana significa nuovi sponsor e nuovi orizzonti anche per loro. Riguardo alle spese, non l'avevo letto.

6
17 Dic 2008
alle 09:23

mattia

Ma le perché noi dovremmo per partecipare partecipare interamente alle spese trasferta delle celtiche? Perché dovremmo portare nuovi sponsor?Insomma leggendo l’articolo uscito ieri la nostra partecipazione (a proposito, si dice di aver già contattato quelli della celtic ma loro smentiscono, si dicono interessati alle proposte e ai soldoni messi sul piatto) sarebbe subordinata al portane nuovi sponsor e al pagamento di tutte le spese di trasferta per le celtiche in italia….

5
17 Dic 2008
alle 09:11

Duccio

minollo...
credo che chi rappresenta una società che: 1. schiera 5 italiani in media in campionato 2. schiera tre italiani in Europa 3. Dà solo tre giocatori alle rappresentative U17 e U18 italiane, di cui uno straniero... beh, chi rappresenta questa società dovrebbe evitare di pontificare sui problemi del movimento... perché uno dei problemi è lui!

3
16 Dic 2008
alle 16:16

stuffi

una bella unione di club tirerebbe fuori 4 squadre:

treviso+venezia

padova+rovigo

parma+parma

viadana+calvisano

roma+roma

ne avermmo anche in più se ci fosse la volontà di unirsi e creare delle selezioni serie

 

2
16 Dic 2008
alle 14:22

Simone

diciamo che permettono al max 4 squadre, nn che vogliono che l'italia faccia 4 squadre

1
16 Dic 2008
alle 12:55

lorenzo

ma dove li troviamo cosi' tanti giocatori italiani per fare 4 squadre competitive in lega celtica??

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