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E’ stato presentato il 14 novembre e, quattro giorni dopo, ha subito preso contatto con i giocatori della Nazionale. Nick Mallett, successore di Pierre Berbizier alla guida degli azzurri, non ha voluto perdere tempo. Il 6 Nazioni è vicino e lui sarà impegnato in un Tour de force incredibile fino a marzo. Dopo il primo contatto è il momento dei giri per i vari club, italiani e stranieri, e per i campi di gioco. In questi mesi Mallett avrà modo di conoscere da vicino i papabili azzurri, capire chi può essere utile alla causa e chi no. E, soprattutto, chi meglio si adatta alla sua filosofia di gioco.
Da qui a febbraio non ci si potevano e non ci si possono aspettare rivoluzioni. Mallett ha a disposizione una struttura cresciuta ed esperta, lasciata in eredità da Berbizier, e da quella deve partire. Si tratta di una ventina di giocatori esperti, ma al tempo stesso ancora giovani. Su di loro si deve costruire il futuro azzurro, iniziando, però, fin da subito a far crescere una nuova generazione di giocatori. Giovani promesse, alcune già conosciute altre agli esordi, italiane (finalmente!) che potranno migliorare ancora di più il livello tecnico e fisico della nostra nazionale.
Mancano ancora quasi due mesi al 6 Nazioni, quindi fare il totoconvocazioni sarebbe assurdo, ma sicuramente si possono già fare due liste. La prima, con la spina dorsale della nazionale, formata dai giocatori più esperti. La seconda, invece, quella del futuro, quella che forse al 6 Nazioni troverà poco spazio, ma che dopo rappresenterà la nuova Italia.
La spina dorsale: Mauro Bergamasco, Mirco Bergamasco, Marco Bortolami, David Bortolussi, Gonzalo Canale, Martin Castrogiovanni (nella foto), Carlo Antonio Del Fava, Santiago Dellapé, Carlo Festuccia, Leonardo Ghiraldini, Andrea Masi, Carlos Nieto, Sergio Parisse, Salvatore Perugini, Ramiro Pez, Matteo Pratichetti, Andrea Lo Cicero, Kaine Paul Robertson, Josh Sole, Marko Stanojevic (purtroppo in futuro, visto che la sua stagione è finita per infortunio), Manoa Vosawai, Alessandro Zanni
I giovani: Matias Aguero, Valerio Bernabò, Paolo Buso, Lorenzo Cittadini, Paul Derbyshire, Davide Duca, Andrea Marcato, Francesco Minto, Marco Neethling, Ludovico Nitoglia, Pino Patelli, Simon Picone, Tommaso Reato, Riccardo Robuschi, Giulio Rubini, Fabio Semenzato, Michele Sepe, Alberto Sgarbi, Mantvydas Tveraga
non mi pare che Ludovico non abbia mantenuto le promesse prima degli infortuni; basti ricordare le belle partite che ha disputato in nazionale dal 2004 al 2005, ad esempio, quella con la NZ, con, tra le altre, la stupenda azione che ha procurato la meta di Bergamasco; quella con il Galles, con lo strepitoso affondo di 50 metri scivolando tra i gallesi come birilli, la quasi meta con l'Irlanda e tante altre. Solo che per una serie di circostanze non ha fatto ancora nessuna meta in nazionale, ma sono sicuro che ne farà a bizzeffe se lo convocheranno nel prossimo 6 nazioni.
Ciao
Marco
Ciao marco,
in verità hai ragione, ma la vera differenza che volevo sottolineare era tra quei giocatori che hanno fatto parte della Nazionale di Berbizier, quei giocatori che hanno disputato il 6 Nazioni 2007 e i mondiali e i giovani che non sono, o non sono più, nel giro azzurro da un po'. I primi sono l'ossatura "storica" dell'ultima Italia.
Ludovico è sicuramente un giocatore esperto, ma i molti infortuni e le scelte di Berbizier l'hanno fatto uscire dal giro azzurro. Avendo però Nitoglia 24 anni e avendo egli ora una seconda chance di entrare nel giro della Nazionale l'ho inserito tra le giovani promesse. Anche perché, prima degli infortuni, le promesse non le aveva mai mantenute... vedremo ora.
ma come fate a mettere tra "i più esperti" Bortolussi, Pratichetti e Wosavai e solo tra le "giovani promesse" Ludovico Nitoglia?
Marco
Ciao Mastro,
benarrivato! Su Vosawai, beh... ai mondiali effettivamente non ha combinato nulla, ma in generale è un giocatore più che valido. Certo, anche io preferisco vedere italiani, o almeno oriundi, in campo... ma questo abbiamo... per ora.
Su Pucciariello i problemi sono due. In primis, uno degli unici ruoli dove siamo coperti è il suo (pilone), quindi la lotta per la convocazione è dura. E poi, anche se non vecchissimo, ha già 32 anni... non si può certo dire che è il futuro azzurro...
I giovani non mancano e, secondo me, dopo questo 6 Nazioni vedremo tante tante novità in azzurro... basta avere pazienza.
ma mi chiedo...ancora che puntano su Vosawai?????doveva essere lo sfonda difese al mondiale,e invece nn faceva che stare alla larga dalle difese avversarie.....ma nn c'è qualche giovane italiano più decente????????
e pucciarello????non lo prendono in considerazione???
cmq mi fà piacere rivedere il nome di nitoglia...una scheggia!!
Purtroppo no, chiunque sia italiano, equiparato, parificato, oriundo o quant'altro può giocare per la Nazionale. Esistono però dei regolamenti federali che riguardano il Super 10, il campionato italiano d'eccellenza, e che fissano un numero minimo di giocatori di formazione italiana per squadra.
Come noti ho parlato di "formazione italiana" e non di italiani. Se torni a visitare il blog domani, in mattinata posterò una notizia che riguarda proprio il "Progetto Italia", cioé la nuova direttiva della Fir riguardo agli italiani in campionato... e ti posso già assicurare che, per chi vuole più italiani in Nazionale, il quadro non è proprio bellissimo! A domani!
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alle 17:50
Duccio
Ovviamente sono punti di vista personali. A me Ludovico potenzialmente piace tantissimo, è veloce, brillante e ha visione di gioco. Ma un'ala, soprattutto a livello internazionale, deve finalizzare il gioco della squadra e, come hai fatto notare anche tu, in 17 partite con la Nazionale Nitoglia non ha realizzato neanche una meta. E, con la maglia azzurra, ha spesso dimostrato di non saper aspettare il sostegno, compiendo grandi azioni che però finivano col perdersi e con il far perdere il possesso all'Italia. Ma aveva 21 anni, ora è maturato e ha fatto esperienza e sono sicuro, come te, che avrà ancora molto da dare all'Italia.